VENEZIA CAPITALE MONDIALE DELLA SOSTENIBILITÀ

Il rilancio in chiave green della città con progetti di salvaguardia del patrimonio culturale, sociale e del suo habitat troppo spesso minacciato da fattori ambientali. I punti di forza.

INFRASTRUTTURE
Domenico Aloia
VENEZIA CAPITALE MONDIALE DELLA SOSTENIBILITÀ

Il rilancio in chiave green della città con progetti di salvaguardia del patrimonio culturale, sociale e del suo habitat troppo spesso minacciato da fattori ambientali. I punti di forza.

Il patrimonio culturale ed ambientale ha reso Venezia un unicum invidiato in tutto il mondo, ma se da una parte rappresentano un punto di forza, dall’ altra costituiscono una seria minaccia per la sopravvivenza della città stessa.  Per questo è necessario, ma soprattutto improcrastinabile attuare progetti che ne rispettino le peculiarità in un’ottica green e sostenibile.

La città si trova a fare i conti con non pochi problemi. Innanzitutto lo spopolamento del suo centro storico, basti pensare che la popolazione negli ultimi settant’ anni è calata di oltre 125 mila unità ed attualmente conta circa 50 mila abitanti. La sempre maggior presenza di turisti, circa 30 milioni l’anno, che inevitabilmente mettono in pericolo il prezioso e fragile patrimonio e, probabilmente una delle cause della riduzione della popolazione, la difficile convivenza tra uomo ed ecosistema lagunare.

Venezia non vuole essere ricordata soltanto per il suo glorioso passato e per il suo immenso patrimonio ma anche per uno sguardo attento e consapevole verso il futuro che metta insieme ambiente, società, turismo e nuove tecnologie in una chiave sostenibile. Su questi presupposti si basa l’ambizioso e stimolante progetto che vede la città lagunare come Capitale Mondiale della sostenibilità.

Schierate in prima linea la regione Veneto, il comune, le due istituzioni universitarie Cà Foscari e IUAV (Istituto Universitario Architettura Venezia), l’accademia di belle arti, la fondazione Cini, e i partner Confindustria, Generali e Snam. Tappe che hanno portato all’ approvazione del progetto sono state la delibera della giunta regionale del Veneto del 12 marzo 2021, la presentazione al G 20 dell’ economia tenutosi lo scorso luglio proprio a Venezia e l’istituzione il 12 marzo 2022 della fondazione presieduta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, e cittadino veneziano, Renato Brunetta e dai suoi vice, il Presidente della Regione Luca Zaia e il Sindaco Luigi Brugnaro.

Alla base del progetto la consapevolezza che i punti di debolezza e le minacce che affliggono la città se ben gestiti possano rappresentare una strada per lo sviluppo.

Tra le criticità, oltre a quelle citate dello spopolamento e di una gestione non sempre ottimale degli smisurati flussi turistici, anche la crisi del commercio, in particolare dell’artigianato, il declino del polo industriale di Porto Marghera, problemi ambientali dovuto all’ innalzamento del livello del mare che mettono in pericolo l’intero sistema lagunare e rappresentano una diretta conseguenza dei cambiamenti climatici.

Venezia capitale mondiale della sostenibilità rappresenta una vera e propria occasione di rinascita. Sono state infatti elaborate strategie e linee di intervento il cui budget iniziale previsto varia tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro per la messa in opera di otto cantieri per altrettanti azioni progettuali, che mettano insieme i tre pilastri della sostenibilità, ambientale,  economica e sociale.

Sostenibilità ambientale alla quale è strettamente collegata la transizione ecologica con l’obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti attraverso la decarbonizzazione dei mezzi pubblici circolanti puntando alla trazione elettrica o ad idrogeno. Recupero del polo industriale di porto Marghera in un ottica rinnovabile per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno che possa fare da apripista per una futura Veneto Hydrogen Valley ma anche la realizzazione di un impianto per la produzione di biocarburanti dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Inoltre sarà implementato il recupero della frazione organica e della plastica in un ottica di economia circolare.

La sostenibilità oltre ad essere messa in pratica dovrà essere anche studiata. Per questo è prevista la nascita di un centro per lo sviluppo di startup dal nome iconico VeniSIA (acronimo di Venice Enterpreneurial International Sustainability Innovation Accelerator) che avrà sede nel centro storico; è previsto che Venezia diventi punto di riferimento per la formazione accademica a livello mondiale grazie all’ apertura di centri di ricerca, e la creazione di una vera e propria “biennale della sostenibilità” alla quale potranno partecipare esponenti del mondo istituzionale, accademico e delle imprese.

In una città come Venezia sono necessari interventi in grado di garantire la salvaguardia della biodiversità dell’ ecosistema lagunare. Tra questi una migliore sistemazione dei canali da un punto di vista statico ed edilizio e della rete fognaria, completamento della difesa idraulica delle isole minori, contenimento delle maree grazie al Mose che già ha mostrato i suoi effetti positivi, opere di ingegneria naturalistica con il recupero del legname da interventi di gestione della vegetazione, ecc

Sostenibilità socio economica che possa portare a una crescita del Pil attraverso due linee di strategiche. La prima, per rendere la città un vero e proprio campus internazionale attraverso il rilancio dell’attività formativa e l’implementazione di servizi residenziali, e il rafforzamento dell’offerta accademica in modo da attrarre studenti da tutto il mondo.

Per invertire la tendenza che vede numerosi abitanti abbandonare ogni anno il centro storico, dovranno essere creati nuovi posti di lavoro e migliorata l’offerta residenziale con la ristrutturazione di alloggi inutilizzati in modo tale da incrementare di circa 12 mila il numero degli abitanti e tra 15 e 20 mila quello degli occupati.

Seconda linea progettuale sulla quale intervenire è il turismo, troppo spesso mordi e fuggi. È necessario rendere sostenibile anche questo settore che dovrà essere controllato in maniera più organica. Verranno sviluppate piattaforme per la regolazione degli ingressi, migliorata la gestione della comunicazione, della prenotazione di servizi, ecc

Strettamente collegato al turismo è il contrasto ai fenomeni di illegalità, per far fronte ai quali saranno limitate le attività extralberghiere, tutelato il “made in Venice” grazie alla creazione di librerie, gallerie d’arte, ecc, messi in campo interventi sul decoro urbano, sul trasporto e sulla gestione delle professioni turistiche.

Inoltre molti dei progetti presentati sono coerenti con le missioni del PNRR e grazie ai fondi previsti potranno essere attuati.