Don Gnocchi, eccellenza in medicina riabilitativa

I risultati conseguiti e 4 innovativi progetti di medicina riabilitativa saranno al centro dell’evento “La solidarietà per la ricerca – un patto tra cittadini e ricercatori” in programma a Milano il 27 giugno.

SALUTE
Francesca Franceschi
Don Gnocchi, eccellenza in medicina riabilitativa

I risultati conseguiti e 4 innovativi progetti di medicina riabilitativa saranno al centro dell’evento “La solidarietà per la ricerca – un patto tra cittadini e ricercatori” in programma a Milano il 27 giugno.

 “La solidarietà per la ricerca – un patto tra cittadini e ricercatori”. È il titolo dell’evento promosso della Fondazione Don Gnocchi in programma giovedì 27 giugno a Palazzo Greppi a Milano. Ed ecco che la ricerca può essere solidale: lo è quando cresce anche grazie al contributo della società, attraverso il sostegno di cittadini, aziende e Fondazioni di impresa.

È quanto accade alla Fondazione Don Gnocchi, che ha visto aumentare il numero delle sue pubblicazioni scientifiche da 274 nel 2022 a 309 nel 2023 con un incremento dell’impact factor, il parametro che misura l’importanza dei progetti di ricerca, di oltre il 12% rispetto all’anno prima, con un valore assoluto di 1531 punti. Un dato importante anche perché riguarda la ricerca in medicina riabilitativa, la specialità degli Irccs della Fondazione Don Gnocchi, un ambito spesso poco delineabile e ignorato ma in realtà sempre più centrale come cura di malattie croniche, in grande aumento.

Al rapporto di reciproca fiducia e vantaggio tra cittadino e la scienza sarà dedicato l’evento durante il quale saranno anche presentati quattro innovativi progetti di ricerca in medicina della riabilitazione della Fondazione attraverso le parole degli scienziati che vi stanno lavorando ed i loro promotori.

Sostenere la ricerca è un investimento non solo sul futuro ma anche sulla nostra vita quotidiana. Il cittadino ne promuove lo sviluppo e alla fine del processo può beneficiare dei risultati conseguiti – sottolinea Maria Cristina Messa, direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi -. Soprattutto se si tratta della medicina riabilitativa, che si pone oggi come metodo di cura e di prevenzione in una grande fascia della popolazione, che include soggetti affetti da malattie croniche (ad oggi stimati essere il 18% degli italiani tra i 18 e i 69 anni e previsti in aumento) e soggetti che necessitano di un recupero dopo un evento acuto, in genere grave. I progetti che presenteremo nell’evento ‘La solidarietà per la ricerca – un patto tra cittadini e ricercatori’ del 27 giugno a Milano mostrano un nuovo modo di cercare soluzioni per moltissime tipologie di malati, affrontando la complessità con il lavoro del clinico, del ricercatore di base, dell’esperto dei dati, dell’informatico e dell’ingegnere”.

Maria Cristina Messa, direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi

I progetti

 Efficacia di un trattamento riabilitativo basato su Nordic Walking in pazienti obesi o in sovrappeso con diabete mellito e malattia cardiovascolareResponsabile dottoressa Anna Torri

Il progetto è rivolto a pazienti diabetici, obesi e che abbiano avuto un evento cardiovascolare (infarto o angioplastica con una funzionalità cardiaca lievemente ridotta rispetto agli standard). Vuole valutare l’efficacia nordik walking, camminata sportiva che prevede l’uso di bastoncini, come pratica per perdere peso e sottrarre i pazienti a quell’isolamento in cui spesso si rifugiano, migliorando così, nel contempo, la loro qualità della vita. I pazienti con eventi cardiovascolari recenti vengono solitamente avviati alla prescrizione di esercizio fisico supervisionata dal cardiologo, che nella maggior parte dei casi viene svolta nei reparti riabilitativi ospedalieri e che spesso sono abbandonati una volta che il paziente ha terminato la riabilitazione ospedaliera. Il progetto prevederà sedute all’aperto da novanta minuti per tre volte alla settimana con cardiologo e istruttore di nordik walking. La tecnica è stata scelta perché è stato dimostrato che consente il 20-30% in più di consumo di calorie rispetto alla semplice camminata (Baek & Ha, 2021) e ha anche il vantaggio di poter essere praticata ovunque. Complessivamente saranno coinvolte 105 persone (compreso il gruppo di controllo), tutte sottoposte a una valutazione nutrizionale iniziale e a cui sarà prescritta una dieta ipocalorica.

