Come redazione, Stradenuove si è recata a Catania per partecipare ad ECOMED 2024, la fiera con focus sul Mediterraneo, a cui prende parte anche un’aggregazione di aziende, italiane e straniere, che si stanno coordinando per la riuscita del Project Cargo.
Qui la parte conclusiva dell’intervista a William Munzone in qualità di Amministratore Delegato di MSC Sicilia, per continuare a parlare di tutti gli aspetti collaterali ma necessari per la realizzazione degli impianti eolici offshore.

“Proviamo a creare un gruppo di lavoro, un filo logico tra aziende perché non è un progetto che può essere affrontato da un unico soggetto. Ciascuno con le proprie competenze ed attrezzature, con il proprio capitale umano, va a contribuire alla costruzione di questa filiera con trasportatori, sollevatori, operatori portuali.”
“Tutto dipende da quando uscirà il decreto FER 2, che consentirà alle aziende che stanno programmando di costruire parchi eolici di capire, secondo i business plan che hanno redatto, se il progetto sta in piedi. Dico questo perché, ad oggi, sulla tecnologia floater, possiamo affermare – potrei esser contraddetto ma lo dico – che non esiste un benchmark e, in un progetto in cui non c’è un benchmark di costi viene molto complicato capire come girano i business plan. Per questo dico che saremmo pronti da un punto di vista operativo-tecnico ma non lo saremmo dal punto di vista finanziario. Fare una previsione è difficile: prima si parlava di 2026, che è domani, oggi si parla di 2028 ma rimane da capire come e quanto il Governo sia interessato a creare una filiera di local content, se non al 100% ma almeno con una bella percentuale di aziende italiane che partecipano a questi progetti.”
“Ci proviamo, cammin facendo vediamo se a bordo saliranno altri soggetti, tutti è impossibile. Io credo che per un progetto così nuovo, di alta tecnologia, sarà veramente complesso che ci sia una persona a far tutto – pensando ai floater questi vanno fatti fare a chi già ha cantieri navali e a chi è in grado di costruirli nelle loro 4, 5 mila tonnellate. Ci sarà chi produrrà gli impianti, chi ha le navi, non è un progetto che può essere affrontato da un unico soggetto, anche se robusto e con le spalle larghe.”
“Lo dico con un pizzico di orgoglio e presunzione, abbiamo la fortuna di lavorare in un gruppo dove c’è una persona pensante – non che gli altri non lo facciano, perché il gruppo è pieno di manager che fanno il proprio lavoro, ma ce n’è uno in particolare nonché il fondatore di MSC Sicilia – ovvero il comandante Gianluigi Aponte che ha sempre anticipato un po’ le previsioni economiche, geopolitiche e di quello che succede da un punto di vista della logistica. Quindi, se lui ci crede, sono certo che le cose andranno bene.”
Allora buon lavoro, signor Munzone, insieme andrete lontano e migliorerete il futuro energetico del Paese.
