BRYGER
Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…
I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI
Titolo Originale: Ginga Senpo Briger
Anno di produzione: 1981
Episodi: 39
Edizione italiana a cura di: CEM
Direzione del doppiaggio: Aldo Grimaldi
Sigla: cantata da Franco Martin

Nel futuro, l’anno è il 2111 e il sistema solare è ampiamente colonizzato. I pianeti principali – Marte, Giove e le sue lune, e la Terra – sono abitati e costituiscono la cosiddetta “Federazione Solare”. Tuttavia, la pace è minacciata da criminali, bande spaziali e organizzazioni segrete che seminano caos per conquistare il potere.
Una potente organizzazione criminale chiamata “Nebula” mira a dominare l’intero sistema solare, usando avanzate tecnologie e robot da combattimento.
Per contrastarla entra in scena una squadra di eroi conosciuta come i Cosmoranger J9, composta da quattro membri carismatici e ribelli:
Isaac Godonov (leader e pilota principale), Blaster Kid (il più giovane e irriverente), Steven Bowie (il più serio), Angel Omachi (la donna del gruppo, esperta in comunicazioni e armi).
I Cosmoranger J9 si muovono a bordo della loro astronave trasformabile Bry-Scrander, che si trasforma nel gigantesco robot da combattimento Bryger. Con l’aiuto di questo mecha potentissimo, affrontano missioni pericolose per fermare i piani di Nebula e salvare il sistema solare dal caos.

Io c’ero…*
I membri del team Cosmoranger J9 sono un mix tra samurai erranti, detective hard-boiled e cowboy spaziali, con atteggiamenti da fuorilegge dal cuore d’oro. Questo mix fu volutamente creato per dare alla serie un tono alternativo ai più classici anime robotici del periodo.
Bryger si trasforma da auto sportiva (la Bry-Thunder) a robot gigante, passando per una astronave da combattimento (la Bry-Scrander). Questo triple-form mecha era molto innovativo per l’epoca.
La colonna sonora jazz/funk composta da Joe Hisaishi (il futuro celebre autore delle musiche di Miyazaki e Studio Ghibli!) conferisce alla serie un tono originale e molto moderno per i primi anni ’80.
Nonostante fosse rivolto ai giovani, Bryger affrontava temi come corruzione politica, terrorismo spaziale, libertà individuale e giustizia personale, rendendolo più complesso rispetto ad altri cartoni dell’epoca.

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer
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