Per la prima volta in occasione della COP, conferenza annuale delle parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici arriva un focus particolare dedicato ai sistemi alimentari sostenibili. La COP (United Nations Framework Convention on Climate Change) conferenza annuale delle parti delle Nazioni Unite, giunta alla 27° edizione in programma dal 6 al 18 novembre a Sharm El Sheik in Egitto, riunisce gli stati parte della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ma anche esperti di imprese ed enti non governativi. I cambiamenti climatici già da qualche anno, soprattutto in determinati paesi, basti solo pensare ai continenti africano ed asiatico ma non solo, dove l’innalzamento del livello del mare e la carenza di cibo minacciano un gran numero di persone, provocano vere e proprie migrazioni climatiche oltre ad alimentare forti disuguaglianze sociali.
L’allevamento animale è il contributo al cambiamento climatico
Già in occasione della COP 26 di Glasgow del 2021 oltre 50 ONG con a capo Human Society International avevano chiesto che venisse riconosciuto il ruolo dell’allevamento animale come principale contributore al cambiamento climatico. Richiesta giustificata dal fatto che l’industria zootecnica è responsabile del 16,5 % dell’emissione globale di gas serra alla pari con il settore dei trasporti, i sistemi produttivi zootecnici utilizzano circa l’83% dei terreni agricoli a fronte della fornitura nella dieta di appena il 37% delle proteine e del 18% delle calorie a livello mondiale, oltre a provocare deforestazione, riduzione della biodiversità, degradazione del suolo, esaurimento delle risorse idriche e inquinamento. La speranza era quella di far si che i leader mondiali potessero impegnarsi per la riduzione nel consumo di prodotti di origine animale e mettere un tassello nell’obiettivo previsto dalla COP 21 di Parigi, vale a dire la riduzione dell’ aumento della temperatura sotto i due gradi. Oltre a ciò le richieste prevedevano che venisse favorita una transizione ecologica anche nel settore agricolo passando quindi ad una agricoltura basata sull’ impiego di risorse vegetali e non animali, cercando di trovare valide alternative alle proteine animali. Istanze purtroppo fino ad ora inevase, ma che i proponenti sperano possono essere tenute nella giusta considerazione in occasione della COP 27.
A cosa ci riferiamo quando parliamo di sostenibilità alimentare
Produzione di cibi sani ad elevato livello nutrizionale caratterizzati da un basso impatto ambientale, ridotte emissioni climalteranti, equi e di facile accesso, ottenuti da sistemi agricoli e zootecnici non intensivi, attenti al consumo delle risorse idriche, alla biodiversità, alla perdita e allo spreco del cibo, tema quest’ ultimo che unitamente alle perdite lungo la filiera vede dati allarmanti. Infatti il 14% del cibo a livello mondiale è perso dal raccolto alla vendita, e quasi il 20% è sprecato in occasione della vendita al dettaglio, con l’ 11% a carico delle famiglie, il 5% nella ristorazione, il 2% nella vendita, con il caso estremo degli Stati Uniti dove lo spreco tocca 1/3 del cibo. Perdita di cibo che rappresenta l 8 – 10% del totale dei gas serra, rende instabile il clima con danni alle colture e minacce alla sicurezza alimentare.

In programma numerosi eventi dedicati alla sostenibilità del settore alimentare
Ai sistemi alimentari sostenibili saranno dedicati tre padiglioni il “Food and agricolture pavillion” al quale collaborano la FAO, CGIAR (Consultative Group for International Agricultural Research) partenariato che riunisce organizzazioni internazionali impegnate nella sicurezza alimentare e Rockfeller Foundation che propongono un programma di eventi in occasione dei quali personalità politiche, esperti accademici agricoltori, prendono decisioni su soluzioni innovative per aiutare i paesi a intraprendere azioni in favore del clima, “Agrifood Systems of the Americas Pavilion” e in particolare il padiglione, denominato Food4Climate Pavillion. Quest’ ultimo curato da Four Paws organizzazione con sede a Vienna impegnata nel benessere animale insieme, ad associazioni animaliste o che operano nel campo del cambiamento dei sistemi alimentari tra le quali ProVeg International, Compassion, Food Tank in world Farming, a Well – Fed Word, e altri 15 partner permetterà ai delegati di oltre 200 paesi di partecipare a colloqui quotidiani, creare reti con ONG, industria, istituzioni accademiche e ricercatori. Come dichiarato da Josep Pfabigan CEO di Four Paws “questo padiglione è storico è rappresenta una parte pionieristica della conferenza COP è segna un cambiamento nell’ approccio delle Nazione Unite verso i sistemi alimentari. Noi di Four Paws crediamo che il padiglione sarà un punto chiave del nostro impegno con influenti politici di tutto il mondo per affrontare le sfide poste dalla crisi climatica e sollecitare le nazioni ad adottare risposte”.
