Una cosa bella e funzionale, quasi di design. Quante volte gettando la plastica nei cassonetti dedicati abbiamo maledetto gli stretti pertugi rivestiti di gomma che rendevano l’operazione tutt’altro che piacevole?
E tra un sospiro e l’altro abbiamo spinto a forza il rifiuto sognando un contenitore pensato per venire incontro alle esigenze degli operatori, certo, ma anche degli utenti?
Con i contenitori per il vetro, le cosiddette “Campane”, il gesto è sicuramente più semplice, eppure c’è chi ha sentito l’esigenza di rendere quei manufatti di civiltà urbana un presidio artistico in grado di attrarre sia per le sue qualità estetiche che per il messaggio veicolato sopra di essi.
A sensibilizzare la cittadinanza verso l’utilità del riciclo, la differenziazione dei rifiuti, la fruizione di spazi condivisi che siano d’attrazione e praticità, ci pensa il progetto GAU – Galleria d’Arte Urbana, giunto alla sua sesta edizione.
Nato come progetto de “La Città Ideale”, il laboratorio creativo per Roma con la direzione di Fabio Morgan, quest’anno ha colorato un percorso che si snoda tra via Baldo degli Ubaldi (quartiere Aurelio) e via Cornelia (quartiere Montespaccato).
Dalle parole degli animatori di questo progetto, GAU “ha come principale obiettivo quello di importare un modello di risanamento urbano che riesca, all’interno del tessuto cittadino, a ispirare bellezza e funzionalità. Una galleria d’arte fruibile in ogni momento da cittadine e cittadini, per ribadire il concetto dell’arte come bene comune, incentivando l’attenzione sulle tematiche di differenziazione dei rifiuti, con l’obiettivo di responsabilizzare la società civile all’affezione per lo spazio pubblico, partendo proprio dagli spazi legati alla raccolta dei rifiuti”.

Venti gli street artist che si confrontano con il futuro, le sue suggestioni, le sfide che pone anche dal punto di vista ambientale invitando la cittadinanza a non rimanere indifferente: Karma Factory, Lady Nina, Rise Neon, Nemea, Giusy Guerriero, Funkamore, Tito, Orgh, Teddy Killer, Hoek, Umanamente in bilico, Chiara Anaclio, Gojo, La Franz, Dez Midez, Marta Quercioli, Lola Poleggi, Leonardo Crudi, Kemh, Wuarky, Marco Réa, Muges 147.
Per diversi giorni hanno lavorato a pochi metri di distanza l’uno dall’altro per finire, nel caso di via Baldo degli Ubaldi, 14 campane per la raccolta del vetro.
Il risultato è stato apprezzato nel quartiere e non solo, ma Roma, come spesso raccontato da Stradenuove, è ormai un laboratorio a cielo aperto di street art con messaggi rivolti alla sostenibilità, al riutilizzo e ad uno stile di vita più compatibile con l’ambiente circostante.
L’arte diventa il modo più diretto in cui veicolare determinati messaggi, raggiungendo la più ampia porzione di popolazione possibile attraverso delle opere che attirano, invitano alla sosta, alla visione e inducono ad una riflessione su tematiche di stretta attualità.
“Per questa sesta edizione abbiamo chiesto agli artisti di lavorare in coppia” – spiega la direttrice artistica Alessandra Muschella – “unendo stili e tecniche per creare una serie di opere che ci raccontino come loro immaginano il Futuro”.
Nelle passate edizioni i quartieri della Capitale interessati dal progetto GAU erano stati Centocelle e Torpignattara mentre dal 2020 si è deciso di avvicinarsi al centro interessandosi al quartiere Aurelio. L’anno scorso ad esempio, in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri, gli artisti coinvolti colorarono le campane ispirandosi ai diversi canti della Divina Commedia.
Futuro, dunque, nelle visioni degli artisti su questi manufatti urbani.
Ci vuole una grande dose di fiducia, speranza (anche un pizzico d’incoscienza), nell’immaginare un futuro che, invece di esser segnato da siccità e desertificazione, sia possibile ancora immaginare come uno spazio da colorare.
