Alla scoperta dei borghi del Salento

Francavilla Fontana, Cutrofiano, Porto Cesareo, Cavallino, Melendugno, Nardò fra mare, arte e storia

Borghi-gioiello, spiagge di smeraldo, parchi marini, antiche masserie: è il Salento, nel sud della Puglia, bagnato a ovest dallo Ionio e a est dall’Adriatico. L’auto è il migliore mezzo per spostarsi, da noleggiare se si arriva in aereo a Brindisi. Ottima base è, vicino a Meledugno, a Torre dell’Orso, il resort Barone di Mare (baronedimare.it), 4 stelle: ci sono 170 unità abitative, parcheggio, 4 piscine, due bar, diverse strutture sportive, il ristorante Cavaliere e il Centro Benessere Hanais con spa. Una navetta porta alla vicina spiaggia di Torre dell’Orso, dove c’è il lido “Cala Marin”, di fronte alle Due sorelle, i faraglioni gemelli.

Una cerva e un’icona, così nacque Francavilla Fontana

Prima tappa è Francavilla Fontana (BR), la patria del confetto riccio, solo a base di mandorle e zucchero, come lo produce Gianni Tardio (via Margarita, 26). Da vedere al Castello Imperiali (sede del “MAFF”, Museo Archeologico di Francavilla Fontana) la mostra “Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj”, fino al 31 luglio 2026. Pregevole la chiesa dei Padri Liguorini, detta Chiesa d’Oro per i suoi fregi. Ma c’è un’altra chiesa importante, legata alla nascita di Francavilla Fontana e a una leggenda del 1310. Durante una battuta di caccia del Principe Filippo I d’Angiò, qualcuno scagliò una freccia contro una cerva che si abbeverava, ma il dardo rimbalzò senza ucciderla. E dove stava l’animale venne rinvenuta un’icona bizantina della Madonna con il Bambino. Per il Principe fu un segno divino: fece costruire una chiesa dedicata alla Madonna della Fontana (patrona della città) e fondò il nucleo del paese, esentasse (da qui “Franca Villa”). Oggi nella Basilica minore del Santissimo Rosario (o Chiesa Matrice) in Piazza Papa Giovanni XXIII troviamo anche un dipinto che narra la leggenda, opera settecentesca del pittore Domenico Carella.

Le ceramiche di Cutrofiano

La vicina Cutrofiano è terra di ceramiche e nei laboratori di Fratelli Colì, Benegiamo, Nuova Colì si possono seguire le fasi della lavorazione, e negli show room si fanno ottimi acquisti. Poi ci sono in città le botteghe artigianali di Salvino Dedonatis (l’azienda risale al 1660) e di Valentina Andriani, che porta avanti la tradizione di famiglia. Nel Museo della Ceramica, nel Palazzo del Comune, c’è anche una curiosa collezione di fischietti salentini.

Porto Cesareo e le colonne sommerse

E poi il mare. Porto Cesareo, sulla costa ionica della penisola salentina, è sede dell’omonima area naturale marina protetta. Le spiagge di Punta Prosciutto, Torre Lapillo, l’Isola dei Conigli si possono scoprire con le escursioni in taxi boat, ammirando isolette e antiche torri di avvistamento. Per la gioia dei sub e di chi fa snorkelling, nell’area Marina Protetta, a Torre Chianca, troviamo il sito delle Colonne Sommerse coi resti di un naufragio di epoca romana (II-III secolo d.C.).

Cavallino terra dei Messapi e di… tarantole d’arte

La vicina Cavallino è piccola ma ricca di sorprese, come Palazzo Castromediano con la statua del Gigante, la bella Piazza Sigismondo Castromediano con la chiesa madre dedicata a Maria Assunta. Questa fu terra dei Messapi, che arrivarono nell’età del Ferro (IX-VI sec. a.C.), e oggi nell’area archeologica restano alcune specchie (monumenti megalitici), le mura di recinzione e delle tombe. C’è anche un bel frantoio ipogeo, ricordo di quando Cavallino era importante per la produzione di olio lampante. Nel cuore della cittadina c’è il laboratorio “La terra di mezzo” (www.laterradimezzo.org) degli scultori Ferruccio e Isaia Zilli, padre e figlio, che con il ferro realizzano originali creazioni ispirate alla natura salentina: alberi, fiori, pesci, ma anche eleganti tarantole!

