Oscar e Maria Antonietta: il simbolismo delle Rose di Versailles #4
Oscar François de Jarijaves, icona centrale del manga, sfida le definizioni binarie di genere vivendo un ruolo maschile pur identificandosi come donna. La sua estetica fu ispirata da Björn Andrésen. Il titolo simboleggia le protagoniste: la Rosa Bianca (Oscar) per la purezza degli ideali; la Rosa Rossa (Maria Antonietta) per la passione e regalità tragica; le rose Gialla, Nera e il Bocciolo per invidia, malvagità e misericordia
In questa rubrica vi abbiamo presentato parte dei grandi miti animati giapponesi degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage-approfondimenti come questi sui titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come i loro autori.
Le Rose di Versailles, il legame indissolubile tra Oscar e Maria Antonietta tra Manga e Anime: Capitolo 4
L’opera seminale di Riyoko Ikeda, Berusaiyu no Bara (Le Rose di Versailles), rappresenta un affresco storico in cui la finzione si mescola perfettamente alla realtà della Rivoluzione francese. Al cuore di questa narrazione si colloca il rapporto complesso e simbiotico tra Oscar François de Jarjayes e Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, due figure legate da un destino speculare di “esseri senza scelta”. Entrambe le donne sono prigioniere di ruoli imposti dall’autorità paterna o politica: Oscar è costretta a vivere come un uomo per garantire la successione militare, mentre Maria Antonietta deve rinunciare alla propria identità per diventare un simbolo della monarchia.

Un’amicizia profonda e ambigua
Oscar non è soltanto la guardia del corpo della Regina, ma la sua unica vera amica in un ambiente dominato dall’intrigo. Tra le due nasce un rapporto di reciproca stima che attraversa i decenni, sebbene si incrinerà progressivamente a causa delle diverse posizioni politiche e dell’amore condiviso per il conte di Fersen. Nel manga, Ikeda esplicita una forte ambiguità sessuale: Maria Antonietta prova un’attrazione per Oscar che flirta con il desiderio romantico, affascinata dalla sua bellezza androgina che rappresenta una via di fuga dalla rigidità dei ruoli femminili di corte. Al contrario, l’anime nobilita questo legame trasformandolo in un’amicizia “pura” e virile, spostando il baricentro emotivo sul triangolo amoroso con Fersen.
Differenze strutturali: focus e protagonismo
Una delle discrepanze maggiori tra i due linguaggi risiede nella focalizzazione narrativa. Il manga è un’opera corale dove Maria Antonietta rimane il perno centrale, specialmente nella prima parte, come suggerito dal titolo originale al plurale che fa riferimento alle diverse “rose” di Versailles. L’anime, invece, identifica immediatamente in Oscar l’asse portante, approfondendone la psicologia e trasformando la Regina in una figura di supporto che diventa progressivamente il simbolo di un ordine sociale da abbattere.

Il tono e l’uso dell’umorismo
Anche il tono generale varia drasticamente: se l’anime è caratterizzato da una tragedia costante, sostenuta da una colonna sonora malinconica e dall’assenza di umorismo, il manga offre disegni più comici e “faccine buffe” che spezzano il dramma. Questi momenti, tipici dello shōjo degli anni ’70, servivano a rendere i personaggi più vicini al giovane pubblico femminile, mentre la serie TV acquisisce, specialmente sotto la regia di Osamu Dezaki, una gravità cinematografica e introspettiva.
La fine di un’epoca: due finali distinti
La rottura definitiva avviene con lo scoppio della Rivoluzione. Nell’anime, il distacco è segnato dal tormento etico di Oscar, che sceglie di stare dalla parte del popolo perché non può più restare inerme di fronte alla sofferenza dei singoli. Il congedo finale nell’anime è una sobrietà straziante, con la Regina che guarda Oscar allontanarsi conscia che non si rivedranno mai più.
La differenza più macroscopica riguarda però l’epilogo:
- L’anime si conclude poco dopo la morte di Oscar durante la presa della Bastiglia, lasciando le vicende finali della famiglia reale a un breve riassunto narrato.
- Il manga prosegue per diversi volumi, dedicando ampio spazio alla prigionia, al processo e alla morte di Maria Antonietta.
In queste pagine finali, Ikeda restituisce alla Regina una statura regale e una dignità eroica nel dolore, permettendole un riscatto morale che l’anime le nega, rendendola una vittima passiva della storia. In definitiva, mentre l’anime è un inno al romanticismo individuale, il manga rimane una lezione di storia e politica che utilizza il legame tra queste due donne per illuminare la nascita della consapevolezza moderna.

(continua nella prossima uscita – Per leggere tutto il reportage/approfondimento clicca sugli autori che hanno firmato questo articolo: ti appariranno tutti i loro contributi)

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