VIAGGIARE COL BAGAGLIO A MANO DELL’AMBIENTE

Andare al mare, in montagna, nelle città d’arte senza lasciare a casa strumenti e mezzi per difendere il pianeta. Il turismo che sceglie sempre di più il rispetto per il pianeta.

TURISMO
Maria Grazia Ardito
VIAGGIARE COL BAGAGLIO A MANO DELL’AMBIENTE

Andare al mare, in montagna, nelle città d’arte senza lasciare a casa strumenti e mezzi per difendere il pianeta. Il turismo che sceglie sempre di più il rispetto per il pianeta.

Cresce la consapevolezza di una nuova sostenibilità ambientale che “viaggia” in compagnia di quella dei viaggiatori e si diffonde come una marea. Tra i cambiamenti più significativi del post pandemia anche la domanda di turismo punta a viaggi sempre più ecosostenibili. Si entra, apparentemente, in una nuova era, in cui i “turisti non per caso” iniziano a valutare con attenzione l’impatto ambientale delle loro scelte e ad assumersi maggiori responsabilità rispetto all’habitat naturale. È quanto emerge dal focus chiave del Global Travel Summit 2022 di Allianz Partners sul tema “Wonderland”, una tre giorni di incontri virtuali che hanno contato oltre 1000 partecipanti.

Il viaggio diventa etico

Cambiano le esigenze di concepire il viaggio mentre il mondo riemerge dalla grave crisi sanitaria dello scorso biennio e, contemporaneamente, si trova ad affrontare nuove sfide a causa della incertezza geopolitica ed economica. Trai i risultati più interessanti, presentati al summit, prodotti da una ricerca condotta da Forest Factory e da Customer Lab di Allianz Partners, salgono sul podio la salvaguardia del pianeta e scelte più etiche, sostenibili ed ecologiche. Si scopre così che sei famiglie su dieci (60%), nella fascia d’età 25/40 anni, sono determinate a prestare maggiore attenzione all’impatto ambientale dei loro viaggi per il futuro, dimostrando una più forte sensibilità rispetto al pre-pandemia. Dato che viene confermato anche nel nostro Paese, specie tra i Millenials senza figli. Più della metà degli intervistati tra i 25/40, circa il 52%, ha espresso la forte esigenza di contenere l’impatto ambientale nei viaggi. Inoltre 7 consumatori su 10, in Inghilterra, Germania, Usa reclamano nei portali turistici più filtri relativi alla sostenibilità in modo da poter fare scelte più ecocompatibili.

Il dato emerge anche nel nostro Paese, seppure in misura leggermente inferiore (38%), in più “i viaggiatori nostrani” esprimono la tendenza allo “slow travel” per una vacanza che promuova più opzioni sostenibili come il treno, il camper o la roulotte. Riprende quindi la voglia di sole, di mare, di verde, tenuta a bada per necessità sanitarie, mentre cambiano le esigenze e le richieste all’’industria turistica, che deve tener conto della accresciuta consapevolezza, soprattutto tra i giovani, che il turismo non può e non deve essere devastazione della natura.

Nell’ambito del Summit, è emersa anche l’analisi del contesto dato,  che ha rilevato l’impatto delle condizioni economiche sulla fiducia nei viaggi.  La scelta dei luoghi, la durata e la relativa spesa sono fattori direttamente determinati dall’inflazione, dall’aumento dei costi energetici e da un aumento generale del costo della vita. Sono elementi tutti fondamentali per l’aumento del costo dei viaggi, che rischiano di determinare nei consumatori una rinuncia al piacere di una bella vacanza, soprattutto tra coloro che hanno badget limitati.

Due anni per uscire, ancora non del tutto, dalla pandemia e, proprio quando la libertà sembrava a portata di mano, ecco sopraggiungere il caro prezzi dei biglietti aerei, lievitati del 10% in appena un mese e così il caro viaggi rischia di essere un’ulteriore limitazione alla scoperta di nuovi “lidi”.

Ma la speranza, come sappiamo, è l’ultima a morire. Ci auguriamo quindi che ognuno possa fare come quegli amici protagonisti del film “Basilicata Coast To Coast” dove un viaggio immerso nella natura diventa  anche un modo per crescere. Crescere soprattutto in consapevolezza avendo cura di noi stessi, dell’altro e dell’ambiente che ci ospita.