UNA SCELTA DEL FUTURO, UNA METROPOLITANA VELOCE

Avvicinare Parma e la Padania alla Liguria e alla Versilia con il rilancio della linea ferroviaria Pontremolese, accanto alla spinta per un’opera strategica nel trasporto merci, riemerge l’importanza del traffico passeggeri. Nell’Italia dei paradossi qui si è compiuto il miracolo: il raddoppio? Lo vogliono tutti: soprattutto a La Spezia, in Lunigiana e a Parma, ma anche a Verona e fino al Brennero.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
UNA SCELTA DEL FUTURO, UNA METROPOLITANA VELOCE

Avvicinare Parma e la Padania alla Liguria e alla Versilia con il rilancio della linea ferroviaria Pontremolese, accanto alla spinta per un’opera strategica nel trasporto merci, riemerge l’importanza del traffico passeggeri. Nell’Italia dei paradossi qui si è compiuto il miracolo: il raddoppio? Lo vogliono tutti: soprattutto a La Spezia, in Lunigiana e a Parma, ma anche a Verona e fino al Brennero.

Fatta destare da un lungo letargo proprio un anno fa da un intervento a gamba tesa del presidente degli spedizionieri del Porto della Spezia, Andrea Fontana, il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, tra Parma e La Spezia, attraverso il Passo della Cisa, è entrato ed è saldamente rimasto, come opera strategica per il Paese, nell’agenda di Parlamento e Governo. E dopo la nomina di un commissario ad acta è arrivato anche l’inserimento della progettazione della galleria di valico nell’accordo di programma di Rfi che apre, a sua volta, la strada per l’utilizzo del piano nazionale di ripresa e del fondo complementare. È il risultato del combinato disposto – ricordate? – tra il vice ministro alle Infrastrutture Teresa Bellanova e la presidente della commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita.

E fin qui la spinta al raddoppio assolverebbe, oltre ad una alternativa, che manca, nei collegamenti nord-sud per ogni evenienza, ad una funzione indispensabile nella rete del trasporto merci, dal Tirreno al Nord Italia e al cuore dell’Europa. Con tre risultati: il potenziamento dell’efficienza dei porti e non solo della Spezia e di Marina di Carrara e dell’interporto di Santo Stefano Magra; l’aumento della sostenibilità di un trasporto su rotaia che alla Spezia ha già superato già il record del 33 per cento nel totale della percentuale del trasporto su gomma; l’aumento delle chances nella concorrenza con i porti del Nord Europa.

A rimarcare l’attualità dell’esigenza di completare i lavori, è stato anche Lorenzo Forcieri, già presidente dell’Authority spezzina, che ha messo in correlazione “il raddoppio della Pontremolese con la nuova Galleria del Brennero, che, ultimata nel 2026, collegherà due tra le aree più produttive e più densamente popolate dell’Europa: la Pianura Padana e la Baviera, da cui già ora transita la maggior quantità di merce rispetto a tutti gli altri valichi alpini”. Ricordato che l’opera è finanziata dai capitali delle Reti TEN-T con il sostegno dell’Unione Europea, poiché fa parte del Corridoio 1, Helsinki-Palermo, essa – sostiene – non è alternativa, ma complementare al Corridoio Reno-Alpi, che collegherà i porti del Mare del Nord con il porto di Genova. E poiché queste opere – concepite e finanziate per migliorare i collegamenti ferroviari europei, per favorire l’intermodalità e spostare il traffico merci dalla strada alla ferrovia – avranno un impatto fortissimo su tutto il sistema della mobilità del Paese, una domanda si impone: il nostro sistema di porti, interporti e ferrovie sarà pronto per quell’appuntamento?

L’altra faccia della medaglia del raddoppio della Pontremolese, è quella del traffico passeggeri, importante per la Lunigiana ma ancora più importante, se si va oltre, riesumando l’idea di una metropolitana veloce che colleghi il Parmense, e quindi l’Emilia da una parte alla Riviera Ligure verso Genova, dall’ altra alla Versilia verso Pisa e Livorno. Oltre all’aumento anche qui del risparmio in termini ambientali, si pensi ai vantaggi per il turismo in particolare e per gli scambi culturali ed economici delle genti della costa con l’altro lato versante degli Appennini. Ciò grazie appunto alla frequenza e alla rapidità dei collegamenti che consentirebbero per esempio una bella serata al Regio o il vezzo di andare a gustarsi un caffè da Parma a Forte dei Marmi.

Si realizzerebbe insomma una saldatura funzionale tra tre aree, Parma, La Spezia e Massa Carrara –che l’ex presidente del Censis Giuseppe De Rita identificava come marginali in quanto distanti dai rispettivi capoluoghi Bologna, Genova e Firenze – e chiamate per questo a coltivare interessi comuni. E non si può tacere da ultimo un evidente paradosso. In Italia, si sa, ogni progetto è più o meno contestato, ritardato, bloccato. Per la Pontremolese nulla di tutto questo. Anzi, si potrebbe celebrare il miracolo dell’unità d’intenti. Il raddoppio della ferrovia lo vogliono tutti, dai sindaci agli imprenditori, dalle popolazioni agli ambientalisti, dagli eletti agli elettori, senza distinzioni e a tutte le latitudini, sulla direttrice La Spezia-Parma-Verona.-Brennero. Ragionando a contrariis è forse perché non fa notizia, che l’opera attende da oltre quarant’anni di essere depennata dall’elenco delle incompiute? Fuor di celia, la metropolitana leggera per passeggeri e turisti alleata con il trasporto merci potrebbe rappresentare quella convergenza parallela per l’ultima spallata.