Sotto l’insegna cambia la dieta ma non il clima (diet change not climate change) iniziativa indipendente di Proveg International importante organizzazione internazionale di sensibilizzazione alimentare sponsorizzata dalle donazioni dei cittadini, saranno coinvolti gli stati membri delle Nazioni Unite, i portatori di interesse, la società civile, le aziende per far riconoscere le diete a base vegetale nell’ agenda internazionale come vitale nel processo di contrasto ai cambiamenti climatici e salvare il pianeta. Secondo Sophie Aylmer capo della divisione allevamento animale e politiche nutrizionali di Four Paws, “senza affrontare i sistemi alimentari a livello delle nazioni unite, gli obiettivi climatici globali come quelli stabiliti nell’ accordo di Parigi non saranno raggiunti e la produzione alimentare diventerà ancora più vulnerabile all’ impatto dei cambiamenti climatici, quindi per raggiungere gli obiettivi attuali e futuri non è più possibile ignorare i sistemi alimentari”.
A dimostrazione di quanto in questa edizione della COP venga data importanza ai sistemi alimentari sostenibili è la lettera inviata alla presidenza egiziana da 165 gruppi della società civile con la quale oltre a congratularsi per l’inserimento del tema nel dibattito, si invita la presidenza egiziana a garantire che durante lo svolgimento della conferenza i menù proposti siano caratterizzati da cibi vegani, di provenienza locale, quindi necessariamente sostenibili. Invito alla sostenibilità dei menù proposti durante la manifestazione presente già a partire dalla COP 24 di Katowice. Per far ciò come riportato nella lettera potrebbe essere utile utilizzare un’interfaccia di facile utilizzo che fornisca informazioni sulle emissioni gas serra e sull’ utilizzo dell’acqua.

Sarà posta l’attenzione su alternative alimentari sostenibili, diversificazione delle pratiche di produzione e delle fonti di produzione, tra queste agricoltura urbana, verticale, sostegno alla transizione dei piccoli agricoltori, legate a commercio, agricoltura, clima e sicurezza. Focus particolari su agricoltori e innovatori per creare sistemi alimentari in grado di resistere a shock climatici e crisi per adattarsi a un mondo instabile, soluzioni per la mitigazione e l’ adattamento al cambiamenti climatico e garantire la sicurezza alimentare, affrontare la scarsità d’ acqua, la perdita della natura, la sicurezza alimentare e il clima, necessità di scoperte scientifiche, oltre a ciò la necessità di ricorrere alla carbon farming per migliorare la salute del suolo e il suo valore nutritivo, per ridurre le emissioni di gas effetto serra, aumentare la biodiversità e garantire la sicurezza alimentare per una popolazione in continua crescita.
La sostenibilità sarà legata non solo al settore alimentare ma anche a quello della produzione dell’ energia pulita e in particolare allo sviluppo della filiera dell’ idrogeno, della sicurezza idrica, elemento quest’ ultimo sempre più collegato ai numerosi disastri indotti dai cambiamenti climatici con conseguenze pesanti per almeno la metà della popolazione mondiale. É stato infatti stimato che il 74 % dei disastri naturali a livelli mondiali siano causati dall’ acqua e contribuiscono a oltre 600 mila decessi, pari al 34% del totale dei morti per catastrofi naturali con perdite attestatesi sui 27 milioni di dollari all’ anno negli ultimi 50 anni. Danni dai cambiamenti climatici particolarmente evidenti nel continente africano, caratterizzato dall’ aumento delle temperature, dalla diminuzione delle temperature, e dalla formazione di tempeste sempre più intense e frequenti che richiedono di intervenire su sistemi di allerta.
Sostenibilità alla base di una giusta transizione che dia risposte ai cambiamenti climatici e metta in campo azioni in grado di proteggere il pianeta, le popolazioni e l’economia con un riconoscimento dei bisogni specifici dei paesi in via di sviluppo particolarmente soggetto agli effetti negativi del clima in mutamento. Ogni giorno dell’evento, sarà dedicato ad un tema preciso, la decarbonizzazione applicata a vari settori: dall’ acciaio ai fertilizzanti, al cemento, oppure alla scienza, alla biodiversità e tanto altro.
