LADY GEORGIE

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
LADY GEORGIE

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo originale: Lady Georgie

Anno di produzione: 1983

Episodi: 45

Prima trasmissione in Italia: 1984, Italia 1

Edizione italiana a cura di: Società Arizona di Eddy Cortese

Direzione del doppiaggio: Francesco Marcucci

Sigla: Cristina D’Avena

Lady Georgie
Georgie vive un’infanzia felice crescendo con i due fratelli Abel e Arthur. La piccola ignora di essere soltanto la figlia adottiva dei Buttman, una famiglia di contadini australiani. Quando i due fratellastri, in modi e tempi differenti come la loro personalità, si innamorano di Georgie, la madre caccia di casa la ragazza, per non rovinare l’armonia familiare, già messa a dura prova dalla scomparsa prematura del capofamiglia. Georgie si imbarca fingendosi un ragazzo su una nave che la porterà verso in Inghilterra; ha con sé solo il braccialetto che la lega alle sue vere origini.

A Londra incontra nuovamente Lowell, un giovane nobile conosciuto durante l’inaugurazione ferroviaria nel proprio paese, e tra i due rinasce una nuova, coinvolgente storia d’amore. Arthur, il fratellastro minore, parte alla ricerca di Georgie, ma una volta scoperto il complotto che il duca Dangering trama ai danni della regina Vittoria, è catturato e imprigionato nel castello del giovane nobile.

Georgie e Lowell sono costretti a lasciarsi, poiché il giovane, malato di tisi, deve far ritorno in famiglia. Georgie cerca conforto in Abel, fratellastro maggiore, già marinaio, anch’egli a Londra. I due ritrovano il conte Gerald, padre della ragazza, e finalmente anche lo sfortunato Arthur.

Con il consenso del ritrovato genitore i ragazzi fanno ritorno in Australia.

Lady Georgie
Io c’ero*

Già ai tempi di “Georgie” si effettuavano tagli e rimescolamenti nelle storie giapponesi, per adattare le serie ad un pubblico di minori. Si comincia con le scene di nudo (Georgie e Lowell), sino a tagliare le scene di palese rapporto tra Arthur e il suo spregiudicato rapitore. Ciò per rendere trasmissibili le serie che in terra natia erano destinati ad un pubblico adolescenziale o maturo.

Grazie al successo televisivo, il settimanale “Candy Candy” della Fabbri Editore, per trovare comprimari abbastanza forti da supportare la continuazione della storia di Candy a fumetti -creata e disegnata in Italia- cominciò a pubblicare a puntate, anche il manga di Georgie, colorato e naturalmente censurato. Per sapere tutta la verità sulla storia della giovane australiana si dovrà aspettare l’edizione Star Comics. La sigla è di Baldambembo ed è tra i sound più conosciuti degli anni ’80. Lady Georgie fa parte dei cartoni animati, come “L’incantevole Creamy” e “Kiss me Licia”, che occuparono il pre-serale di Italia Uno. Andavano in onda tra le 19.10 e le 20.00 e diedero del filo da torcere ai telegiornali RAI.

 

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

 

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