VIAGGIO ATTRAVERSO DEGLI INSOLITI MUSEI

Il patrimonio culturale italiano oltre a numerosi musei famosi in tutto il mondo conta anche una serie di strutture poco o per niente conosciute. Vi invitiamo a scoprirle.

TURISMO
Domenico Aloia
VIAGGIO ATTRAVERSO DEGLI INSOLITI MUSEI

Il patrimonio culturale italiano oltre a numerosi musei famosi in tutto il mondo conta anche una serie di strutture poco o per niente conosciute. Vi invitiamo a scoprirle.

L’Italia vanta circa 5000 musei. Tra questi, oltre quelli più grandi e famosi presenti nelle principali città d’arte, la Penisola è disseminata da una quantità di strutture situate in quella miriade di medi e piccoli centri di provincia spesso dimenticati dai principali itinerari turistici, che permettono comunque la valorizzazione delle peculiarità storico, culturali, paesaggistiche dei luoghi. E l’esaltazione della genialità imprenditoriale delle sue genti.

Se siete pronti, partiamo alla scoperta di alcuni di quei musei che potremmo definire insoliti o anche semplicemente meno conosciuti.

Genialità imprenditoriale delle sue genti di cui è particolarmente ricca la Lombardia. Un esempio è rappresentato dalla casa automobilistica Alfa Romeo fondata a Milano nel 1910, alle cui creazioni ad  Arese nell’hinterland Milanese nelle adiacenze del suo centro direzionale è stato dedicato un museo dove è possibile ammirare le auto che hanno reso famosa nel mondo l’Alfa per un secolo (1910 -2010). L’idea da attribuire Orazio Satta Puliga, capo progettazione nel post seconda guerra mondiale, viene realizzata dal presidente Giuseppe Luraghi nella sede che ha ospitato il museo dal 1976 al 2016 poi traslocata negli anni successivi in una sede nuova e più spaziosa

Come non dedicare un museo all’energia idroelettrica, accade a Codegolo comune in provincia di Brescia, precisamente in Valcamonica, dove l’energia derivata dalla forza dell’acqua è stata molto importante negli anni. La sede nella quale è ospitato il museo è davvero suggestiva trattandosi proprio dell’ ex centrale idroelettrica del Paese nata nel 1910, negli ultimi anni acquistata dal Comune che ha appunto deciso di utilizzarlo a scopo museale.

Per gli amanti della bicicletta e del ciclismo, una tappa da non mancare è rappresentata dal museo dedicato ad Alfredo Binda, originario della provincia di Varese, vincitore in carriera tra il 1922 e il 1936 di cinque edizioni del Giro d’Italia oltre a numerose altre manifestazioni. Ad ospitare cimeli, tra i quali due biciclette Legnano con il quale Binda vinse  i campionati del mondo del 1930 e del 1932, un museo dedicato alle sue gesta situato proprio nella città natale Cittiglio.

Anche alla medicina e ad alcuni dei suoi esponenti sono dedicati diversi musei. È il caso del medico e scienziato Camillo Golgi (meglio conosciuto per l’apparato che a lui deve il nome) nel comune di Corteno (in suo onore denominato Corteno Golgi) in Valcamonica. La visita al museo permette di seguire i tre ambiti che lo hanno reso famoso, quello medico scientifico, storico biografico e naturalistico ambientale.

Non poteva certo mancare la celebrazione delle eccellenze dell’agroalimentare. È il caso della provincia di Parma, nella cosiddetta Food Valley italiana dove è nata una vera propria rete dei musei del cibo. Per gli amanti del gusto e della buona cucina è possibile nel giro di pochi chilometri passare in rassegna il museo del prosciutto di Parma a Langhirano, quello del Parmigiano Reggiano a Soragna, del culatello a Zibello, del salame di Felino nell’ omonimo comune, del pomodoro e della pasta a Collecchio, del fungo porcino a Borgotaro. Per restare in tema e sempre in zona ma un po’ più a sud, a Castelnuovo Rangone in provincia di Modena è possibile fare un viaggio nell’ agroalimentare italiano, in particolare nella salumeria, grazie al Musa, museo della salumeria Villani.

Alcuni allestimenti museali traggono spunto dalla presenza di distretti industriali. È il caso del museo del rubinetto e della sua tecnologia a San Maurizio d’Opaglio in provincia di Novara. All’ interno della struttura non a caso situata nel distretto del rubinetto, il museo nato nel 2005 permette di visitare l’evoluzione tecnologica della rubinetteria, approfondire il rapporto tra l’uomo e l’elemento acqua e sensibilizzare i visitatori verso la lotta agli sprechi idrici.

Perché non dedicare un museo a quello che è allo stesso tempo un  fenomeno naturale e uno degli elementi caratterizzanti una città del nord Italia, la bora, vento che ha reso famosa Trieste nell’ immaginario collettivo, a cui la città giuliana dal 2004 ha dedicato un vero e proprio progetto museale, attraverso un percorso sul tema del vento.

I più giovani ormai abituati all’ uso del computer  hanno solo un vago ricordo, da parte di genitori e nonni della sua antenata, la macchina da scrivere ormai un vero e proprio pezzo d’antiquariato. A Milano un appassionato del genere, Umberto di Donato le ha dedicato uno spazio, dove è possibile ammirarne oltre 500 esemplari.

