ZERO SCARTI IN SARTORIA, SI PUÒ FARE

Caterina, disegna e realizza abbigliamento femminile. Sensibilità presente anche tra chi acquista.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
ZERO SCARTI IN SARTORIA, SI PUÒ FARE

Caterina, disegna e realizza abbigliamento femminile. Sensibilità presente anche tra chi acquista.

Obiettivo zero scarti. Anche detto ‘non si butta via niente’. Siamo nella sartoria artigianale di Caterina Matteucci, che da alcuni anni ha aperto il brand ‘Le Catematte’. Progetta, disegna e realizza capi di abbigliamento femminile e accessori. Un fiume di colori e fantasie che mettono di buon umore. Caterina, 50 anni, designer con un laurea al Polimoda di Firenze, dopo molti anni di lavoro come consulente per imprese del settore moda, a un certo punto ha deciso che era giunto il momento del suo progetto. Un brand che usa la concretezza di un approccio ‘circolare’ per il quale non esiste avere avanzi di stoffa da buttare via.

Tutto è calcolato al millimetro e utilizzato per non gettare niente. “Io produco da zero i miei capi e questo ha già dei costi, per cui cerco di non sprecare niente – racconta Caterina – quando progetto un capo prendo una quantità di stoffa già a misura rispetto al numero di esemplari che intendo realizzare e soprattutto con i ritagli che restano faccio bijoux o accessori, può essere una spilla o una fascia per capelli, da inserire a completamento della collezione. Cerco di gestire lo scarto riducendolo al minimo”. Un approccio che fa il paio con un’altra direzione intrapresa dalla designer, che sceglie e disegna stoffe nuove ma ha anche passione ed estro nel recuperare tessuti e abiti già usati per dare loro nuova vita. Jeans, abiti vecchi, cappotti possono trasformarsi in altro ed essere riutilizzati. Una tendenza che, per una creativa come Caterina è già in atto nel settore e va assecondata e che spesso può nascere dal basso, dalle richieste delle clienti e dai loro armadi pieni di abiti ‘a riposo’, magari in buono stato. E allora porta avanti un nuovo progetto nel suo atelier.

“Da un paio di jeans vecchi, o in generale da tessuti usati, è possibile ricavare accessori nuovi di zecca, io amo fare borse e lo stesso vale per ogni tipo di abito o pezzo d’abbigliamento che può essere trasformato, portato a nuova vita e valorizzato con un po’ di fantasia” racconta Caterina. Ma da un capo vecchio può nascere anche un capo nuovo e questa è la strada che Le Catematte vuole intraprendere. In arrivo un paio di pantaloni usati, in uscita una gonna lunga nuovissima. Questa storia è la dimostrazione che anche nelle micro imprese – oltre a Caterina c’è un piccolo team di collaboratrici esperte – c’è una sensibilità sempre più presente che guida le scelte, per rispondere con azioni adeguate alla domanda ‘cosa posso fare per dare il mio contributo?’. Non senza difficoltà da superare ma con la volontà di mettersi alla prova con opzioni sostenibili. “ Non è sempre facile trovare tessuti naturali adatti alla stampa ma non per questo bisogna fermarsi. La richiesta da parte del cliente c’è. Ricerca, studio e impegno da parte mia non mancheranno”.