Una barriera invisibile difende i bagnanti dall’insidia delle meduse

Una tecnologia elettromagnetica blocca l’invasione delle coste dai celenterati

Una rivoluzione nel campo della tecnologia marina sviluppata in collaborazione tra il Campus di Gandia della Universitat Politècnica de València e l’Università di Alicante promette di azzerare il problema delle punture di medusa in spiaggia senza danneggiare l’ecosistema marino. Si tratta di una speciale boa hi-tech galleggiante capace di generare un campo elettromagnetico subacqueo in grado di frenare l’avanzata delle meduse. Questa barriera virtuale crea un’area di sicurezza profonda centinaia di metri, tenendo i celenterati lontani dal bagnasciuga.

L’équipe di scienziati, guidato dal ricercatore Jaime Lloret, ha lavorato per oltre cinque anni per mettere a punto un sistema basato sulla biologia stessa dell’animale. Come funziona il dispositivo?

Il dispositivo emette impulsi tramite bobine elettromagnetiche collocate lungo una catena sommersa. I micro-impulsi riducono e bloccano le naturali pulsazioni contrattili che la medusa usa per spostarsi, si tratta di una inibizione temporanea. La medusa diviene dunque incapace di contrarre il corpo, smette di avanzare e viene delicatamente allontanata dalle correnti marine.

Inoltre una sola boa è in grado di generare uno scudo invisibile lungo tra i 200 e i 300 metri di costa.

Questa novità, a differenza delle vecchie barriere fisiche e delle reti elastiche sottomarine, che spesso intrappolano e uccidono i pesci o si deteriorano rilasciando microplastiche, la boa elettromagnetica non ha alcun impatto ambientale negativo. Gli impulsi sono calibrati specificamente sulla frequenza dei movimenti delle meduse, risultando del tutto innocui per i bagnanti, per i pesci e per i mammiferi marini. L’animale subisce solo un blocco motorio temporaneo e riprende le sue normali funzioni vitali non appena si allontana dal raggio d’azione del dispositivo, tornando a nuotare come prima.

Applicazioni future per spiagge e industrie:

Il potenziale di questa invenzione va ben oltre la semplice tutela dei bagnanti e del turismo balneare. I ricercatori hanno confermato che il sistema della boa intelligente è già stato testato con successo per proteggere i canali di aspirazione degli impianti industriali costieri, come i desalinizzatori e le centrali elettriche, che si raffreddano con acqua di mare e che soffrono spesso di costosi blocchi strutturali causati dalle masse di meduse. Con l’innalzamento delle temperature dei mari e la proliferazione di sciami gelatinosi sempre più imponenti, questa barriera invisibile potrebbe presto diventare uno standard di sicurezza per le coste di tutto il mondo.

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