Gloria Germani presenta il Circolo per un Nuovo Paradigma

«Quelle civiltà hanno sempre pensato il tempo ciclico, a spirale, il tempo delle stagioni, il tempo della natura». Appuntamento a Firenze, il 26 ottobre.

APPROFONDIMENTO
Alessio Mariani
Gloria Germani presenta il Circolo per un Nuovo Paradigma

«Quelle civiltà hanno sempre pensato il tempo ciclico, a spirale, il tempo delle stagioni, il tempo della natura». Appuntamento a Firenze, il 26 ottobre.

Una breve presentazione intellettuale. Ecofilosofa, studiosa di Tiziano Terzani?

Mi piace essere chiamata ecofilosofa che implica un’idea della filosofia occidentale e insieme orientale. Questa combinazione ci dà orizzonti molto più ampi. In questo senso la figura di Tiziano Terzani è esemplare perché ha vissuto tutti e due i mondi, occidente e oriente.

Gloria Germani
Come è nata l’idea del ciclo di incontri, Un altro mondo è urgente?

Prima, il Circolo per un Nuovo Paradigma. Siamo un gruppo di amici e studiosi che pensano che in questo momento molto critico della storia umana che affronta guerre indicibili, un catastrofico collasso climatico e un grande disagio psichico esistenziale, sia necessario fare un’analisi approfondita di storia delle idee. Perché le idee formano la vita, formano la civiltà. Il nome Circolo per un Nuovo Paradigma richiama l’opera del fisico quantistico Fritjof Capra che ha individuato nel paradigma cartesiano-newtoniano l’origine del deragliamento della società attuale.

Gli incontri aperti al pubblico si svolgeranno a Firenze, presso la sede della Fondazione Est-Ovest, sabato 19 e sabato 26 ottobre.

Il suo intervento comincerà proprio dal pensiero cartesiano-newtoniano. Cosa ha combinato Cartesio?

L’Età Moderna è caratterizzata dal pensiero di Cartesio. Nel famoso Discorso sul Metodo, egli critica e dubita su tutto il sapere precedete, per accedere a nuove e assolute certezze che fonderanno la modernità. Secondo Cartesio, l’unica cosa sulla quale non bisogna dubitare è il Cogito ergo sum, penso dunque sono, e quindi la separazione, la divisione, da una parte il pensiero e dall’altra la materia. La cosa certa è il soggetto pensante, a cui si contrappone la materia esterna. Questa contrapposizione è il dualismo cartesiano.

Così, sul finire del Seicento, emerge l’idea di materia e avrà un peso incredibile. Da allora in poi, abbiamo cominciato a pensare che ci sia qualcosa di inerte fuori di noi, che noi possiamo misurare, soppesare, studiarne le leggi, in maniera oggettiva, scientifica. Poi la possiamo modificare per rendere la vita più comoda per l’uomo, attraverso l’industria. Questo è il pensiero moderno ancora imperante.

In seguito, la fisica quantistica ci ha ricordato la sapienza orientale…

La fisica quantistica ha scoperto che questa materia esterna non c’è. Perché l’ego che pensa e la materia esterna sono costituiti ugualmente di energia. Non sono separabili, come ha dimostrato Wener Heisenberg. D’altra parte, se uno parte dalla riflessione orientale, la realtà dell’ego pensante è falso totale. La mente è sempre in movimento ma questo non vuol dire che abbia maggiore realtà di qualunque altra cosa. La mente è l’uccello che continua a beccare a destra e a sinistra, è la scimmia che salta da un ramo a un altro; ma non ha una realtà particolare.

Quindi?

Anzi, l’obiettivo di tutta la filosofia orientale (induismo, buddismo, taoismo, giainismo, zen) è quello di andare oltre la mente pensante. Occorre raggiungere un’esperienza oltre la mente logico-linguistica per accedere alla vera realtà del mondo.

Il mondo è Tutt’Uno, tutto è impermanente e interconnesso, compresa la nostra mente e la nostra vita. Purtroppo, quando la filosofia orientale giunse in Europa, dopo un iniziale entusiasmo, fu condannata ed espulsa dalle università e dallo studio, perché era il vero contrario del pensiero moderno. Hegel la condannò perché non distingueva tra soggetto e oggetto, ma oggi la fisica quantistica ci insegna proprio che non si possono separare. Quindi Cartesio, Bacone, Lock, Hobbes, Kant, Hegel non sono i pensatori dei Lumi, della luce, ma piuttosto pensatori utilitaristici e colonialisti (molti lo furono realmente) che screditarono le altre grandi civiltà.

Per cui alla base della crisi ambientale ci sarebbe l'atteggiamento utilitaristico verso la materia?

Esattamente. Secondo il paradigma cartesiano-newtoniano della scienza occidentale, si prende la realtà del tutto che è l’ecosfera e la si divide in tanti piccoli segmenti che vengono studiati dalle singole discipline accademiche. E qua si perde la concezione che il tutto non è la somma delle parti. Il tutto a cui rimandano l’ecologia profonda, la fisica quantistica, la dinamica dei sistemi complessi non può essere capito, analizzando la somma delle parti.

