UN PASS PER CIRCOLARE NELL’UNIONE EUROPEA

Arriva il Certificato Covid digitale valido per viaggi e spostamenti sicuri in Unione Europea. Tutto quello che c’è da sapere su questo documento.

SALUTE
Cristina Nati
UN PASS PER CIRCOLARE NELL’UNIONE EUROPEA

Arriva il Certificato Covid digitale valido per viaggi e spostamenti sicuri in Unione Europea. Tutto quello che c’è da sapere su questo documento.

La lotta al COVID si fa anche con un lasciapassare. In un’estate segnata da riaperture e residui di regioni “a colori”, il Parlamento europeo ha dato ufficialmente il via al ripristino della libera circolazione sui territori dell’UE. Dal 1° luglio sarà infatti attivo il Certificato COVID digitale dell’UE per garantire spostamenti e viaggi sicuri durante la pandemia. Il documento attesterà se una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o se è guarita dall’infezione. Un segnale importante quello che arriva dall’UE: finalmente si pensa e si lavora in modo coordinato e non ogni Paese per proprio conto. Anche se comunque ai singoli Stati rimane la facoltà di porre delle restrizioni alla circolazione in caso di necessità per salvaguardare la salute pubblica.

Gli Stati membri possono comunque, già da ora, iniziare a rilasciare e utilizzare questo documento che potrà essere in formato digitale o cartaceo, conterrà un codice QR che serve ad impedirne la falsificazione, è gratuito, valido in tutti i paesi dell’UE e scritto in doppia lingua: quella nazionale e in inglese. Hanno inoltre concordato un modello comune affinché sia di facile riconoscibilità e sarà accettato in tutti i Paesi dell’Unione e contribuirà a far sì che le restrizioni attualmente in vigore possano essere revocate in modo coordinato.

Per ottenere questo “pass” basta richiederlo all’autorità nazionale. Ma può essere rilasciato, per esempio, dal centro in cui si è stati vaccinati o in quelli che effettuano i test, o anche dalle autorità sanitarie o direttamente tramite un portale eHealth. Mentre la versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile. Tuttavia, sia la versione cartacea che quella digitale disporranno di un codice QR contenente le informazioni essenziali e di una firma digitale per garantire l’autenticità del certificato. Le informazioni in esso contenute sono: nome, data di nascita, data di rilascio, e tutte quelle pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico. Questi dati rimangono sul certificato e non sono memorizzati o conservati quando un certificato viene verificato in un altro Stato membro.

In caso di viaggio il titolare del certificato dovrebbe – e questo in linea di principio – essere esonerato dalle restrizioni alla libera circolazione. Gli Stati membri dovranno cioè astenersi dall’imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari del certificato, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutelare la salute pubblica. Ad esempio qualora uno dei Paesi dell’Unione si trovasse alle prese con delle nuove varianti del Sar-CoV2 è tenuto ad informare la Commissione europea e tutti glia altri Stati in modo da giustificare la decisone di una restrizione alla circolazione.

Quando si giunge a destinazione viene effettuato il controllo e si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma. Ogni organismo autorizzato a rilasciare il certificato ha una propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun paese. Inoltre, la Commissione europea ha creato un gateway per garantire che tutte le firme dei certificati possano essere verificate in tutta l’UE. I dati personali del titolare del certificato non passeranno attraverso il gateway dato che ciò non è necessario per verificare la firma digitale. A fini della verifica, vengono controllate solo la validità e l’autenticità del certificato, accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati esclusivamente nello Stato membro che ha rilasciato il certificato COVID digitale dell’UE.

Anche chi non è stato ancora vaccinato potrà andare in un paese dell’Unione, anche se per ottenere il Certificato COVID digitale bisognerà prima effettuare dei test, gli stessi che spesso sono richiesti nell’ambito delle restrizioni sanitarie vigenti. E il risultato sarà riportato in questo documento. Non avrà alcuna importanza con quale tipo di vaccino si è stati vaccinati: gli Stati membri dovranno accettare i certificati di vaccinazione per i vaccini che hanno ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE. Gli Stati membri potranno decidere di estendere questa possibilità anche ai viaggiatori dell’UE che hanno ricevuto un altro vaccino. Spetta inoltre agli Stati membri decidere se accettare un certificato di vaccinazione dopo una dose o dopo il completamento dell’intero ciclo di vaccinazione. E comunque mai abbassare la guardia, perché nonostante si possa circolare più liberamente, per continuare a combattere il COVID valgono sempre le regole del distanziamento, dell’uso della mascherina e di una corretta igiene delle mani.