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CANDY CANDY

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Kyandi Kyandi
Anno di produzione: 1976
Episodi: 115
Prima trasmissione in Italia: 1980, Tele Reporter
Edizione italiana a cura di: CITIEMME Registrazioni Sonore
Direzione del doppiaggio: Isa Barzizza e Franca Milleri
Sigla: Rocking Horse – Cristina D’Avena

Siamo vicini al lago Mitchigan, tra il verde di splendidi alberi sempreverdi ed enormi piantagioni. Uno scrigno naturale che racchiude la “vecchia e un po’ cadente Casa di Pony”. Qui non ci sono quadrupedi per la gioia di grandi e piccoli, ma una rotonda signora con occhiali tondi e capelli bianchi, che insieme con una suora, ha consacrato la propria esistenza all’accoglienza, alla cura ed all’educazione di piccoli senza famiglia.

La vita trascorre tranquilla, sino a quando, una sera d’inverno, mentre fuori fioccano leggeri batuffoli di neve candida il pianto lontano di un neonato non richiama l’attenzione di un piccolo ospite della casa di Pony. Tom piange e strepita, sino a quando Suor Maria non acconsente ad uscire e a cercare  tra la neve candida.

Lei e Miss Pony trovano così la piccola Annie e subito dopo, un’altra neonata. A questo punto sono state varie interpretazioni sulla nascita del nome di questa seconda trovatella. Nel manga, semplicemente la cesta è accompagnata da un biglietto: prendetevi cura della piccola Candice. Nella versione anime si decide di chiamarla Candy Candy ‘dato che l’abbiamo trovata nella neve candida’ come dice Suor Maria.

C’è poi la versione nella quale Miss Pony, si chiede quale cognome far seguire a Candy…  Candy ed Annie, trovate nello stesso giorno, crescono insieme e divengono inseparabili. La prima è un vero maschiaccio: decisa, forte, senza paura, altruista. L’altra l’esatto contrario.

Contrariamente alla versione originale, in quella italiana, grazie a un montaggio audio-video, si fa intuire che Terence e Candy si sposeranno. In Giappone, invece, la serie si concluse senza regalare alla protagonista il lieto fine, di coronare il suo sogno d’amore.

Alla serie televisiva hanno fatto seguito due film di montaggio, presentati sul grande schermo e ancora in vendita in Italia su VHS Avo Film: “Candy Candy”, dove si narra la vita della protagonista dall’infanzia fino ai giorni del collegio, e “Candy Candy e Terence” sulla nascita dell’amore tra i due protagonisti.

Io c’ero*

I giornalini di Candy Candy furono omaggiati davanti alle scuole elementari. Il numero uno e due, mitici con i loro gadget allegati, sono rimasti nel cuore di molti, maschi e femmine. La collezione completa della rivista Fabbri oggi vale oltre 1.300 euro

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

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