UN PREMIO PER PROTEGGERE IL NOSTRO PIANETA

L’ambizione a proteggere il nostro pianeta viene riconosciuta con un premio ad hoc, l’Earthshot Prize. Un riconoscimento internazionale che vuole incoraggiare un cambiamento positivo per i prossimi dieci anni.

AMBIENTE
Pamela Preschern
UN PREMIO PER PROTEGGERE IL NOSTRO PIANETA

L’ambizione a proteggere il nostro pianeta viene riconosciuta con un premio ad hoc, l’Earthshot Prize. Un riconoscimento internazionale che vuole incoraggiare un cambiamento positivo per i prossimi dieci anni.

Earthshot Prize. Questo il nome del primo prestigioso riconoscimento internazionale per la protezione del pianeta, assegnato per la prima volta lo scorso 18 ottobre all’Alexandra Palace di Londra.

Origini e obiettivi del Premio

A esser premiate sono state quelle che sono state giudicate le più efficaci e promettenti innovazioni in materia di protezione dell’ambiente. Proposte relative a cinque obiettivi specifici legati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite: “il ripristino e la protezione della natura“, “la pulizia dell’aria“, “ la rinascita dell’oceano“, “un mondo senza sprechi” e l'”azione per il clima“. Il titolo del premio, che verrà riconosciuto a cadenza annuale fino al 2030, è ispirato al Moonshot dell’ex presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, che perseguendo il sogno di portare l’uomo sulla Luna, contribuì allo sviluppo di nuove tecnologie negli anni ’60. Un approccio ambizioso che ritorna dopo oltre mezzo secolo nelle parole del principe William, stavolta riguardanti il pianeta Terra: “La Terra è a un punto di svolta e ci troviamo di fronte a una scelta netta: o continuiamo nel percorso attuale e danneggiamo irreparabilmente il nostro pianeta, oppure ricordiamo il nostro potere unico di esseri umani e la nostra continua capacità di guidare, innovare e risolvere i problemi. Le persone possono ottenere grandi cose. I prossimi dieci anni ci presentano uno dei nostri più grandi test: un decennio di azione per riparare la Terra“. È stato proprio il duca di Cambridge a annunciare il premio nel dicembre del 2019 con l’idea di un riconoscimento per soluzioni sostenibili ai problemi ambientali.  In palio una somma di denaro pari a un milione di sterline e un sostegno individuale per accrescere l’impatto delle proposte.

I vincitori della prima edizione del Premio

Nel corso della cerimonia dello scorso mese sono stati attribuiti i premi nelle cinque categorie. In quella denominata “proteggere e recuperare la natura” si è distinta la Repubblica di Costa Rica per un progetto di protezione delle foreste. Il premio per l’obiettivo “pulire l’aria” è stato riconosciuto a un’impresa sociale indiana per un’iniziativa di riduzione dei fumi nocivi. Il premio per la sezione “preservare gli oceani” è andato invece a Coral Vita delle Bahamas per un progetto di difesa delle barriere coralline. Infine  la tedesca Enapter  si è aggiudicata il premio “azione per il clima” per lo sviluppo di tecnologie a idrogeno per la produzione energetica. Ultimi ma non meno importanti i centri dello spreco alimentare della città di Milano vincitori della categoria “un mondo senza sprechi “. Lanciati nel 2019 con l’obiettivo di dimezzare gli sprechi entro il 2030, sono particolarmente rilevanti in quanto affrontano due problemi essenziali: recuperare cibo da supermercati e mense aziendali e donarlo alle ONG che lo distribuiscono ai cittadini più bisognosi. Il valore aggiunto di questa iniziativa è nella sua unicità: Milano è la prima grande città ad applicare una politica sullo spreco alimentare a livello cittadino che comprenda enti pubblici e imprese private, insegne della grande distribuzione, banche alimentari, ONG e enti di beneficenza, tra cui il Comitato locale della Croce Rossa e l’Università di Milano.

Come è nato il progetto dei centri dello spreco alimentare?

L’iniziativa è nata dall’alleanza tra Comune e Politecnico di Milano, Assolombarda, Fondazione Cariplo e il Programma QuBì. La realizzazione del primo centro nel 2019 ha coinvolto il Banco Alimentare della Lombardia, salvando oltre 10 tonnellate di cibo al mese destinate a circa 3.800 persone, col contributo di supermercati, mense aziendali ed enti del Terzo settore. A seguire, è stato avviato l’hub di Lambrate, nella primavera 2020, gestito da Banco alimentare della Lombardia in uno spazio messo a disposizione da AVIS Milano e con il contributo di BCC Milano. Il terzo centro, nato nel 2021 nel quartiere Gallaratese, è gestito invece da Terre des hommes con il contributo di Fondazione Milan.

Ognuno dei tre centri dello spreco alimentare recupera circa 130 tonnellate di cibo all’anno o 350 kg al giorno. Un buon risultato destinato a migliorare con la creazione di un quarto centro in zona Corvetto (attualmente in fase di progettazione) che sarà gestito dal Banco Alimentare della Lombardia col contributo della Fondazione SNAM e di un probabile quinto per cui il Comune di Milano ha recentemente avviato un tavolo di co-progettazione. La prossima edizione, quella del 2022, si svolgerà negli USA. Le premesse sono buone e i progetti ambiziosi, come testimonia anche il nome del premio.  Un chiaro riferimento al moonshot, ossia l’allunaggio. Vero, spesso utilizzato sinonimo di chimera, di obiettivo quasi impossibile da raggiungere, ma che tuttavia non deve scoraggiare. Siamo stati sulla Luna, siamo pronti a esplorare altri pianeti e non possiamo prenderci cura della “nostra” Terra?