Marmalade Boy #6 – I segreti della “Bibbia” di Nicola Bartolini Carrassi
Adattare un anime complesso come Marmalade Boy per il pubblico italiano non era una semplice traduzione, ma una vera e propria operazione di “re-ingegnerizzazione” narrativa
In questa rubrica analiziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione… E non solo. Buona parte del successo riscosso da molti titoli di successo dipende da tutto il lavoro svolto dietro le quinte per localizzare i prodotti, rendendoli irresistibili con iconiche sigle e voci dei personaggi indimenticabili. Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale. E chiaramente, portarvi dove nessuno mai prima: nel backstage!
Negli anni Novanta, il compito di adattare un anime complesso come Marmalade Boy per il pubblico italiano non era una semplice traduzione, ma una vera e propria operazione di “re-ingegnerizzazione” narrativa. Nicola Bartolini Carrassi, appena ventenne ma già dotato di una visione creativa unica, ricevette dalla Deneb e Merak Film l’incarico di rendere la serie accettabile per la fascia ragazzi. Per garantire la coerenza di una trama che si dipanava per oltre 70 puntate, Carrassi creò quella che in gergo tecnico viene definita “Bibbia”.

Questo documento “omnibus” serviva a far sì che ogni dettaglio, biografia e linea temporale coincidesse perfettamente, offrendo un riferimento solido a traduttori e adattatori. Carrassi non si limitò a tradurre, ma ricostruì un passato alternativo per i protagonisti, partendo addirittura dal 1957, anno di nascita ipotizzato per i genitori di Miki e Yuri. In questa cronologia inedita, venivano dettagliati eventi chiave come l’incontro dei genitori ai corsi estivi nel 1969 o la laurea di Katia nel 1979. Grazie a questo meticoloso lavoro, la versione italiana di Piccoli problemi di cuore riuscì a mantenere una propria logica interna, nonostante i necessari cambiamenti rispetto all’originale giapponese, trasformando un cartone animato in un fenomeno culturale generazionale che ancora oggi affascina per la sua complessità strutturale.

(continua nella prossima uscita – Per leggere tutto il reportage/approfondimento clicca sugli autori che hanno firmato questo articolo: ti appariranno tutti i loro contributi)

