GOLDRAKE: LA RIVOLUZIONE ROBOTICA (1)
In questa rubrica vi abbiamo presentato parte dei grandi miti animati giapponesi degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage-approfondimenti come questi sui titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come i loro autori
I grandi miti dell’animazione: Dal cortometraggio al fenomeno mondiale – parte 1
Comprendere Goldrake significa viaggiare indietro fino al 1975, quando Go Nagai – già celebre per aver inventato il genere dei super robot – decise di creare qualcosa di diverso dai suoi precedenti successi. Non si trattò di un’idea nata dal nulla, ma dell’evoluzione di un cortometraggio sperimentale che avrebbe cambiato per sempre il panorama dell’animazione giapponese e mondiale. Le origini risalgono a “Uchu Enban Daisenso”, un cortometraggio animato del 1975 creato da Go Nagai e prodotto da Toei Doga, noto anche come “Battlefield of The Space Saucers”[1].
Questo breve film, che in Italia venne distribuito con il titolo “UFO Robot Gattaiger – La grande battaglia dei dischi spaziali”, fu proiettato insieme ad altri corti durante il Toei Manga Festival del marzo 1975. Non era ancora Goldrake, ma già conteneva gli elementi che avrebbero definito la serie: Go Nagai e la Dynamic Productions utilizzarono alcuni elementi e personaggi da questo cortometraggio per creare Grendizer, inclusi Duke conosciuto come Actarus, la famiglia Makiba e persino Blaki[1].

Qualche modifica fu necessaria per rendere il concept più originale, ma la base narrativa era già solida: un principe alieno in fuga, una famiglia terrestre che lo accoglie, un robot straordinario nascosto sotto terra. Il robot che avrebbe conquistato il mondo stava per nascere, anche se nessuno poteva immaginare il successo planetario che lo attendeva, specialmente in Italia dove sarebbe diventato un fenomeno culturale senza precedenti. UFO Robot Grendizer venne sviluppato come sequel del Grande Mazinga dopo che i concept iniziali per un seguito furono rifiutati dalla Toei[1]. L’idea era ambiziosa: dare nuova linfa vitale alla saga robotica di Nagai, ma con un cambio di prospettiva radicale rispetto ai predecessori.
(continua nella prossima uscita – Per leggere tutto il reportage/approfondimento clicca sugli autori che hanno firmato questo articolo: ti appariranno tutti i loro contributi)
Fonti:
- Wikipedia, “Grendizer”

