URBAN FRAGMENTS, ALTRO TASSELLO DI UNA STREET ART SOSTENIBILE

A Roma un’opera d’arte murales dove la pittura “mangia lo smog” e lo spazio artistico diventa punto informativo per la cittadinanza.

AMBIENTE
Valentino De Luca
URBAN FRAGMENTS, ALTRO TASSELLO DI UNA STREET ART SOSTENIBILE

A Roma un’opera d’arte murales dove la pittura “mangia lo smog” e lo spazio artistico diventa punto informativo per la cittadinanza.

Ancora una volta a Roma la street art torna a far parlare di sé e lo fa attraverso le iniziative promosse da Yourban 2030, la no profit fondata nel 2018 dall’imprenditrice Veronica De Angelis che si ispira ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030.
Alla stazione della Metro B di Roma Garbatella è stato inaugurato “Urban Fragments”, realizzato dall’artista italo-russa Maria Ginzburg, che per l’occasione si confronta per la prima volta con la pittura mangia-smog di Airlite, in collaborazione con ATAC e il Municipio VIII.

L’opera ricopre lo spazio semicircolare all’ingresso della stazione e, come per la precedente opera The Endless Growth firmato dal giovane artista Alessandro Bello Tabbi, utilizza una particolare tecnologia presente nella vernice in grado di trasformare in Sali inerti circa 5,54 g di NOx/giorno, come 36 mq di foresta, assorbendo lo smog di circa 7,7 auto benzina euro 6 al giorno.

Inoltre, grazie alla tecnologia di prossimità dello smart wall inaugurato lo scorso dicembre sempre a Roma, lo spazio artistico si conferma anche un punto informativo rivolto alla cittadinanza.

L’idea della giovane Ginzburg era quella di offrire una sorta di mappa inedita dello storico quartiere di Garbatella, carico di vicende umane legate alla storia della Capitale, per mettere in evidenza la sua anima attraverso le testimonianze costituite da monumenti e luoghi di interesse.

Urban Fragments è stata un’esperienze nuova di approccio al murales, ed è il mio primo murales green” racconta l’artista ed illustratrice Maria Ginzburg, studentessa di pittura e grafica d’arte presso l’Accademia di belle arti di Roma. “L’idea artistica è nata a partire dal confronto con il contesto. Stiamo parlando di un muro che fa da cornice a un’area di socialità, un luogo che da mero passaggio doveva diventare spazio di incontro. Volevo quindi creare un pattern rappresentativo del contesto storico artistico di Garbatella, però al tempo stesso doveva essere un lavoro rispettoso della socialità. Quindi la scelta tecnica è stata quella del pattern astratto che fosse facilmente visualizzabile ma che desse anche la possibilità di un ulteriore approfondimento per chi fosse interessato a scoprire i personaggi e i dettagli che immaginariamente popolano il quartiere, lo vivono e anche gli danno quella marcia in più, con i suoi monumenti e i suoi scorsi artistici“.

L’ingresso della metropolitana è per definizione zona di passaggio, attraversamento frenetico per raggiungere un vagone che ci porterà dall’altra parte della Città, luogo associato al concetto di “non luogo” in cui la funzione pratica spesso supera qualsiasi propensione alla riflessione sul concetto di spazio urbano connesso col quartiere.
La street art ha l’indubbio merito di superare una visione meramente funzionale del luogo per trasformarlo, complice la tecnologia come nel caso di Garbatella, in un punto di sosta, informazione, riflessione e socialità.

Per la città di Roma, oggetto da diversi anni di feroci critiche per lo stato di abbandono in cui versa, l’essere pioniera in progetti di rivalutazione artistica sostenibili e smart è un obiettivo da portare avanti con la caparbietà di chi sa che questa è la strada giusta da percorrere.