HEIDI

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
HEIDI

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Alps no Shoojo Heidi
Anno di produzione: 1974
Episodi: 52
Prima trasmissione in Italia: 1978, RAI 1
Sigla: Elisabetta Viviani

Heidi, una bambina svizzera rimasta orfana all’età di 5 anni, viene accompagnata dalla zia Dete in montagna, dal nonno che da parecchi anni vive da solitario sulle Alpi. Trattata all’inizio con indifferenza, a poco a poco Heidi riuscirà con il suo sorriso e la tenerezza della gioventù a conquistare il vecchio orso, e i due imparano a conoscersi e ad amarsi. Heidi trascorre giornate felici al pascolo con il pastorello Peter e le sue amiche caprette.

La bambina si innamora subito della vita di montagna, piena di magie e di svaghi, del cane Nebbia, del gregge e di tutto ciò che la circonda. Un giorno, zia Dete decide di portare la piccola a Francoforte: qui sarà la dama di compagnia di Clara, una bambina poco più grande di lei, rimasta paralizzata in seguito a una grave malattia. In città Heidi non è felice: sente la nostalgia dei monti e del nonno ed è incapace di sottostare alle severe regole dettate dalla governante, la signorina Rottenmeier.

Diventata addirittura sonnambula, anche grazie all’aiuto della nonna di Clara, alla bambina è concesso di ritornare a casa. Pur lontane, Heidi e Clara mantengono una fitta corrispondenza e l’estate seguente si ritroveranno a ridere e scherzare nella baita in montagna. Grazie alla forza di volontà di Heidi, Clara riesce a riacquistare fiducia in se stessa e, lentamente, anche l’uso delle gambe.

Io c’ero*

Fin dalla sua prima messa in onda, “Heidi” ottenne in Giappone un grande successo, tanto da divenire la testimonial nazionale del formaggio svizzero.

Anche in Italia il cartone animato conquistò subito il pubblico, divenendo anche un lungometraggio dal titolo “Heidi torna tra i monti”, ottenuto con un discutibile lavoro di montaggio delle scene tratte dalla serie televisiva. Heidi è la capostipite degli anime in Italia. Probabilmente la prima bambina giapponese della TV animata vista dai doppiatori, che riuscirono a far parlare i personaggi anche quando avevano la bocca chiusa, (e non con un “effetto pensiero). A cantare la sigla, Elisabetta Viviani, che dopo un inizio come la ‘Cristina D’Avena della RAI’, e alcune commedie musicali, è rimasta prigioniera di quel successo musicale ‘planetario’. Ancora oggi, qualunque cosa faccia, le chiedono di cantare la sigla di Heidi… Naturalmente senza rispondere con il coro di parolacce, che accompagnano la versione da discoteca!

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

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