Segnaletica fuorilegge e fondi delle multe dirottati: il grido d’allarme
Emergenza sicurezza sulle strade italiane: il 60% dei cartelli è obsoleto o fuorilegge. L’allarme di Assosegnaletica
Paolo Mazzoni è una delle figure di riferimento nel panorama della sicurezza stradale in Italia e un autorevole rappresentante di Assosegnaletica, l’associazione di categoria che all’interno di ANIMA raggruppa i produttori di segnaletica e dispositivi di sicurezza stradale. Da anni in prima linea per la promozione di infrastrutture moderne, sicure e certificate, Mazzoni unisce una profonda conoscenza tecnica e normativa alla determinazione nel denunciare le criticità che mettono a rischio la vita degli automobilisti e degli operatori su strada. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulla situazione della rete viaria italiana, tra mancata manutenzione, insidie dei cantieri e le sfide legate alla guida autonoma.
Partiamo dallo stato di salute delle nostre strade. Qual è oggi il reale stato di manutenzione della segnaletica in Italia? Gli enti locali stanno davvero destinando i proventi delle multe alla sicurezza, come previsto dal Codice della Strada?
Lo stato di manutenzione della segnaletica stradale in Italia è pessimo. Circa il 60% della segnaletica verticale, se verificata con l’attuale Codice della Strada, è fuorilegge perché vecchia, graffitata, incidentata o errata. La segnaletica orizzontale, dal canto suo, non risponde alla normativa europea EN 1436 nell’80% dei casi. Ovviamente parliamo di una media tra tutte le tipologie di strade, ma le carenze più gravi si riscontrano nelle aree urbane. I Comuni avrebbero a disposizione i proventi delle multe per programmare una manutenzione ordinaria e regolare, evitando interventi d’emergenza.
La legge 120 del 2010 aveva stabilito vincoli precisi: l’obbligo di destinare almeno un quarto del 50% degli incassi delle sanzioni (circa il 12,5%) alla segnaletica, con rendicontazione annuale al Ministero dell’Interno. Solo negli ultimi anni i Comuni hanno iniziato a adeguarsi, ma questo vincolo è sempre stato sgradito, in particolare all’ANCI. Nelle proposte per la riforma del Codice della Strada si chiede di fatto di cancellare la legge 120/2010, sostituendola con un impegno generico e senza vincoli di spesa o rendicontazione: sarebbe un passo indietro di oltre trent’anni. I soldi delle multe sono stati spesso usati per altre voci di bilancio che nulla hanno a che fare con la sicurezza. Ai sindaci e ai loro tecnici non è ancora chiaro che è meglio cambiare un segnale stradale vecchio prima che sia lui a cambiare la vita di qualcuno.
Nei cantieri legati ai finanziamenti del PNRR si sta finalmente premiando la qualità certificata dei materiali, come pellicole ad alta rifrangenza o vernici ecologiche, o domina ancora la logica del massimo ribasso?
Nella stragrande maggioranza dei casi prevale ancora la logica del massimo ribasso, a causa della mancanza di un controllo qualificato da parte degli enti appaltanti. Anche se i Criteri Ambientali Minimi (CAM) non sono ancora obbligatori per il mercato della segnaletica stradale, esistono molte certificazioni di prodotto che andrebbero sempre pretese e verificate per avere la certezza di ricevere ciò per cui si paga.
Quali sono i rischi maggiori legati alla segnaletica provvisoria nei cantieri e come intende intervenire Assosegnaletica?
La segnaletica di cantiere è fondamentale perché preavvisa i conducenti dei cambi di velocità e traiettoria, eppure è la più trascurata. Essendo a carico dell’impresa esecutrice, viene spesso considerata solo un costo. Cartelli e sostegni vengono spostati continuamente dai magazzini ai camion finendo sulla strada, accumulando in pochi mesi graffi, abrasioni e danni che li rendono inefficaci. Le conseguenze sono gravissime per gli automobilisti e soprattutto per gli operai. Assosegnaletica promuove per i cantieri l’uso di prodotti con rifrangenza di Classe 2 o superiore e materiali più resistenti all’usura. Chiediamo inoltre controlli più stringenti da parte delle forze dell’ordine e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sull’effettivo rispetto delle norme nei cantieri stradali.
Con l’evoluzione della tecnologia automobilistica, quanto è pronta la segnaletica italiana per la lettura automatica da parte dei veicoli intelligenti e della guida assistita?
Purtroppo, l’Italia, per la scarsa qualità del proprio parco segnaletico, è molto indietro rispetto al resto dei Paesi europei. Questa arretratezza incide negativamente sul dialogo tra la strada e le automobili di nuova generazione, che sono sempre più dotate di sistemi di assistenza alla guida e di guida autonoma.
In conclusione, qual è la priorità immediata e non più rinviabile che Assosegnaletica chiede oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti?
Abbiamo inviato una lettera al Ministro Salvini e inserito le nostre proposte direttamente sul portale del MIT. Le nostre priorità si riassumono in tre punti fondamentali. Primo: destinare obbligatoriamente ogni anno almeno il 10% dei proventi delle multe alla manutenzione programmata della segnaletica, mantenendo la rendicontazione e creando un catasto digitale della segnaletica per pianificare gli interventi (ricordando che i segnali verticali vanno sostituiti ogni 7-10 anni). Secondo: pubblicare subito il “Decreto Contromano”, adottando ufficialmente una segnaletica verticale dedicata ed evitare tragedie su strade extraurbane e autostrade, come già avviene con successo in Europa. Terzo: elevare la rifrangenza della segnaletica verticale da Classe 1 a Classe 2 o superiore per i segnali più importanti (pericolo, prescrizione e indicazione). Un segnale in Classe 2 è visibile da molto più lontano e dura più a lungo nel tempo, riducendo i costi e i cicli di manutenzione.

Stradenuove è anche App!
Gratis, senza registrazione. Notizie, podcast, Web TV sempre con te.
➜ Installa da stradenuove.vipiPhone: Safari → Condividi → Aggiungi a schermata Home Android: Chrome → Installa app

