Fattorie verticali classiche ma non solo
Molti di noi conoscono le fattorie verticali o per utilizzare un termine anglosassone vertical farm, ma forse non tutti sono a conoscenza di una loro particolare tipologia, le tunnel farm, di cui gli unici due esempi al mondo, almeno fino a qualche mese, fa erano presenti nel Regno Unito a Londra e in Giappone ma assenti nel nostro paese. Nella capitale inglese da circa otto anni è in funzione Growing Underground, vertical farm nata nel quartiere di Clapham a sud ovest della città, ricavata all’ interno di un rifugio antiaereo della II guerra mondiale. Anche nel paese del Sol Levante nella prefettura di Chiba ad est di Tokyo è stato recuperato un tunnel in disuso.
In Toscana il primo esempio in Europa di vertical farm sotterranea
Come detto, le uniche strutture del genere presenti al mondo fino a non molto tempo fa erano solo le due di cui sopra, ma da metà settembre 2023 anche l’ Italia può vantarne una di proprietà pubblica, nello specifico di un comune. A Torrita di Siena, cittadina di 7 mila abitanti della Valdichiana senese, a circa 50 km dal capoluogo provinciale, si è deciso di procedere con un opera di recupero, con la quale si è voluto riportare a nuova vita un rifugio antiaereo in stato di abbandono, costruito sul finire della seconda guerra mondiale, situato poco al di fuori della cinta muraria in corrispondenza di porta a Pago e che attraversa l’ intero borgo, al cui interno è stata creata una fattoria verticale.

Un’esperienza che unisce innovazione tecnologica e agricoltura frutto dell’ intuizione di un giovane ingegnere e del contributo pubblico
La decisione di riqualificare la struttura e destinarla per fini produttivi e sociali, e la realizzazione al suo interno una fattoria verticale è stata resa possibile grazie alla concertazione tra amministrazione comunale, proprietaria della struttura, Agenzia del Demanio, Cassa Depositi e Prestiti e soprattutto all’ intuizione innovativa del giovane Matteo Benvenuti, vera anima del progetto, ingegnere torritese laureatosi presso l’ Università degli Studi di Perugia, specializzato fin dalla tesi nella progettazione di serre verticali e fondatore della società di progettazione Vertical Farm Italia
In particolare si è deciso di optare per una riqualificazione in grado di dare vita ad una attività esperienziale e produttiva allo stesso tempo, che fosse attinente con l’agricoltura, peculiarità della Valdichiana, e potesse adattarsi alla struttura sotterranea all’ interno della quale sarebbe stata svolta.
La scelta è ricaduta su una fattoria verticale, con la riqualificazione del rifugio che rappresenta un collante tra storia, tradizione e agricoltura, per questo nei duecento metri di lunghezza sono inseriti richiami alle tradizioni agricole e agli antichi mestieri della zona, mentre gli ultimi cinquanta metri circa sono stati proprio dedicati alla fattoria verticale.
L’ ingegnere Benvenuti da noi contattato, ha dichiarato come molte delle persone più anziane della cittadina fossero a conoscenza della collocazione del sito, mentre le generazioni più giovani non hanno avuto modo di poterla visitare, quindi anche per rinverdire uno scrigno di memoria si è deciso di farla tornare a nuova vita e ci ha illustrato la struttura.
Un iter un po’ lungo ma che ha portato al risultato sperato
L’ iter che ha portato alla realizzazione ha previsto diverse fasi . L’ idea risale a quattro anni fa, nel 2020 è stato presentato il progetto, problemi burocratici e legati alla pandemia hanno rallentato l’ avvio dei lavori di riqualificazione da parte del comune di Torrita di Siena che sono partiti nel novembre 2022 e terminati a fine luglio 2023, dopodiché si è proceduto all’ effettuazione di test senza le piante, dal 21 agosto si è iniziato con la messa a dimora per arrivare all’ inaugurazione avvenuta lo scorso 15 settembre, attualmente per foglia è stato fatto più di un ciclo mentre pomodori e zucchine sono in fase di raccolta.

