UNA RETE DI PUNTI VIOLA

Sono 250 i presidi nelle città in tutta Italia per accogliere le donne che subiscono molestie in strada.

APPROFONDIMENTO
Susanna Bagnoli
UNA RETE DI PUNTI VIOLA

Sono 250 i presidi nelle città in tutta Italia per accogliere le donne che subiscono molestie in strada.

È capitato a qualunque donna. Ti trovi sola per strada, in una zona più o meno nota, poco o male illuminata, procedi a passo svelto. E ti senti insicura. Speri di essere presto a destinazione e di non fare brutti incontri. Quante volta capita, anche senza che ci sia un motivo per sentirsi minacciate. Il fenomeno dell’insicurezza per strada non conosce confini ed è assai complicato da inquadrare. C’è chi ha iniziato ad affrontarlo con strumenti pratici, come l’Associazione Donne per Strada, che sta costruendo in tutta Italia reti d’aiuto, si chiamano ‘punti viola’, per dare alle donne un supporto concreto nel momento in cui si trovano in una situazione che le minaccia.

dottoressa Ilaria Saliva, presidente dell’Associazione Donne per Strada
dottoressa Ilaria Saliva, presidente dell’Associazione Donne per Strada

Possiamo inquadare il fenomeno dell’insicurezza per strada per mezzo dei dati di un sondaggio per il quale l’84% per donne dichiara di aver subito almeno una molestia in luogo pubblico – racconta la dottoressa Ilaria Saliva, presidente dell’Associazione Donne per Stradae una su 3 subisce una violenza di genere. Fino a un po’ di tempo fa il fenomeno dell’insicurezza per strada era considerato la normalità. Ora se ne parla sempre di più, è sempre più al centro dell’attenzione. Possiamo dire che c’è più consapevolezza di cosa può succedere in strada. Se ho subito una molestia su un mezzo pubblico, ho la percezioneche possa accadere di nuovo. Il senso di insicurezza cresce”.

L’associazione è nata nel 2021, all’inizio come canale social per sensibilizzare sul tema, per iniziativa di Laura De Dilectis, psicologa clinica, colpita dall’uccisione nel Regno Unito di Sarah Everard, giovane donna che tornava a casa a piedi. Aveva preso tutte le precauzioni del caso, camminava al telefono con il fidanzato, aveva scelto un percorso più lungo e illuminato. Per sentirsi al sicuro. Fu rapita, stuprata e uccisa da un poliziotto. “Per primo è stato creato il canale IG, donnexstrada – dice Saliva – che oggi ha oltre 220mila follower”.  E poi i punti viola, luoghi sicuri dentro la città, aperti fino a tardi. A cui ci si può rivolgere in caso di pericolo. Sono 250 in Italia, presenti nelle città più grandi come Roma e Milano, ai centri più piccoli.

Team dell'associazione
Team dell’Associazione Donne per Strada

All’interno si trova personale formato ad accogliere in modo corretto chiunque abbia paura in strada, e per dare informazioni utili a chi ha subito una molestia in strada o altri tipi di violenza, da quella domestica, alla diffusione di immagini intime. Commenta Saliva, “nella violenza ci si sente sole. Viene a mancare una rete. Il punto viola coinvolge chiunque voglia essere disponibile, bar, ristoranti, farmacie, palestre. Un luogo di riferimento per un primo soccorso.

Tra i progetti futuri ci sono i Taxi blu su Milano. Una rete di taxi sicuri, segnalati da una app, con personale formato e sensibilizzato come quello dei punti viola”. Facciamo crescere le reti d’aiuto, non lasciamo sole le donne.

Per info: donnexstrada.org

Le foto all’interno dell’articolo sono state fornite dall’ufficio stampa dell’Associazione Donne per Strada