USTICA, AL VIA UNA CAMPAGNA DI RICERCHE SUBACQUEE

Al largo di Palermo, nella famosa isola, tante iniziative per arricchire il patrimonio culturale sommerso della Sicilia. Saranno usati due robot sottomarini con guida autonoma.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
USTICA, AL VIA UNA CAMPAGNA DI RICERCHE SUBACQUEE

Al largo di Palermo, nella famosa isola, tante iniziative per arricchire il patrimonio culturale sommerso della Sicilia. Saranno usati due robot sottomarini con guida autonoma.

È impossibile immaginare la vita di Ustica, l’ambiente di Ustica, perché è assolutamente eccezionale, è fuori di ogni esperienza normale di umana convivenza”. Così Antonio Gramsci descriveva la famosa isola al largo di Palermo. Un’isola, passata tristemente agli onori della storia e della cronaca, ma che conserva un patrimonio naturalistico, culturale e, soprattutto, archeologico da scoprire e da tutelare.

L’isola di Ustica

Ecco che una campagna di ricerche subacquee – con ben due robot sottomarini a guida autonoma – interesserà l’isola di Ustica, al largo di Palermo, da metà marzo fino al 30 aprile 2024.

Un progetto, realizzato dalla Cranfield University del Regno Unito e dalla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, in collaborazione con la Guardia costiera, il Comune e l’Area marina protetta dell’isola. L’obiettivo è quello di individuare nuove evidenze archeologiche e nuovi relitti in modo da programmare eventuali recuperi e interventi di tutela.

la piantina dell'area che sarà interessata dalle ricerche
la piantina dell’area che sarà interessata dalle ricerche

«Proseguono senza sosta le iniziative alla scoperta di testimonianze preziose della nostra storia più antica – dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato -. Attraverso metodologie avanzate e tecnologie innovative sarà possibile riportare alla luce reperti ancora sconosciuti che andranno ad arricchire il patrimonio culturale sommerso di Ustica e dell’intera Sicilia». La campagna prevede un’indagine lungo tutto il perimetro dell’isola, a una profondità compresa tra i 50 e i 300 metri, coprendo un’estensione di circa 36 chilometri quadrati.

Verranno utilizzati due robot sottomarini a guida autonoma (AUV) dotati di “side scan sonar”, che permetteranno di mappare i fondali usticesi e che, grazie all’utilizzo di onde acustiche, riporteranno in superficie dati utili alla creazione di mappe dettagliate dei fondali oggetto di indagine.

I “target” individuati verranno ulteriormente esaminati con un ROV (Remotely operated vehicle), un robot subacqueo comandato via cavo dalla superficie che consentirà di effettuare riprese video e fotografie dei siti ritenuti più interessanti.

Il team sarà composto da ricercatori provenienti da diverse parti del mondo: Stati Uniti, Danimarca, Scozia e Italia. Vista la conformazione dell’isola di Ustica, nel tratto sotto costa e per il settore che va da 0 a 50 metri di profondità verrà impiegato un team di sommozzatori che effettuerà una serie di prospezioni subacquee per individuare eventuali evidenze culturali presenti sul fondale.

In copertina la foto di una precedente campagna di ricerche subacquee nell’isola
Foto inviate dall’ufficio stampa della Regione Sicilia