VALLERANO, PAESE DI CASTAGNE E CANDELE

Borgo medievale della Tuscia, è famoso per la Sagra delle Castagne e per la Notte delle Candele. Il paesaggio è caratterizzato dalla vastità di verde, grazie alla presenza di boschi, vigneti, castagneti e campi.

TURISMO
Monica Riccio
VALLERANO, PAESE DI CASTAGNE E CANDELE

Borgo medievale della Tuscia, è famoso per la Sagra delle Castagne e per la Notte delle Candele. Il paesaggio è caratterizzato dalla vastità di verde, grazie alla presenza di boschi, vigneti, castagneti e campi.

Il borgo medievale di Vallerano, comune in provincia di Viterbo, situato nel versante sud del Monte Cimino a 390 metri s.l.m. Proprio questa posizione favorisce da secoli un clima molto adatto alla coltivazione delle castagne che hanno reso famoso Vallerano anche oltre i confini regionali.
Il borgo antico è circondato per buona parte da antiche mura e mantiene il suo aspetto tipicamente medievale, con piazzette, vicoli e scalette in pietra. Il paesaggio che si affaccia difronte a Vallerano è caratterizzato da una grande quantità di verde, grazie alla presenza di boschi, vigneti, castagneti e campi.

Sono molti gli eventi legati a Vallerano, soprattutto di carattere eno-gastronomico. Tra questi la Sagra delle Castagne e la Notte delle Candele, in cui il paese si illumina della luce di migliaia di candele.

Storia

Le prime tracce di insediamenti abitativi nella zona risalgono al periodo dell’età del bronzo, per essere abitata successivamente da popolazioni di origine etrusca. Dopo il 300 a.C., con l’avvento dei Romani e la sconfitta etrusca nella battaglia del lago Vadimone, la regione subì il dominio dei nuovi conquistatori. Nelle campagne del paese si possono trovare grotte rupestri di origine Villanoviana. La più importante e conosciuta è quella “dei quadratini”, così chiamata dai paesani.

Anche se dati certi sulla sua origine possono essere rintracciati su documentazioni collocate intorno al 1200, con la edificazione del Castrum sulla parte più inattaccabile dell’avvallamento naturale scelto dai primi abitanti di queste terre, le prime tracce di insediamento sono fatte risalire all’età del bronzo.

Le stesse opere murarie ritrovate nell’antico borgo medioevale ed altre importanti testimonianze archeologiche portano ad affermare che l’antica rocca edificata sulla gobba tufacea tutt’ora ben visibile, sia stata abitata fin dal 1000 a.c.

La presenza di numerose tombe etrusche, violate e saccheggiate in periodi diversi, e utilizzate in epoche successive prima come abitazioni e poi come fienili, stalle e ripostigli per conservare alimenti o per ricoverare animali domestici, testimoniano come Vallerano fosse integrato nel territorio che ebbe il nome di Etruria.

Soltanto dopo il 300 a.c. con il passaggio dei Romani nella Selva Cimina e con la sconfitta degli etruschi nella battaglia del Lago di Vadimone, l’intero territorio subì il dominio di Roma e, in seguito, le incursioni barbariche con devastazioni e distruzioni, spopolamenti e abbandoni degli insediamenti abitativi.

Dopo l’ottavo secolo, con l’inizio della nuova fase storica e la diversa organizzazione del territorio e con lo svilupparsi del potere della Chiesa e dell’importanza delle sue proprietà fondiarie, Vallerano entrò nel Patrimonium Sancti Petri, con l’atto di donazione che papa Adriano IV fece tra il 1154 e il 1159, e vi rimase per lungo periodo. Ma non sono mancati passaggi da un possedimento ad un altro. Così risulta già una sua sudditanza a Viterbo fin dall’anno 1188, poi rinnovata nel 1254, esattamente tre anni dopo la promulgazione dello Statuto di Viterbo. Può quindi presumersi che è dello stesso periodo lo Statuto di Vallerano sottoposto a revisione e quindi certificato con firma autentica dal Duca Orazio Farnese nel 1534 e infine approvata con bolla apostolica di Paolo III emanata a Viterbo il 19 settembre del 1536.

Prima di questo evento, Vallerano è passato dalle dipendenze della città di Viterbo, ai Di Vico (1188-1278) e poi agli Orsini e di nuovo alla città di Viterbo per ritornare sotto gli Orsini nel 1306. In seguito all’Ospedale Santo Spirito in Sassia e poi nuovamente sotto lo Stato Pontificio per essere infeudato a Domenico Ronconi di Rossano. Intorno al 1500 fu assegnato alla proprietà della Camera Apostolica per poi passare a Pier Ludovico Borgia e, infine, ai Farnese fino a quando, con la distruzione del Ducato di Castro del quale Vallerano, sotto Ranuccio il Vecchio, entrò a far parte, ritornò nel possesso dei pontefici intorno al 1785. Nel 1870, infine, Vallerano entrò a far parte del Regno d’Italia.

