UN’OASI DI GUSTO VERDE NEL CENTRO DI FIRENZE

La prima garden kitchen nella città di Dante e del Rinascimento. Nel quartiere più cool, nasce “Orto San Frediano” un’iniziativa d’imprenditoria femminile che porta il sapere dei sapori di un vero hortus conclusus.

AMBIENTE
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Giulia Modesti
UN’OASI DI GUSTO VERDE NEL CENTRO DI FIRENZE

La prima garden kitchen nella città di Dante e del Rinascimento. Nel quartiere più cool, nasce “Orto San Frediano” un’iniziativa d’imprenditoria femminile che porta il sapere dei sapori di un vero hortus conclusus.

C‘è un orto in città. Un orto vero, non uguale agli altri però. Sì, perché anche se ci sono le erbe aromatiche, i pomodori, le melanzane, i cavoli e tanto altro, quello di cui parliamo ha un sapore davvero nuovo. E poi, quando lo sguardo spazia, è subito chiaro che certi dettagli non sono lì a caso. Ma pensati per fare la differenza.
Siamo nel Giardino Torrini, 3.500 metri quadrati di verde nel cuore dell’Oltrarno. È qui che Enrica Della Martira, chef fiorentina e volto di Food Network, ha immaginato e realizzato “Orto San Frediano”, la prima garden kitchen di Firenze.

Un’iniziativa imprenditoriale tutta al femminile che prende vita dalla passione per la cucina di Enrica e dalla necessità, determinata anche dai lunghi mesi di lockdown dovuti al Covid, di creare un posto in cui le persone possano sentirsi a casa e finalmente tornare a stare insieme. Un luogo che genera incanto e che risponde con creatività al buio di questo lungo periodo pandemico, regalando a San Frediano – il quartiere più cool della città secondo la Lonely Planet – un indirizzo nuovo e originale. Questo piccolo parco privato, un vero hortus conclusus, è infatti un luogo unico, uno spazio che è stato difeso dal cemento grazie alla sensibilità e alla cura della proprietaria, Gabriella Torrini, figlia di Mario che negli anni Quaranta del Novecento creò proprio qui un importante vivaio di piante grasse.

In questi giorni, entrando da via Pisana 78, è possibile godere anche di una piccola mostra con foto in bianco e nero che raccontano il giardino come era, con le serre stracolme di cactus. Un omaggio al passato, prima di scoprire che oggi questo luogo torna a produrre, non più piante da appartamento ma vegetali, pronti a finire nei piatti contemporanei e creativi di Enrica.

La cucina, cuore pulsante di “Orto San Frediano”, ha preso posto all’interno dell’antica limonaia. Il grande bancone costruito su misura si affaccia sul verde e sulle aree del giardino trasformate in luoghi di convivialità. Non è certo un normale ristorante, ma un luogo «in cui le persone devono sentirsi come a casa propria» spiega Enrica. Orto San Frediano infatti offrirà servizi di private dining, catering e organizzazione eventi. Ma soprattutto sarà una scuola di cucina con corsi collettivi e lezioni individuali «per chi vuole approfondire un determinato argomento», dice la chef che per il suo progetto ha chiamato a raccolta un team di professionisti: dal vivaista Paolo Mati (Mati 1909) per l’allestimento della parte verde all’architetto Tommaso Villa (Art of Building) per il recupero dei volumi esistenti, fino a Ugo Poggi che ha realizzato una serie di piatti personalizzati in perfetto stile bistrot.

Una scelta da fare per vivere la città in modo sostenibile e con la consapevolezza che la creazione sul territorio di “nuovi orti urbani” rappresenta una fondamentale funzione di ripresa per il contatto con la natura, la socializzazione e di conseguenza un’oasi di benessere per chi li frequenta. Si parla tanto di come ripensare le città del futuro, “Orto San Frediano” può sicuramente essere un ottimo modello da imitare.