Se vuoi bere del buon vino un cavatappi devi acquistare, ma prima di farlo a Barolo ti conviene andare. Sono queste le parole con le quali introdurre il museo del cavatappi situato in uno dei luoghi più famosi ed iconici per l’enologia italiana e non solo, Barolo in provincia di Cuneo. La struttura nata nel 2006 conclude o forse meglio inizia (visto che parliamo di vino) con il museo del vino presente nella cittadina e permette di farsi una cultura su l’utensile senza il quale la bottiglia può rimanere nello scaffale o in cantina. Lungo il percorso ben 500 cavatappi di ogni parte del mondo dalla seconda metà del 1600 ai giorni nostri permette di immergersi nella sua storia.

Dedicato ai calciofili e ai collezionisti di figurine il museo del calcio di Coverciano a Firenze situato all’interno del centro federale della FIGC, inaugurato nel 2002 e quello della figurine a Modena, legato a doppio filo all’azienda Panini fondata sessantadue anni fa dall’ imprenditore modenese Giuseppe Panini.

Naturalisti, entomologi o semplici curiosi non possono mancare dal recarsi a Padova per una visita al regno dell’ entomologia, esapolis. Il museo permette di scoprire il mondo degli insetti attraverso sezioni generali dedicate alla loro evoluzione, e più specifiche su api, ragni e bachi da seta.

Di interesse per così dire macabro, la serie dei musei della tortura di cui è ricca la Toscana ma non solo. Ricordiamo quello della tortura e della pena di morte di San Gimignano nel senese, quello della vicina Volterra e poi a Siena, Montepulciano e Lucca. Ma anche a Napoli, a Grazzano Visconti in provincia di Pavia  con il suo museo internazionale delle torture).

Il tema del macabro è il filo conduttore dei due musei delle mummie che si trovano in Umbria, in Valnerina, rispettivamente a Borgo Cerreto in provincia di Perugia e a Ferentillo in quella di Terni. Il primo in particolare, oltre a essere un museo, è anche un vero e proprio  polo scientifico e culturale dedicato all’ antropologia e alla storia del costume legate alla vita e all’ attività del medico Baronio Vincenzi. Studi sulle mummie che hanno messo in luce particolari della vita quotidiana, dell’alimentazione, dello stato di salute, delle pratiche chirurgiche di un piccolo borgo.

Altro filone che ha dato vita a musei  particolari è quello  dell’ uomo e dell’investigazione della personalità, e tra questi annoveriamo il museo antropologico lombrosiano. La struttura ospitata nel palazzo degli studi anatomici dell’Università di Torino espone le collezioni del .medico, antropologo e filosofo, Marco Ezechia Lombroso, meglio noto come Cesare, studioso di criminologia e fondatore dell’ antropologia criminale. La collezione presenta disegni, fotografie, corpi di reato, produzioni artigianali e artistiche, anche di pregio, realizzate da internati nei manicomi e nelle carceri.

Indagine dell’ animo umano di cui si occupano anche le collezioni del falseum, museo del falso e dell’ inganno, situato nel  castello di Varrone nel biellese che studia una delle debolezze dell’ animo umano, quello di falsificare. Le sue dodici sale spaziano dal metodo scientifico del falso al confine tra calunnia e leggenda, al falso fotografico e giornalistico, ecc

Può a tutti gli effetti rientrare in questo filone, il museo del manicomiola follia reclusa nato nel 2006 e situato sull’ isola di San Servolo a Venezia, in luogo della preesistente struttura manicomiale. Al suo interno sono conservati reperti appartenenti all’ ospedale psichiatrico presente dai primi del 700 fino alla chiusura avvenuta nel 1978.

Pur essendo l’Italia un paese caratterizzato da una forte presenza di cacciatori, non sono presenti musei dedicati alla caccia in senso stretto, ma uno si avvicina molto al tema pur essendo un pò specifico. Si tratta del Mubec, museo della beccaccia presente dal 2019 ad Anghiari in provincia di Arezzo. La realizzazione è stata voluta dal Presidente dell’ Unione per la beccaccia Italia Paolo Pennacchini e dalle Federazioni delle associazioni nazionali dei cacciatori di beccaccia con l’intento di far conoscere i vari aspetti della specie.

Oltre all’ agroalimentare anche l’agricoltura è celebrata in musei particolari. È il caso di due musei situati in provincia di Perugia. Quello della canapa nel piccolo paese di Sant’ Anatolia di Narco in Valnerina e quello del tabacco nel comune di San Giustino in Valtiberina. Entrambe le strutture affondano le radici nello sviluppo di due colture, nel caso della canapa si è un po’ persa negli anni ma si stà recuperando, mentre per quanto riguarda il tabacco è ancora ben presente come la struttura museale ci fa capire.

I musei ai quali abbiamo fatto cenno, pur rappresentando una piccola quanto variegata parte degli attrattori culturali dedicati all’ “insolito” ed al “particolare”, possono offrire spunti per la creazione di itinerari turistici ed occasioni di sviluppo per territori e località meno battute dal turismo di massa ma che è necessario mettere a sistema.