Al termine del programma sarà effettuata una valutazione dei risultati ottenuti attraverso la misurazione di parametri medici, metabolici e psicologici.

Progetto sostenuto da Novo Nordisk

Robotica e telemedicina per la riabilitazione a distanza – Responsabili dottoressa Irene Aprile e dottoressa Francesca Baglio

 Il progetto è rivolto a persone che abbiano malattia di Parkinson, sclerosi multipla o siano state colpite da ictus e prevede di includere sino a 90 pazienti.

L’obiettivo è impiegare strumenti di telemedicina che favoriscano il prosieguo della riabilitazione anche a casa, dopo la degenza, con conseguente rallentamento dell’emergere dei sintomi (nei casi di Parkinson e sclerosi multipla) o per recuperare alcune abilità e movimenti (nel caso dell’ictus).

In particolare, si stanno sviluppando sia l’applicazione della robotica a distanza (a iniziare dalla riabilitazione per gli arti superiori nel post ictus) sia una piattaforma elettronica che consenta al medico di assistere a distanza all’esecuzione degli esercizi e che ne registri i parametri la persona lo effettui in autonomia. Complessivamente sono stati registrati miglioramenti nell’autonomia e nella qualità di vita dei pazienti, secondo le scale di valutazione internazionali, in tutte e tre le patologie.

Progetto sostenuto da Fondazione ICO Falck

Micro-sensori e strumenti elettronici per la comunicazione di pazienti con disabilità sensoriali, motorie e intellettive – Responsabile dottoressa Antonella Mellino

Il progetto è rivolto a persone con disabilità sensoriali, motorie e intellettive e ha come obiettivo migliorare la comunicazione, la mobilità e la qualità complessiva della vita di questi pazienti. È anche rivolto a persone che, a seguito di gravi traumi, hanno avuto danni cerebrali molto gravi e hanno minime residuali capacità di movimento. Si basa sull’utilizzo di microsensori e di tablet con scheda sim, che costituiscono una connessione tra l’individuo e il mondo esterno. Ai pazienti viene insegnato a comunicare o a impartire comandi a strumenti, rispondendo a stimoli. Nelle persone con compromissione delle capacità intellettive l’esercizio può consistere, ad esempio, nello scegliere tra due semplici immagini. Il paziente impara a indicarne una attraverso un movimento minimo, rilevato dai microsensori. L’apprendimento viene rinforzato dal fatto che, se la scelta è corretta, il paziente riceve una gratificazione, come ad esempio l’esecuzione di una melodia. L’esercizio per persone con capacità intellettive integre può consistere, invece, nell’ascolto di un dialogo e la selezione di un bottone. I risultati di una prima fase del progetto sono stati già pubblicati e hanno mostrato che tutti i pazienti hanno utilizzato la tecnologia con successo per accedere a video musicali ed eventi di comunicazione e per rispondere alle domande in modo indipendente.

Progetto sostenuto da Fondazione Ester Barbaglia

L’innovazione digitale accanto alla vita dei più fragili – Responsabile dottoressa Monica Masolo

È rivolto a pazienti di neuropsichiatria infantile e persone con gravi cerebrolesioni acquisite. Intende sviluppare strumenti tecnologici e digitali che possano essere utilizzati per migliorare la presa in carico, l’assistenza, la cura e la riabilitazione sia di bambini sia di adulti. Tra le strumentazioni e le risorse sviluppate vi saranno: una cartella clinica elettronica di medicina riabilitativa, cioè un documento digitale, progettato e sviluppato in ottica interdisciplinare, per gestire in modo integrato tutti i dati relativi alla storia clinica del paziente; una piattaforma di teleriabilitazione per l’assistenza domiciliare con l’utilizzo anche della realtà virtuale; ambulatorio di realtà aumentata per la riabilitazione cognitiva pediatrica; dispositivi robotici per il recupero funzionale della mobilità degli arti (esoscheletro, mani bioniche, ecc.) e dispositivi domotici per offrire ausili per l’autonomia di utenti con disabilità motoria e cognitiva di ogni età.

Progetto sostenuto da Intesa Sanpaolo

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