UNA SPINTA ALL’INNOVAZIONE MA SENZA DIMENTICARE L’UOMO

La società tecnologica non potrà mai fare a meno dei valori e delle capacità di una tradizione millenaria.

AMBIENTE
Marcello Mancini
UNA SPINTA ALL’INNOVAZIONE MA SENZA DIMENTICARE L’UOMO

La società tecnologica non potrà mai fare a meno dei valori e delle capacità di una tradizione millenaria.

Si fa presto a dire <sostenibilità>. Il cammino dell’innovazione pulita ha un percorso accidentato e per niente scontato. Non basta creare un ministero in un governo, sia pure robusto come quello presieduto da Mario Draghi, per illudersi di aver incassato un successo. È sicuramente una spinta, questo sì, per avviare una procedura che altrimenti ci saremmo portati dietro senza risultati per chissà quanto tempo.

Il nostro Paese ha settori, diretti o indotti, legati allo sviluppo sostenibile, dunque si deve muovere con tutte le cautele possibili per evitare di creare disagi all’economia nazionale. In questi giorni al centro della discussione è l’accordo fra l’Italia e l’Unione europea sulla plastica. Cioè: sul divieto di utilizzare materiali monouso. Un terreno minato, per via della massiccia presenza di imprese che dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni senza esserne penalizzate. Penso alla questione dei materiali bio, ricavati dalle fibre vegetali, che ci vede fra i leader nella produzione. La discussione che si è sviluppata fra il ministro della transizione ecologica e l’Ue punta ad ammorbidire la direttiva europea, anche per non frenare la corsa di un comparto come quello della plastica, che da noi è in continua crescita.

Ovvio che non si tratta solo di un semplice ragionamento economico. Una parte significativa viene svolta dall’educazione, che non sempre riesce a raggiungere efficacemente gli interpreti principali. Penso – è un esempio – alle difficoltà con le quali molte città hanno saputo mettere a regime il meccanismo della raccolta differenziata, processo cominciato con fatica da molti anni, che spesso procede come in una corsa ad ostacoli.
Sul fronte industriale, poi, non tutte le aziende che dovrebbero, sono al passo con la road map per raggiungere la transizione energetica degna di un Paese che vuole definirsi moderno. Soprattutto per quanto riguarda lo stop all’inquinamento, materia ancora non del tutto rispettata con rigore, come emerge dai controlli che vengono effettuati periodicamente dalle Forze dell’ordine.

Credo che comunque si debba tenere conto di un aspetto che resta fondamentale: per raggiungere questi obiettivi, non c’è soltanto l’attenzione da prestare alle nuove tecnologie, che pure è importante, quanto piuttosto al rispetto del ruolo dell’uomo, quindi alla formazione professionale. Perché la formula dello sviluppo sostenibile deriva dal mix fra futuro e tradizione. Anche nella società dell’innovazione, i valori e le capacità che hanno creato una ricchezza millenaria conservano un posto decisivo che nemmeno le macchine ultramoderne potranno mai sottrargli.