L’albedo & infrastrutture stradali: riflettanza e monitoraggio
Con l’aumento delle temperature estive, la strada non può più essere considerata soltanto come una superficie per il traffico, ma come un vero elemento del bilancio energetico
Nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità delle infrastrutture, il tema dell’albedo sta assumendo un ruolo sempre più rilevante anche nel settore stradale. Non si tratta di un concetto astratto o meramente ambientale, ma di un parametro che incide concretamente sul comportamento termico delle superfici, sul microclima urbano e, indirettamente, sulla qualità dello spazio pubblico e sul benessere degli utenti.
Le pavimentazioni stradali tradizionali in conglomerato bituminoso sono generalmente caratterizzate da una colorazione scura e da una limitata capacità di riflettere la radiazione solare. Di conseguenza, esse tendono ad assorbire grandi quantità di calore, contribuendo in modo significativo al fenomeno dell’isola di calore urbana.
Che cos’è l’albedo
Per albedo si intende la quota di radiazione solare che una superficie riesce a riflettere rispetto a quella che riceve. Una superficie con albedo elevato riflette una parte significativa dell’energia incidente e tende quindi a riscaldarsi meno; al contrario, una superficie con albedo basso assorbe più energia e raggiunge temperature più elevate.
Applicato alle infrastrutture stradali, questo concetto diventa particolarmente importante, poiché le pavimentazioni asfaltiche tradizionali, essendo scure, assorbono fortemente la radiazione solare. Il risultato è un aumento della temperatura superficiale, che può influenzare non solo il comfort ambientale dei contesti urbani, ma anche il comportamento della pavimentazione stessa, la temperatura dell’aria in prossimità del suolo e la qualità complessiva dell’ambiente costruito.
Il riferimento alla riflettanza solare nei CAM Strade
Il tema dell’albedo trova oggi un importante collegamento normativo nel riferimento alla riflettanza solare introdotto nei CAM Strade. Questo aspetto segna un passaggio culturale e tecnico molto significativo: la pavimentazione stradale non è più valutata soltanto per le sue prestazioni strutturali, funzionali e manutentive, ma anche per il contributo che può offrire alla mitigazione climatica e alla riduzione del surriscaldamento delle superfici urbane.
L’introduzione del parametro della riflettanza solare nei criteri ambientali minimi rafforza l’idea che la progettazione stradale debba evolvere verso un approccio integrato, nel quale sicurezza, durabilità e sostenibilità ambientale vengano considerate in modo congiunto. In questo quadro, la scelta dei materiali, dei trattamenti superficiali e delle strategie di riqualificazione assume un valore che va oltre la sola prestazione meccanica e si estende alla capacità della strada di dialogare con il clima locale.
Conglomerati con bitumi deasfaltenati
Una delle direzioni più interessanti per affrontare il tema dell’albedo riguarda l’impiego di conglomerati bituminosi prodotti con bitumi deasfaltenati. La riduzione della frazione asfaltenica del legante può contribuire, in certe formulazioni, a rendere più favorevole il comportamento ottico e termico della miscela, soprattutto quando tale scelta sia accompagnata da una progettazione integrata dei materiali.
L’utilizzo di bitumi deasfaltenati può risultare particolarmente efficace se associato a:
- aggregati di colore più chiaro;
- filler o additivi con maggiore capacità riflettente;
- tessiture superficiali studiate in funzione della risposta radiativa;
- eventuali trattamenti superficiali in grado di aumentare la riflettanza.
Il vantaggio potenziale di questa soluzione è quello di intervenire direttamente nella massa del conglomerato, senza limitarsi a una modifica superficiale. Tuttavia, tale scelta deve essere attentamente valutata in relazione ai requisiti tradizionali della pavimentazione, quali:
- aderenza;
- resistenza all’ormaiamento;
- durabilità;
- comportamento all’invecchiamento;
- compatibilità con gli impianti di produzione e con i materiali disponibili localmente.
L’obiettivo, infatti, non è ottenere una pavimentazione semplicemente più chiara, ma una pavimentazione che sappia coniugare prestazione tecnica e risposta climatica.

