VIA COL VENTO: I PARCHI EOLICI PER ENERGIA SOSTENIBILE

A Gubbio il più grande parco eolico collettivo, per un’energia elettrica 100% rinnovabile, etica, sostenibile.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
VIA COL VENTO: I PARCHI EOLICI PER ENERGIA SOSTENIBILE

A Gubbio il più grande parco eolico collettivo, per un’energia elettrica 100% rinnovabile, etica, sostenibile.

Gli antichi greci non erano certo consapevoli di quanto Eolo, dio dei venti, sarebbe stato osannato nel terzo millennio. Oggi invece il tesoro custodito da questa figura mitologica, nelle caverne, si rivela piuttosto importante in quella che attualmente è definita la “transizione ecologica”. Ne hanno intanto approfittato gli eugubuni, che con il motto “La libertà è autoproduzione” hanno realizzato a Gubbio con la cooperativa energetica “ènostra”, il più grande impianto eolico collettivo di Italia in grado di offrire energia elettrica 100% rinnovabile, etica e sostenibile.

La turbina, situata in località Cerrone, lontano dai centri abitati e fuori dalla fascia di rispetto dei crinali e della viabilità panoramica è un aerogeneratore Ewt da circa 900 kw che produce 2gwh l’anno di energia elettrica, sufficiente a soddisfare la domanda di 990 famiglie ed eviterà l’emissione di 878 tonnellate di CO2 all’anno.  La vera novità non ha solo a che fare con l’ambiente, ma anche con gli equilibri sociali della zona. Infatti i 990 beneficiari, soci della cooperativa, avranno tutti i vantaggi economici distribuiti in modo capillare.

Ridurre le emissioni provoca impegni per soluzioni e obiettivi che spesso si fa fatica a tradurre nella pratica, moltiplicare invece l’esempio della cittadina umbra, può significare far crescere il consenso per un cambiamento produttivo, importante per molte ragioni da quelle geopolitiche, a quelle climatiche, tutte così attuali oggi. La sostenibilità è un concetto strettamente legato al territorio, e si deve ottenere in funzione delle necessità e dei consumi locali. Per questo le piccole realtà possono davvero fare la differenza. Sono loro che percepiscono le esigenze della zona e della popolazione e che possono impegnarsi per unire interessi produttivi e attenzione all’ambiente.

La turbina eolica collettiva di Gubbio, è l’esempio di come le rinnovabili possano fornire un contributo alla transizione verde, integrandosi con il territorio e la società, grazie all’autorganizzazione e all’efficacia degli sforzi collettivi. Un salto di assetto produttivo delle fonti rinnovabili che si accompagna a un salto culturale, che dimostra che i parchi eolici se sono progettati bene, valorizzano i territori, non li penalizzano con un brutto arredo urbano. Tanto che Legambiente per promuoverli ha realizzato la Guida turistica dei Parchi Eolici Italiani : diciotto territori da scoprire tra innovazione, natura, arte ed eccellenze gastronomiche. Al contrario invece le centrali combustibili fossili, oltre a provocare un danno ambientale e climatico, hanno un pessimo impatto paesaggistico.

A Gubbio i cittadini hanno quindi scelto la cooperazione, ma anche altre città stanno sperimentando lo sfruttamento del vento. Taranto ha un suo parco eolico, “Beleolico” il primo off shore in Italia, sistema al quale si guarda sempre più tra le prospettive di sviluppo.  Si trova nel porto della città per sfruttare il vento del mare che ha una forza maggiore. È costituito da 10 torri da 3 megawatt di potenza ciascuna. Producono 61.000 megawattora l’anno, sufficienti per 60.000 persone. Infine la Sardegna, che ha coniugato il vento con l’arte, nel parco eolico di Ulassai, in provincia di Nuoro. Ha una potenza totale installata di 126 megawatt che producono 250 gigawattora l’anno, elettricità di cui beneficiano 85.000 famiglie. Maria Lai è un’artista che, affermatasi dagli anni 80 con una performance di Land Art collettiva, ha collocato all’ingresso del parco una sua opera “La cattura dell’Ala del vento”, una scultura d’acciaio alta più di dieci metri.

Lo sviluppo del parco eolico italiano è già inserito nelle prospettive del PNRR per estendere la produzione di energia elettrica pulita, cioè quella prodotta senza alcuna emanazione di emissioni nocive per la salute e per l’ambiente.