IL CAMMINO DEI BORGHI SILENTI

Un viaggio tra le colline e i borghi dei Monti Amerini. Siamo nell’Umbria sud-occidentale, in provincia di Terni, non lontani dalla più famosa Orvieto

TURISMO
Tempo di lettura:10 Minuti
Monica Riccio
IL CAMMINO DEI BORGHI SILENTI

Un viaggio tra le colline e i borghi dei Monti Amerini. Siamo nell’Umbria sud-occidentale, in provincia di Terni, non lontani dalla più famosa Orvieto

Un viaggio nel tempo tra borghi incantati, castelli inespugnabili, foreste misteriose, un mondo in cui i soli confini sono rappresentati da verdi colline e dal cielo infinito. Il “Cammino dei Borghi Silenti” è mille viaggi in uno: lontano dai soliti itinerari, un percorso in continua scoperta tra storia e tradizioni di un angolo di Umbria tra i meno frequentati, quella sud-occidentale, un emozionante percorso ad anello lungo 86 chilometri che si snoda sulle pendici settentrionali dei Monti Amerini. Suddiviso in quattro tappe della durata di altrettanti giorni, il percorso attraversa luoghi incontaminati e borghi medievali meravigliosi dove regna il fascino del silenzio, dai boschi di lecci e castagni, fino alle mura antiche dei piccoli paesi, una pace che sembra abbracciare e comprendere ogni cosa.

La Storia
Nato nel 2019 da una idea Marco Fioroni e Gabriele Marcheggiani, entrambi “camminatori seriali” e profondi conoscitori delle zone, in breve tempo il “Cammino dei Borghi Silenti” ha saputo conquistarsi una bella fetta di turismo di settore, laddove altrimenti turismo non ce ne sarebbe stato. Considerato uno dei cammini più ambiti d’Italia, il “Cammino dei Borghi Silenti” ha visto concretizzarsi quella che era solo una idea in una realtà oggi perfettamente strutturata che gode del sostegno delle istituzioni e che si è a pieno titolo inserita nelle mete più affascinanti dell’Umbria, specie di quella meno affollata e meno conosciuta.

Il percorso tecnico
Il percorso è di fatto un percorso ad anello che comincia e finisce nel piccolo borgo di Tenaglie – siamo in provincia di Terni, non lontano dalla ben più famosa Orvieto – abbraccia le cime del Croce di Serra e del Melezzole e attraversa i comuni di Montecchio, Guardea e Baschi. Tenaglie, Toscolano, Melezzole, Morruzze, Morre, e poi ancora Acqualoreto, Civitella del Lago, sono i borghi che attendono i camminatori come piccole gemme incastonate fra boschi di lecci e castagni. Può essere affrontato da soli o in gruppi, ed è percorribile sia a piedi che in mountain bike. Le tappe del percorso sono quattro. La prima da Tenaglie arriva a Melezzole e si chiama “Verso la Valle Incantata”. In totale percorre 27,4 chilometri con 993 metri di dislivello in salita e 722 metri in discesa. La difficoltà è media/difficile, ma presenta varianti per accorciare il percorso. Il fondo è 75% su sterrato e 25% su asfalto. La seconda tappa va da Melezzole fino ad Acqualoreto e si chiama “Infiniti Orizzonti”. Un tracciato di 19,8 chilometri, più complesso della prima parte, con un fondo al 95% su sterrato e 5% su asfalto. Il dislivello in salita è di 783 metri, mentre in discesa è di 963 metri. “Tormento ed Estasi” è il nome del terzo percorso che collega Acqualoreto a Baschi, per un totale di 23 chilometri. Il sentiero presenta un dislivello di 695 metri in salita e di 932 metri in discesa. Anche questo tratto è difficile, con il 65% su sterrato ed il 35% su asfalto. Infine, l’ultima parte del viaggio, “Le colline del sole”, parte da Baschi e ritorna al punto di partenza, Tenaglie, in un percorso di 15,3 chilometri. Questo tratti è di media difficoltà, con una salita di 555 metri e 394 metri di discesa. Il fondo è al 65% su sterrato e 35% su asfalto.