Così, la scienza occidentale ha dato risultati tecnici di grande impatto ma anche conseguenze devastanti. La scienza, secondo me, intrinsecamente, è utilitaristica, è un sapere fatto per dominare ciò che erroneamente ritiene stare fuori di noi. Se la scienza occidentale moderna fosse davvero il “sapere superiore”, l’unica vera scienza, come si autodefinisce, non avrebbe avuto come esito il collasso climatico, non avrebbe distrutto la Terra Madre, ciò di cui è parte. Questa è la cartina di tornasole della scienza moderna. Perché l’ecosfera non è materia inerte. Noi siamo parte dell’ecosfera.

E l’economia...

L’economia moderna, in quanto nata nell’Ottocento dalla scienza cartesiana-newtoniana, come tutte le scienze, studia una parte, staccata da tutto il resto. Essa studia solo la legge di domanda-offerta, ed ha una sola legge: la crescita economica, altrimenti detta il profitto, il Pil. L’economia distrugge l’ambiente, perché considera per esempio le foreste mere risorse da vendere per fare profitti. Non vede le sue conseguenze a lungo raggio. Ci stiamo accorgendo che economia ed ecologia non sono conciliabili come ci dimostrano le 28 Cop che non hanno raggiunto risultati significativi per arginare il collasso climatico, come denunciano i giovani di Fridays for future. Inoltre, questa economia non porta quella felicità che doveva farci raggiungere.

Tra l’altro, se guardiamo all’età dell’uomo e del pianeta, la scienza occidentale, con l’industria occidentale e l’economia occidentale, hanno creato un’eccezione brevissima. La diffusione veramente massiccia del sistema industriale avviene dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha settant’anni, un tempo veramente breve. Il fenomeno della globalizzazione, l’estensione profonda di questo modello a tutto il globo, data dagli anni Novanta. E quindi in settanta anni ha dato degli effetti disastrosi. Come mostrato dal famoso studio, I limiti alla crescita.

Parlerai anche di Tiziano Terzani?

Terzani è un grande maestro. Non credeva al mito di cui noi siamo imbevuti, all’evoluzione inevitabile del progresso, per cui tutto quel che è nuovo è migliore. Terzani fa una critica molto forte al progresso occidentale e alla globalizzazione. Aveva afferrato che la globalizzazione è soltanto una forma di colonialismo. Prima i paesi europei hanno compiuto il colonialismo politico, con tutte le epopee coloniali che i vari imperi hanno imposto, anche in maniera estremamente violenta.

Poi, quanto attorno agli anni Cinquanta e Sessanta il colonialismo politico è stato estromesso, il colonialismo è tornato dalla finestra, è diventato colonialismo della mente. Attraverso la pubblicità e tutto il nostro sistema mediatico abbiamo imposto le nostre scale di valori, i nostri metri di successo. In qualche maniera abbiamo convinto tutti. Tiziano ne parla come processo di avvelenamento. L’idea di progresso è una delle idee più più forti e più fallaci che l’occidente ha creato.

Il progresso è legato al tempo moderno...

Isaac Newton inventa l’idea di tempo che scorre indipendente e assoluto dal passato verso il futuro. La fisica quantistica ci dice, spazio e tempo assoluti non hanno realtà. Ma tutte le altre civiltà premoderne non hanno pensato il tempo in maniera lineare. Quelle civiltà hanno sempre pensato il tempo ciclico, a spirale, il tempo delle stagioni, il tempo della natura, nel quale vita e morte si alternano in un processo circolare. Io penso che dovremmo tornare a una visione così.

Tiziano Terzani ha parlato anche di ambiente?

Aveva capito perfettamente che questa industrializzazione diffusa in tutti i continenti avrebbe portato al tracollo dell’ecosfera. Fa riferimenti agli Accordi di Kyoto del 1997, che prevedevano limitazioni veramente restrittive sulle emissioni, sull’uso dei combustibili fossili, e poi sono stati completamente disattesi da tutti. Perché tutte le nazioni moderne, di destra e di sinistra, senza nessuna differenza, hanno di mira la crescita economica come unica panacea che tutto risolverebbe.

Nell’ultimo libro-testamento, La fine è il mio inizio, diceva che la nostra civiltà moderna è andata matta per colpa dell’economia. Secondo lui questa visione materialista che studia soltanto il mondo fuori di noi, ha portato alla dittatura dell’economico che ha conseguenze disastrose sull’ecosfera. Di questo lui era assolutamente convito.

Cosa le piacerebbe lasciare alle persone che parteciperanno agli incontri?

Certo mi piacerebbe instillare questa visione diversa. Piccoli semi di questa visione diversa.

Oggi queste crisi del mondo moderno che sono evidenti a tutti, nella stragrande maggioranza delle discussioni sono affrontate da un punto di vista limitato. Non viene considerato il pensiero che ha generato la Modernità.

Ci lascia anche una citazione a scelta, di Tiziano Terzani…

“Il male del nostro tempo è che abbiamo messo la materia al centro di tutto e non consideriamo niente al di là della materia”.

 

Il sito della Fondazione Est-Ovest: fondazione-est-ovest.it