Dalla tunnel farm produzione di ortaggi grazie a risorse ridotte e tecnologia attento alla sostenibilità
Fattoria verticale che si adatta molto bene ad essere posizionata all’ interno del tunnel, infatti le caratteristiche termo igrometriche stabili per l’ intero arco dell’ anno permettono di ridurre i consumi energetici.
La fattoria è composta da sono camere di coltivazione, una che funge da filtro, nella quale possono essere svolte attività per le scuole, piccoli corsi di formazione, ecc, e la zona di coltivazione vera e propria. La superficie investita è di 6 m2, equivalenti a 50 m2 di coltivazione in pieno campo, ed è suddivisa in due parti, una dedicata ad ortaggi da frutto e una da foglia, disposti su pareti verticali per un totale di 530 posti pianta per i primi e 24 per i secondi, dove attualmente sono coltivati cetrioli, zucchine, pomodori, peperoncini, insalate, radicchi, sedani, prezzemolo, menta.
Il sistema è interamente automatizzato grazie ad una centralina e sorvegliato da una webcam che permettono di controllare temperatura, luce, gestire la soluzione nutritiva e la climatizzazione.
In particolare l’ impianto si basa su un sistema idroponico a ciclo chiuso che permette di recuperare l’ acqua, il cui consumo è di appena 30 – 40 litri settimana, preventivamente sterilizzata, e rimetterla in circolo evitandone lo spreco (fino al 90% rispetto ad un orto tradizionale) oltre ad un eccessivo utilizzo di elementi nutritivi ma intervenire solo quando necessario così da non alterare i valori di pH e conducibilità elettrica e far sì che possano rimanere sostanzialmente stabili e in linea con quanto stabilito nelle fasi iniziali.
La temperatura standard all’ interno della vertical farm è di 20 gradi e durante le ore di accensione delle lampade il calore dissipato dalle stesse porta la temperatura a 23/24 gradi. Un piccolo problema, se così vogliamo definirlo, è rappresentato dall’ umidità relativa dovuta al fatto di essere realizzato nell’ arenaria, ma comunque gestita grazie a ricircoli d’ aria.
Per tenere sotto controllo eventuali malattie viene utilizzato un processo di sanificazione che sfrutta il processo della fotocatalisi, oltre alla riduzione dell’ umidità relativa e visto che le piante sono acquistate da un vivaio della zona sono oggetto di una fase di quarantena per evitare l’ attacco di agenti patogeni.
Un vantaggio della tunnel farm rispetto al campo aperto è offerto dalla riduzione del ciclo grazie ad una maggiore stabilità e alla costanza delle diverse condizioni ambientali, quali ore di luce, temperatura, umidità e nel minor consumo di risorse (acqua, fertilizzanti, prodotti per la difesa, ecc). Infatti agendo sulle varie componenti è possibile avere disponibili insalate in venti giorni e in cinquanta giorni pomodori.
Naturalmente ad essere completamente manuali sono le fasi di messa a dimora delle piantine e della raccolta, operazioni quest’ ultime affidate a volontari, nell’ottica di una gestione anche da parte di personale non dotato di particolari specializzazioni, con la supervisione di un agrotecnico,
Dalla tunnel farm ricadute sul piano divulgativo e sociale
Tra le ricadute più importanti del progetto senza dubbio quelle sul piano divulgativo e sociale ma anche della sostenibilità.
Nel fine settimana è possibile visitare la struttura e poter apprendere come sia possibile praticare l’ agricoltura non soltanto in pieno campo ma anche in strutture come le serre verticali in ambiente sotterraneo, inoltre dopo alcuni raccolti di prova gli ortaggi, coltivati in chiave sostenibile, verranno utilizzati per la mensa comunale e per persone in difficoltà. Infine uno sbocco ulteriore potrà anche essere quello dell’ utilizzo da parte di aziende dell’agritech.

