UN HUB PER IL RECUPERO CREATIVO DI SCARTI DI PELLAME

Nasce in Toscana il primo hub per la cultura della moda circolare della pelle di scarto dell’industria conciaria. Ma sarà anche luogo di formazione e incubatore per designer emergenti.

AMBIENTE
Sara Stefanini
UN HUB PER IL RECUPERO CREATIVO DI SCARTI DI PELLAME

Nasce in Toscana il primo hub per la cultura della moda circolare della pelle di scarto dell’industria conciaria. Ma sarà anche luogo di formazione e incubatore per designer emergenti.

Alle porte di Firenze apre  Zerolab, l’innovativo centro di raccolta e smistamento per il recupero del pellame di scarto. Ogni anno l’industria conciaria produce 758 milioni di kg di materiale di scarto in Italia all’anno: un peso notevole sulla bilancia ambientale che anche il sistema moda è chiamato sempre di più a sostenere. Dall’esigenza di ridurre gli sprechi sfruttando le competenze artigianali per trasformare gli scarti in nuovi prodotti nasce quindi ZEROLAB, il primo hub per il recupero creativo della produzione di scarto. Il progetto è stato presentato nell’ambito di MIDA – Mostra Internazionale dell’Artigianato ed è frutto della sinergia tra la startup ZEROW e A.S.P.R.I., (“Associazione Pelle Recuperata Italiana”).

L’Associazione è nata per sopperire al problema degli scarti nella pelletteria, con la mission di promuovere e diffondere la cultura dell’economia circolare e favorire artigiani e piccoli imprenditori, dando loro la possibilità di acquistare materiali recuperati, più accessibili economicamente, oltre ad essere un centro di raccolta e smistamento.  ZEROLAB sarà anche un luogo destinato a diventare sede formativa e incubatore per designer emergenti. Collocandosi in un’area strategica, nel distretto della pelle di Scandicci, il centro polifunzionale si presta ad intercettare da un lato le aziende che necessitano di smaltire gli scarti di produzione, dall’altro il know how di professionisti altamente specializzati, valorizzando l’artigianato e favorendo un sistema circolare.

“Il laboratorio è uno spazio unico nel suo genere – racconta Gabriele Rorandelli, fondatore di ZEROLAB –  sia sul panorama nazionale che su quello internazionale. ZeroW è una start-up nata per intercettare materiali di scarto: 232 milioni di kg rifiuti l’anno solo in Toscana, un dato che può essere interpretato come una risorsa. Unendo questi temi nasce Zerolab. Ci rivolgiamo ad artigiani che necessitano di pelle e macchinari, a studenti che vogliono lanciare un progetto di moda circolare e a professionisti che vogliono ampliare il loro network di clienti. Grazie allo scarto si può dare nuova vita ai materiali”.

Ad affiancare online l’attività del centro polifunzionale di Scandicci ci sarà la piattaforma online ZEROW, marketplace in grado di mappare la produzione di scarto sul territorio e incrociare domanda e offerta, in modo da favorire l’acquisto di pellami ma anche di accessori realizzati con le materie prime disponibili in deposito da giovani designer e artigiani coinvolti nel progetto. A curare l’immagine coordinata della piattaforma web altri talenti in erba saranno gli studenti del corso in Graphic Design di Accademia Italiana.

“Un progetto – spiega Alessandro Colombo, Managing Director AD Education Italia – che non potevamo rifiutare dato che sostenibilità e upcycling sono focus centrali nella didattica di AI. Il nostro istituto ha ormai integrato questi temi in tutti i suoi programmi accademici per far sì che gli studenti si confrontino con le attuali e future sfide che le industrie creative sono e saranno chiamate ad affrontare”.

“Sosteniamo le imprese fin dalla loro nascita come mission aziendale – ha dichiarato Agnese Fazolo, Presidente CNA Firenze Federmoda – ma in questo caso l’imperativo è per noi particolarmente impellente perché Zerow favorisce quello sviluppo della moda sostenibile a cui CNA Federmoda guarda da tempo. Siamo infatti da sempre attenti al recupero degli scarti delle lavorazioni, siano essi di pelletteria che tessili, sia per motivi ambientali che per i costi materiali del loro smaltimento. È stato pertanto doveroso promuovere Zerow nel panorama italiano dell’innovazione, metterla in contatto con il parterre degli stakeholder dell’innovazione tecnologica attivi sul territorio fiorentino e toscano e facilitare la sua collaborazione con le migliori scuole di moda.  Siamo certi che gli studenti di oggi vedranno domani, proprio negli spazi di coworking e nei servizi offerti dalla start up, degli strumenti quanto mai utili per dar vita alla produzione delle loro prime collezioni”.