Vernici e trattamenti ad alta riflettanza
Un secondo approccio consiste nell’utilizzo di vernici o rivestimenti superficiali ad alta riflettanza solare. Si tratta di una soluzione di particolare interesse per ambiti urbani, corsie riservate, piazzali, piste ciclabili, marciapiedi carrabili o sezioni specifiche della piattaforma stradale in cui si voglia ridurre rapidamente il surriscaldamento superficiale.
Questi trattamenti consentono di intervenire anche su superfici esistenti, con il vantaggio di:
- aumentare l’albedo della pavimentazione;
- ridurre la temperatura superficiale estiva;
- migliorare il comfort microclimatico locale;
- introdurre misure di mitigazione in tempi relativamente rapidi.
Allo stesso tempo, essi richiedono particolare attenzione in ordine a:
- durabilità del trattamento sotto traffico;
- mantenimento della riflettanza nel tempo;
- resistenza all’usura e agli agenti atmosferici;
- compatibilità con l’aderenza superficiale;
- costi e frequenza delle manutenzioni successive.
La riflettanza, infatti, non può essere considerata come una caratteristica esclusivamente iniziale o di laboratorio: una superficie molto performante al momento della posa può modificare significativamente il proprio comportamento a seguito di sporcamento, invecchiamento, traffico, bleeding o perdita di tessitura.
Depavimentazione selettiva di alcune sezioni
In alcune situazioni, la risposta più efficace al problema del surriscaldamento non consiste nel modificare la pavimentazione, ma nel ridurre la superficie pavimentata attraverso processi di depavimentazione selettiva.
La depavimentazione può riguardare aree o sezioni della piattaforma stradale che non risultano strettamente necessarie alla funzione viaria principale, come:
- fasce laterali sovradimensionate;
- aree accessorie;
- spartitraffico;
- piazzole o spazi residuali;
- porzioni urbane suscettibili di rinaturalizzazione o permeabilizzazione.
In tali casi, la rimozione di superfici bituminose a favore di aree drenanti, superfici permeabili o spazi verdi può produrre effetti ambientali molto rilevanti:
- riduzione dell’accumulo di calore;
- incremento della permeabilità del suolo;
- miglioramento dell’evapotraspirazione;
- contenimento del deflusso superficiale;
- riqualificazione paesaggistica e climatica dello spazio stradale.
La depavimentazione non va quindi interpretata come una sottrazione di infrastruttura, ma come una sua ricalibrazione funzionale e ambientale, particolarmente utile nei contesti urbani o periurbani in cui la piattaforma stradale presenti superfici eccedenti rispetto alle effettive esigenze di traffico.
La necessità di un approccio integrato
L’incremento dell’albedo, o più in generale della riflettanza solare delle superfici stradali, non può essere perseguito in modo semplificato. Ogni soluzione deve confrontarsi con i requisiti fondamentali della pavimentazione, tra cui:
- sicurezza della circolazione;
- aderenza in asciutto e in bagnato;
- regolaritàsuperficiale;
- resistenza meccanica;
- durabilità sotto traffico;
- comportamento nel tempo in relazione a clima e manutenzione.
Per questo motivo, la scelta tra conglomerati con bitumi deasfaltenati, vernici ad alta riflettanza o depavimentazione selettiva deve essere fondata su una lettura prestazionale complessiva, capace di mettere in relazione:
- comportamento radiativo;
- risposta termica;
- tessitura superficiale;
- aderenza;
- stato manutentivo;
- vocazione funzionale della tratta.
Il ruolo delle prove ad alto rendimento
In questo quadro, risulta fondamentale il ricorso a prove ad alto rendimento, capaci di restituire in modo continuo e georeferenziato lo stato reale delle pavimentazioni. L’obiettivo non è soltanto descrivere il degrado visibile, ma costruire una base conoscitiva utile per orientare le scelte progettuali e manutentive in funzione della sostenibilità e della sicurezza.
Le indagini ad alto rendimento consentono di acquisire informazioni su:
- tessitura superficiale;
- regolarità longitudinale e trasversale;
- macrocaratteristiche geometriche;
- uniformità della superficie;
- difetti localizzati o diffusi;
- condizioni correlate all’aderenza e al drenaggio.
Questo tipo di rilievo è particolarmente importante quando si intenda correlare il tema dell’albedo con il comportamento effettivo della pavimentazione. Una superficie infatti non si caratterizza soltanto per il suo colore o per il suo coefficiente di riflettanza nominale, ma anche per il modo in cui evolve nel tempo sotto l’azione del traffico, degli agenti atmosferici e dell’invecchiamento del legante.
Monitoraggio preventivo con Multi Function Vehicle
Accanto alle prove ad alto rendimento, assume un ruolo decisivo il monitoraggio preventivo eseguito con strumentazione Multi Function Vehicle. Tale approccio consente di rilevare in maniera integrata e sistematica le caratteristiche funzionali e geometriche della pavimentazione, prima della definizione degli interventi.
L’utilizzo di un Multi Function Vehicle permette di:
- mappare in continuo lo stato della rete;
- individuare tratte omogenee e tratte critiche;
- riconoscere le sezioni maggiormente soggette a surriscaldamento o degrado;
- correlare tessitura, aderenza e comportamento superficiale;
- supportare la scelta della soluzione più idonea tra nuova pavimentazione, trattamento riflettente o depavimentazione;
- creare una base dati confrontabile nel tempo, utile anche per verifiche post-operam.
Il monitoraggio preventivo è essenziale per evitare interventi standardizzati su situazioni molto differenti tra loro. Non tutte le sezioni stradali richiedono la stessa risposta tecnica: alcune possono essere idonee a un trattamento superficiale ad alta riflettanza, altre alla realizzazione di conglomerati più performanti dal punto di vista radiativo, altre ancora a interventi di depavimentazione e rinaturalizzazione.
In questo senso, il Multi Function Vehicle non è soltanto uno strumento di misura, ma un vero supporto alle decisioni, capace di collegare la gestione della pavimentazione alla pianificazione ambientale e climatica.

Verso una nuova concezione della pavimentazione stradale
L’attenzione all’albedo e alla riflettanza solare introduce una nuova prospettiva nella progettazione e manutenzione delle strade. La pavimentazione non è più soltanto una struttura portante destinata al transito dei veicoli, ma una superficie attiva che interagisce con il clima, con il bilancio energetico urbano e con la qualità ambientale del territorio.
In tale prospettiva:
- i conglomerati con bitumi deasfaltenati rappresentano una possibile evoluzione dei materiali;
- le vernici e i rivestimenti ad alta riflettanza costituiscono strumenti di intervento rapido e mirato;
- la depavimentazione selettiva offre, ove possibile, una soluzione di forte valore ecologico;
- il monitoraggio preventivo e il rilievo ad alto rendimento diventano condizioni essenziali per scegliere con criterio, misurare gli effetti e programmare gli interventi.

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