Chi può farlo, quando, i consigli
>Generalmente il percorso può essere effettuato da chiunque abbia un discreto allenamento, non essendoci tratti tecnicamente difficili ma solo, com’è ovvio, un po’ faticosi. Si consiglia di valutare bene le proprie capacità fisiche e l’allenamento di cui si dispone, in ogni caso c’è sempre la possibilità di poter accorciare o allungare le tappe a proprio piacimento; in 3–4 giorni per i più allenati e sportivi, 5-6-7 giorni per i meno allenati che vogliano percorrerlo in tutta tranquillità. il percorso a piedi è un po’ più lungo (91 chilometri) e si svolge prevalentemente su strade sterrate, sentieri di montagna e su alcuni brevi tratti di strade asfaltate secondarie. In bicicletta è fattibile esclusivamente con una mountain bike, visto che alcuni tratti sono su sentieri sassosi e accidentati. L’itinerario ricalca per l’80% quello a piedi, tranne alcuni inevitabili punti nei quali neanche la mountain bike può accedervi. Il cammino può essere percorso durante tutto l’arco dell’anno. Il clima, infatti, è quello temperato tipico delle zone interne del centro Italia. I mesi estivi di luglio ed agosto potrebbero essere molto caldi, con temperature superiori ai 30 gradi e presenza di insetti, quindi bisogna valutare con attenzione le esigenze. Il “Cammino” si snoda tra la collina e la media montagna, tra i 350 e i 1.000 metri di quota: poiché gli inverni, pur con possibili episodi freddi e nevosi, sono relativamente miti, può essere percorso durante tutto l’arco dell’anno. Particolare attenzione è raccomandata all’abbigliamento, alle calzature e in generale a tutto l’equipaggiamento necessario (zaino, viveri, acqua, ecc.), occorre organizzarsi in maniera accurata a seconda della stagione nella quale si percorre il cammino. Per coloro che non abbiano una sufficiente esperienza di trekking e orientamento, c’è la possibilità di percorrere il cammino con un accompagnatore esperto che organizzerà tutto il necessario per far vivere a chiunque un’esperienza indimenticabile e in tutta sicurezza. Non è consigliato percorrere il cammino con bambini di età inferiore a 12 anni. E’ possibile invece  percorrere il cammino con un cane tenendo presente però che il percorso è abbastanza impegnativo, specialmente nei mesi estivi.

Dove dormire
Per coloro che amano l’avventura e vogliano affrontare questa esperienza in tenda, esistono diverse possibilità di poter campeggiare lungo il percorso in tutta sicurezza. Lungo il percorso sono presenti una ventina di strutture ricettive convenzionate: tutte le informazioni necessarie sono contenute sulla guida cartacea preordinabile dal sito web del “Cammino”. Data la particolarità dei luoghi attraversati è preferibile sempre partire avendo già prenotato il pernottamento, poiché il cammino si svolge in parte in luoghi poco abitati dove non ci sono servizi pubblici di trasporto. C’è la possibilità, inoltre, di poter alloggiare in varie strutture comunali e donative; questo tipo di alloggi dispongono di letti singoli, matrimoniali o a castello con relativi bagni in comune. I donativi sono selezionati, gestiti in maniera professionale e puliti, sono ad offerta e vengono costantemente monitorati dall’organizzazione. In tali strutture non sono ammessi animali al seguito.

Borghi e luoghi attraversati
I borghi attraversati sono 13, tutti tipicamente umbri e dalle caratteristiche medievali, con storie che affondano ben prima dell’anno mille.
Dal caratteristico borgo di Tenaglie, il cammino sfiora il castello del Poggio Vecchio risalente al VII secolo. Dopo aver attraversato il paese di Guardea si sale verso il crinale dei monti Amerini per poi riscendere nell’affascinante e fiabesco abitato di Santa Restituta. Poi il cammino vira decisamente a nord attraversando Toscolano, Melezzole e poi ancora Morruzze, Morre,Collelungo, Acqualoreto, per scendere all’eremo della Pasquarella, accanto alle affascinanti gole del Forello scavate dalle acque del fiume Tevere. Si sale poi verso Scoppieto e Civitella del Lago, una terrazza mozzafiato sul bacino di Corbara, il monte Peglia e le colline di Orvieto. Tornati sul versante occidentale del percorso, si scende verso Cerreto e l’abitato di Baschi, con il suo caratteristico centro storico ancora intatto. Si risale poi, quasi a conclusione del cammino verso Montecchio, da poco decretato come uno dei borghi più belli d’Italia, dopo aver attraversato la necropoli umbro – etrusca di San Lorenzo. Il cammino si conclude tornando a Tenaglie non prima di aver goduto della vista di palazzo Ancajani, storica residenza dei signori che dominavano i luoghi anticamente.