Cosa vedere

Santuario di Maria SS.ma del Ruscello dei Donatori di Sangue
Risale agli inizi del XVII secolo (1605-1609), edificata su disegno del Vignola. Tra le principali opere conservate al suo interno, sono da menzionare: una Madonna Assunta in cielo di Giovanni Lanfranco (1582-1647), l’Estasi di San Carlo Borromeo del Pomarancio (1552-1626), l’affresco della parete della tribuna, raffigurante un miracolo della Vergine, di Francesco Vandi.

I pennacchi della cupola sono del Bastiani. L’organo monumentale più di duemila del 1644 è di C.G.Burzi poi Felice Ercoli e infine i fratelli Priori. Soggiornando nell’estate 1707 G.F.Haendel presso Francesco Maria Ruspoli al castello di Vignanello, era solito recarsi a suonare, non solo nella chiesa maggiore del paese dove era ospitato, ma anche nella chiesa del ruscello ove si trova lo strumento e il 18 giugno 1707 alla presenza dei Farnese signori di Vallerano e dei Ruspoli presentò il noto “Salve Regina” con Margherita Durastante come soprano e lui stesso all’organo.

Chiesa di Sant’Andrea
Costruita nel 1512 dalla famiglia Farnese di Parma, e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolosu rovine antico castello. L’interno conserva un trittico raffigurante l’Assunta, opera di Carolino da Viterbo del 1478 e affreschi del ‘500.

Chiesa di San Vittore Martire patrono di Vallerano
Costruita in stile romanico prima del XVI secolo, è importante per il prezioso soffitto a cassettoni composto da 116 riquadri (1762). L’organo a canne risale alla seconda metà del XVII secolo, mentre il battistero è del 1450.

Chiesa Maria SS. della Pieve
Edificata anch’essa in stile romanico nel XII secolo, conserva all’interno tracce di dipinti murali, ma è sconsacrata.

Chiesa Madonna del Rosario
Edificata nel XVII secolo, si trova in stato di abbandono nel borgo medievale del paese, nei pressi dell’ex ospedale di Vallerano.

Chiesa del Santissimo Crocifisso
Fuori dal centro storico, sulla strada che porta a Fabrica di Roma, si trova questa chiesa, costruita attorno al 1600 su progetti di un allievo del Vignola. Nel Santuario della Madonna del Ruscello si trova anche un organo monumentale, costruito da Cesare Burzi di Parma nel 1635, notevolissimo organaro del tempo.

 Nei dintorni

Nelle immediate vicinanze di Vallerano meritevole di una visita è il Santuario della Madonna del Ruscello, che fa da sfondo a due caratteristici filari di botteghe e stalle, un tempo ricovero per i pellegrini. Se si esce dal paese, invece, possiamo scoprire bellissimi luoghi da visitare per completare al meglio la gita in questo angolo della Tuscia. Dirigendosi verso nord, infatti, potremmo ammirare il caratteristico borgo di Soriano nel Cimino, mentre a sud troveremo Fabrica di Roma e la vicina città fantasma di Falerii Novi. Da Fabrica di Roma, proseguendo in direzione del Lago di Vico potremmo ammirare le bellezze di Caprarola e di Ronciglione, due dei borghi più caratteristici dell’area cimina.

Sagra della Castagna

Ha una certa rilevanza, trattandosi di un prodotto tipico riconosciuto, la Sagra della Castagna di Vallerano. Ha inizio dal secondo fine settimana di ottobre al 1º novembre compreso. Tutte le domeniche mattina sono previste visite guidate gratuite al centro storico, alle vecchie cantine, al Santuario del Ruscello e alle aziende locali. Durante la sagra si alternano gruppi folcloristici e sbandieratori dei paesi confinanti. Nei giorni della sagra vengono distribuite,a pagamento, le caldarroste in Piazza, vi sono stand in cui è possibile assaggiare e acquistare i prodotti tipici. Per l’occasione vengono aperte le caratteristiche cantine, dove è possibile gustare i piatti tipici della cucina valleranese e dei paesi limitrofi.

La Notte delle Candele

Suggestiva manifestazione di fine agosto, in cui Vallerano è illuminato solo da migliaia di candele e  allietato da musica, spettacolo e stand gastronomici. Un percorso magico che guida il pubblico, negli anni sempre più numeroso, alla scoperta di un viaggio artistico tra suoni, immagini e impressioni magnetiche e affascinanti luoghi che riscoprono la loro proverbiale e incantevole natura; un ritorno alle origini, un incontro con il bello, una notte piena di magia.

Come arrivare

Per chi arriva da Roma:
percorrendo la Strada Statale Cassia in direzione di Viterbo, arrivati a Monterosi svoltare a destra in direzione Nepi e proseguire seguendo le indicazioni per Fabrica di Roma. Qui arrivati, percorrere la rotonda e seguire le indicazioni per Vallerano.

Per chi arriva dalla A1 – uscita Orte:
usciti dall´autostrada, dirigersi verso l´abitato di Orte ed appena superato svoltare a sinistra in direzione di Vasanello. Raggiunto questo centro abitato proseguire sulla strada provinciale fino ad arrivare in località Centignano e seguire le indicazioni per Vallerano.

Per chi arriva da Viterbo:
percorrendo la Cassia Cimina, poi la SP 25 e la SP 25bis, seguire le indicazioni Vallerano.

Riferimenti
www.comune.vallerano.vt.it
www.nottedellecandele.eu
www.castagnavallerano.it