UNA STRAGE DA FERMARE

Tante le iniziative delle aziende agroalimentari italiane per educare i più piccoli e sensibilizzare alla salvaguardia delle api.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
UNA STRAGE DA FERMARE

Tante le iniziative delle aziende agroalimentari italiane per educare i più piccoli e sensibilizzare alla salvaguardia delle api.

Per fare il seme ci vuole un frutto, per fare un frutto ci vuole un fiore… recitava così una canzone del secolo scorso, di Sergio Endrigo. Canzone dedicata ai bambini, ma che aveva un intrinseco messaggio, allora di avanguardia, oggi attualissimo. I fiori, infatti sono la casa degli insetti impollinatori da cui dipendono più del 75% delle colture agrarie, pari a un valore di circa 15 miliardi di euro in Europa, 3 miliardi in Italia. Accade però che la popolazione di questi insetti, particolarmente api e farfalle, è a rischio serissimo, a causa dei pesticidi. Circa un terzo di impollinatori, complessivamente intesi. rischia di sparire a causa della perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Solo la moria invernale delle api, evento naturale, nel 2021 è aumentata di 5 volte rispetto ai quattro anni precedenti, secondo una ricerca dell’associazione apicoltori francesi.

Le api ci informano sull’inquinamento ma nello stesso tempo lo subiscono pesantemente. Eppure ci sono indispensabili, perché sono laboriosissime in un settore essenziale per la nostra sopravvivenza, sono utili e sono un affare: non le paghiamo e neanche si lamentano. Ce ne interessiamo molto poco però e, in pochi sanno, che hanno una straordinaria diversità di comportamenti e abitudini. Le specie di api sono oltre 20.000 e non tutte vivono in alveare. Le osmie, ad esempio, particolarmente presenti in Italia, sono formidabili lavoratrici nei campi, ma non producono miele.

In occasione della giornata mondiale delle api (20 maggio) si sono moltiplicate le iniziative in loro difesa.  La Coop assieme a LifeGate e all’Università di Bologna ha lanciato la campagnaOgni ape Conta”, con l’obiettivo di riservare a fiori amici delle api e degli altri impollinatori il 3% della superficie agricola delle 7.500 aziende fornitrici di Coop, ma soprattutto di avviare una ricerca su larga scala sulle api meno conosciute, ma altrettanto essenziali. Anche grandi aziende produttrici di food si sono schierate a fianco dei “prodigiosi” insetti.

È il caso della Colussi che ha deciso di realizzare in tre grandi città italiane, Milano, Roma e Bologna, altrettanti giardini per favorire l’esplosione di recupero di aree verdi, con il coinvolgimento di 300 alunni e 7 scuole primarie e secondarie di primo grado, che, accompagnati dai loro insegnanti, dovranno creare delle oasi con alberi, arbusti e piantine come ginestre, lavanda, corbazzolo e fillirea selezionate per proteggere e attrarre le diverse specie di insetti. Inoltre i bambini e le bambine avranno in dono una piantina e un sacchettino di semi ciascuno da piantare sui balconi o nei giardini di casa.

In sintesi potremmo dire che per “per fare un biscotto ci vuole un fiore”, attrezziamoci quindi a salvaguardare le api. Ma aiutarle  non sarà sufficiente se non si rimuovono le cause che hanno portato al preoccupante calo della popolazione: quasi l’80% delle piante alimentari richiede l’impollinazione, senza di loro sono a rischio raccolti che valgono 153 miliardi a livello globale. L’unica strategia possibile è disintossicare i terreni , arrivare al dimezzamento dei pesticidi entro il 2030, come stabilito nelle strategie dell’Unione Europea.

Suggeriti
AMBIENTE
DALLE API NON SOLO MIELE, MA IL MANTENIMENTO DELLA BIODIVERSITÀ
Alcuni progetti spiegano come questi insetti siano capaci non solo di produrre il dolce nettare, ma soprattutto di provvedere al mantenimento della biodiversità. Sono circa 80 le specie di piante che devono la loro esistenza in vita sul nostro pianeta grazie all’attività impollinatrice delle api.
AMBIENTE
AIUTARE LE API SI PUÒ. COME FARLO
Abbiamo già raccontato i rischi che corrono le api e gli impollinatori a causa dei comportamenti umani. Sono indispensabili per gli ecosistemi e la loro sopravvivenza è fondamentale, Per questo dobbiamo aiutarle, ecco come.
AMBIENTE
NON SOLO MIELE! L’IMPORTANZA DELLE API PER GLI ECOSISTEMI
Secondo L’ISPRA, quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori, come api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli e alcuni mammiferi, per trasferire il polline da un fiore all'altro e completare la riproduzione sessuale.