Curiosità lungo il Cammino
Necropoli Umbro – Etrusca di Montecchio. Le prime fonti scritte su Montecchio sono datate 1154. Il nucleo originario del castello risale al 1165 circa ad opera della famiglia Chiaravalle di Todi che si ritirò qui in seguito alle lotte tra guelfi e ghibellini, mentre nel 1190 si costruì la seconda cerchia fortificata, sia per una maggior difesa del borgo, sia per l’incremento della popolazione; gli ampliamenti andarono avanti fino alla metà del XIII secolo. Sui possedimenti del “Castrum Monticuli” vi governarono i Chiaravalle, gli Alviano, i Baschi e i Colonna; nel XVI secolo fu poi la volta della famiglia degli Atti di Todi, come dimostrano ancora i nomi di alcune strade del centro storico. A partire dal 1607 fu sotto il controllo dei Corsini.

Borgo di Melezzole. L’antico borgo, di forma lievemente ellittica, è uno dei centri medievali meglio conservati della Teverina; in particolare sono ben visibili una buona parte delle mura perimetrali con le antiche torri di difesa e l’assetto architettonico delle vecchie case.

Castello del Poggio. Nel XIII secolo il castello divenne proprietà della famiglia dei signori di Alviano che lo tennero fino al 1581 quando Caterina Cervara, nipote di Bartolomeo d’Alviano, lo portò in dote al marito Ludovico di Marsciano. Successivamente gli abitanti si trasferirono più a valle, dando vita alla nascita dell’attuale centro di Guardea, che da quel momento fece parte dello Stato Pontificio fino all’annessione al Regno d’Italia (1860).

Arco della coscienza planetaria. Nei dintorni, poco fuori Guardea, i resti della chiesa e dell’Eremo di Sant’Illuminata (anno 1007): poco distante è la grotta dove si ritirò in preghiera San Francesco, dormendo sopra un masso di travertino tuttora oggetto di culto.

Santa Restituta. Il piccolo centro mantiene inalterato il fascino dei borghi antichi. Le case si allineano intorno a un strada gradinata che sale verso la parte alta del paese, un tempo occupata da un castello sorto con funzioni di difesa del corridoio bizantino e protagonista di diverse vicende storiche, tra cui la presenza nel 1495, del re di Francia Carlo VII, con 3000 Francesi, che pose i suoi accampamenti sul posto, occupando anche Toscolano e chiedendo il riscatto a Todi. Sui rilievi di Santa Restituta è stato rinvenuto un albero che conta molte centinaia di anni e che pertanto costituisce uno degli esemplari più antichi d’Europa. Si tratta di un acero comunemente chiamato “Acerone” per la sua mole.

Grotta Bella. La Grotta è stata scoperta nel 1902, ma esplorata tra il 1971 e il 1973. Si apre sul fianco del monte Aiola: l’accesso è in parte coperto dalla vegetazione. Dalla apertura iniziale – misura circa 9 metri – si accede a un grande vano ricco di concrezioni stalattitiche e stalagmitiche. Da qui si diramano poi una serie di ambienti minori ove è possibile rilevare notevoli fenomeni carsici. Essi sono collegati da due cunicoli uno dei quali presenta una tale rete di intersecazioni che danno luogo a un vero e proprio labirinto. La grotta però si è rivelata una scoperta particolarmente interessante per la conoscenza della storia dell’uomo. Essa, oltre che per i suoi valori ambientali ha rilievo storico e archeologico poiché, nella cavità, sono stati rinvenuti materiali ceramici di diverse epoche che attestano la presenza di un insediamento già a partire dal Neolitico. Il ritrovamento di una stipe votiva dimostra inoltre che la grotta, a partire dal VI secolo a.C. e fino al 1 secolo a.C., era divenuta luogo di culto. Probabilmente, date le caratteristiche del sito, si trattava di divinità legate alle acque – le cavità naturali costituivano un legame diretto con il mondo sotterraneo – e agricolo-pastorali.

Chiesa della Santissima Annunziata – Edicola votiva di Toscolano. La cappella, antica edicola votiva, si trova alla periferia di Toscolano. È stata scoperta nel 1985. In essa, oltre a molti ex voto donati alla chiesa a seguito di una pestilenza, è visibile un grande affresco, una “Maestà”, attribuita a Piermatteo d’Amelia. Il cielo di Piermatteo d’Amelia (1481 – 83 ca.). Sull’arco della fronte è dipinta una Annunciazione con l’Angelo a sinistra, la Madonna con libro aperto in mano a destra e, al centro in alto il Padre Eterno.

Mogol, il famoso autore di testi di canzoni di successo, per lungo tempo in sodalizio con il cantante Lucio Battisti, ha creato a Toscolano la Città della Musica: è una vera e propria scuola per musicisti, parolieri e cantanti provenienti da ogni parte del mondo che si prefigge la conoscenza e l’approfondimento delle strumentalità di base della musica coniugandole con la libera espressione e la creatività di ciascuno.

Sito internet: www.camminodeiborghisilenti.it

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