ZAINO IN SPALLA GIRA IL MONDO PER RACCONTARE LA SOSTENIBILITÀ

Alice, 30 anni, veneta, viaggia lenta dall’Australia al Sud-est asiatico fino a Lipari. Fa smartworking, lavoro agricolo e su VedereVerde racconta le buone pratiche amiche dell’ambiente.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
ZAINO IN SPALLA GIRA IL MONDO PER RACCONTARE LA SOSTENIBILITÀ

Alice, 30 anni, veneta, viaggia lenta dall’Australia al Sud-est asiatico fino a Lipari. Fa smartworking, lavoro agricolo e su VedereVerde racconta le buone pratiche amiche dell’ambiente.

Temperature globali, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare e crisi climatica. E ancora consumo consapevole, riduzione di imballaggi e tante altre belle parole che riempiono dibattiti, social network e, diciamocelo, molte bocche.

Ma come posso fare la mia parte affinché il nostro pianeta sia davvero più sostenibile? Quali accortezze posso utilizzare nella vita di tutti i giorni per poi farle diventare pratiche consolidate? Come divulgarle?

Se lo è domandato Alice Pomiato – ma per gli oltre 30mila seguaci su Instagram semplicemente Aliceful – quando, oltre ad aver deciso di cambiare radicalmente vita, ha scelto di abbracciare a tutto tondo la sostenibilità. Studiando, documentandosi, facendo ogni giorno un passo in più e aggiungendo un tassello importante alla grande sfida globale che riguarda tutti. Nessuno escluso.

30 anni, veneta, una laurea in comunicazione e marketing e un contratto di lavoro come social media strategist. Ma qualcosa, nel 2017, stride. Stride nonostante una vita professionale “sempre di corsa” ma all’apparenza impeccabile, i lavoretti saltuari nel weekend come hostess, cameriera, guardarobiera in discoteca per garantirsi sfizi extra e la costruzione, ogni santo giorno, di una strategia per convincere o strizzare l’occhio ai potenziali clienti che avrebbero dovuto comprar cose di cui non avevano un reale, effettivo bisogno.

Eppure qualcosa non va. Zona di confort o salto nel vuoto?

Alice sceglie la seconda. Sceglie di andare letteralmente a sporcarsi le mani. Perché le manca il contatto intimo con madre terra, perché sente il bisogno di abbandonare certi meccanismi che graffiano prepotentemente il suo impianto di donna e di persona o perché, forse più banalmente, quello non era il suo stare.

Ed ecco che a 26 anni si licenzia, molla il lavoro da dipendente e raggiunge l’Australia promettendosi che per 365 giorni non avrebbe più toccato un computer e scegliendo lavori agricoli a stretto contatto con la natura e l’ambiente circostante.

E così è stato. Il resto è storia. Due anni trascorsi tra Nuova Zelanda e Australia e poi ancora Malaysia, Singapore, Indonesia, Cina, Hong Kong, Cambogia, Vietnam e Thailandia per ritrovare, con qualsiasi tipo di lavoretto di fortuna, quel sapore genuino che aveva caratterizzato la sua infanzia nelle campagne trevigiane.

Contadina nelle fattorie di giorno, insegnante di italiano di sera. E tanto tempo per pensare, studiare e riflettere. “Raccogliere le mele e i frutti rossi fin dalle 5 del mattino per 4 mesi, aria pulita e mani sporche ma la mente libera per pensare, studiare e capire – racconta Aliceful –, il ticchettio dell’orologio e le scadenze da rispettare non pressavano più, i giorni non erano più congestionati e sempre connessi. Oltreoceano sono riuscita a respirare a polmoni pieni come non capitava da anni”.

New South Wales: respiro, rinascita, rallentamento.

Poi il rientro obbligato in Italia, a marzo 2020, con l’inizio della pandemia e un piano B, colto al volo e con tutto l’entusiasmo del mondo, che l’ha portata a Lipari in inverno per occuparsi degli asinelli, del pollaio, di un orto ma, soprattutto, ad accarezzare ancora una volta la sua anima. E la stagione estiva? Sempre zaino in spalla e mente libera lavorando come capo sala di un hotel alle Eolie.

Il resto è, ancora una volta, storia.

L’amore per la sostenibilità, le sue scelte etiche, le pratiche consapevoli hanno teso la mano alle sue competenze nell’ambito della comunicazione così da creare un canale online immediato per divulgare a tutto tondo la sostenibilità.

Ed ecco che oggi Aliceful, sul suo VedereVerde, parla di vita consapevole, viaggi a basso impatto, zero-waste, ecocosmesi, economia circolare, stili di vita alternativi, green jobs, news, greenwashing, autoproduzione e  molto altro.

Lo fa con un linguaggio semplice, genuino e alla portata di tutti. Talvolta irriverente, sempre ironico, facendo ricerca e studi e traducendo, con un lessico immediato, argomenti non sempre semplici, ritenuti spesso spocchiosi e radical-chic o, addirittura, solo per chi ha un portafoglio generoso. In due parole: per l’“Italia-bene” che può permetterselo.

“Ecco che ho deciso di sfatare i triti e ritriti luoghi comuni mettendo a frutto i miei studi in comunicazione – prosegue Aliceful – per fare divulgazione sul tema della sostenibilità con l’obiettivo di aiutare a crescere aziende, brand, enti e associazioni che operano con finalità etiche e responsabili”.

È possibile essere consapevoli e sostenibili, senza farsi mancare niente?

Alice risponde sì. Senza mezzi termini.

“Scegliere di vivere in maniera sostenibile riduce all’osso il superfluo e ripaga in termini di una migliore salute, fisica e mentale, di riduzione di certi costi e impatti nocivi per il nostro pianeta.

Impariamo che comunicare la sostenibilità non è qualcosa di difficile, complicato e costoso. Tutto sta nel cominciare” conclude Aliceful.

Del resto la sostenibilità, così come la bellezza, è alla portata di tutti. Sempre se si è capaci di riconoscerla.