Melendugno e la Grotta della Poesia

Melendugno è famosa soprattutto per le spiagge. Dalle calette di Torre Specchia (torre di guardia del XVI secolo) alla spiaggia delle Fontanelle a San Foca, sino ai faraglioni di Torre Sant’Andrea, a Torre dell’orso, a Roca Vecchia è tutto un susseguirsi di arenili, dune, pinete, faraglioni. La vicina Grotta della Poesia è di una bellezza incredibile, in un’area archeologica molto vasta, con la cinquecentesca torre di guardia, tracce romane e messapiche, tombe di guerrieri.

Nardò fra mare e storia

Per restare al mare, il Parco di Porto Selvaggio, una frazione di Nardò immersa nella macchia mediterranea, regala scorci suggestivi sullo Jonio, sul quale si affaccia anche il vicino borgo marinaro di Santa Maria al Bagno, con le Quattro Colonne, i resti della fortezza voluta da Carlo V, oggi simbolo della località. Il centro storico di Nardò è ricco di chiese, spicca la cattedrale della Beata Vergine Maria Santissima Assunta, del 1080. Piazza Salandra è il cuore della città, con la guglia dell’Immacolata al centro, il Sedile (cinquecentesca sede del governo civico), la chiesa di San Trifone, il vecchio palazzo dell’Università (poi pretura) con la colonnata, la fontana del Toro. Il Castello Acquaviva d’Aragona oggi ospita il Comune.

Andare per masserie

Le antiche masserie sono oggi importanti punti di accoglienza. A Francavilla Fontana nella Masseria Tredicina della famiglia Oliva lo chef Marco Pappadà cucina con prodotti locali, e l’enologo Simone Santoro propone vini derivati da antichi vitigni (Contrada Tredicina, 72021, tel. 0831 810918). Alle porte di Mesagne (BR), la Masseria Messapia Wine Resort & SPA (masseria-messapio.amenitiz.io) risale al XVI secolo. Oggi ha bei giardini e camere con piscine private, spesso buen retiro di personaggi famosi. A Melendugno la Masseria Berzario (masseriaberzario.it) è il gioiello di Luciana Poti, che qui produce fragole, olio evo, ortaggi. Ci sono anche ulivi ultracentenari distrutti dalla xylella trasformati dallo scultore Francesco Paglialunga in opere d’arte. A Nardò la Masseria Corsano (masseriacorsano.com) del 1750, fu acquistata nel 2016 dal calciatore Alfred Duncan che l’ha resa un elegante 5 stelle con sole 15 suite e un ottimo ristorante. A Monteroni (LE) Melograni Martino (melogranimartino.com) è l’Azienda Agricola di Daniele De Pascalis, dove si può pranzare e fare pic-nic fra i filari di melograni. A Cutrofiano lo chef Marco Specchia del Ristorante Sirgole orto & Cucina propone ottimi piatti a km 0, c’è anche un B&B con piscina attorniato da piante d’agrumi. (Contrada Sirgole, 21, tel. 3280546981).

A Supersano (Lecce) il Ristorante a Kilometrozero (via Maggiore Galliano, 2e3, tel. 340 1557104e) propone solo prodotti coltivati, pescati e allevati in loco. All’Osteria La Remesa di Cavallino (via Trieste, 17, tel. 0832 6112994) la cucina si basa su piatti prettamente tradizionali. Ottimo pesce in una location sorprendente, quella del ristorante dell’Hotel Belvedere di Torre dell’Orso, dalla cui terrazza con piscina si gode uno splendido tramonto (hotelbelvederesalento.com). Non ultimi, i vini locali. A Cutrofiano, la Cantina di Michele Palamà (vinicolapalama.it) propone aperitivi guidati. E a Leverano (Lecce) si può brindare e cenare nella Cantina Conti Zecca (contizecca.it), che si può visitare. Occasioni per portarsi a casa in bottiglia, un ricordo di questa terra, il Salento, tanto bella quanto ospitale

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