Panchine Autostop, arriva la novità
Da qualche anno nei cantoni svizzeri si è diffuso un nuovo tipo di autostop con panchine ad hoc dove attendere un passaggio
Soluzioni (di trasporto) semplici, economiche e facilmente realizzabili in aree periferiche e di ridotta dimensione. Sono le cosiddette “panchine autostop”, utili strumenti per chi abita in piccole comunità prive di un servizio di trasporto pubblico o privato regolare.
Origini e funzionamento
L’iniziativa è nata in Svizzera, nel canton Ticino, a Lugano dove dal 2018, dopo un periodo di prova di sei mesi, il progetto è stato ufficializzato, seguito poi nella primavera del 2019 dai comuni ticinesi di Capriasca dall’area di Cassarate e nella regione del monte Bré.
Negli anni Settanta l’autostop era sinonimo di libertà e ribellione, avventura, in un periodo storico in cui non tutti i ragazzi avevano l’automobile e i mezzi pubblici erano pochi o costosi. Oggi lo scenario è diverso e l’obiettivo di quest’iniziativa è incentivare piccoli spostamenti locali, tragitti brevi, in aree periferiche, luoghi impervi o dove spostarsi è comunque difficoltoso riducendo l’uso delle auto private ma anche ricostruire legami sociali in comunità isolate e individualiste.
Le “panchine autostop” rappresentano una modalità comoda di spostamento, soprattutto in contesti dove i mezzi di trasporto sono rari fornendo quindi un servizio complementare al classico trasporto pubblico e privato.

Chi cerca un passaggio si siede sulla panchina a bordo strada, opportunamente segnalata e ben visibile agli automobilisti grazie ai colori particolari e ai cartelli esplicativi collocati a fianco delle postazioni e spesso affiancati da codici QR particolarmente utili per turisti e viaggiatori occasionali. Attende quindi che una vettura si fermi per offrirgli uno “strappo” verso la meta desiderata. Eppure non sono solo questi gli utenti delle panchine autostop: ci sono anche utilizzatori abituali come lavoratori che vi ricorrono per recarsi al lavoro la mattina.
A Chateau-d’Oex, comune svizzero montano a 1000 metri di altitudine nel canton Vaud, con poco più di 3400 abitanti e dove la popolazione over 65 rappresenta circa il 25%, l’Amministrazione locale a seguito di incontri, workshop e forum pubblici con i cittadini ha proposto questa iniziativa per migliorare la mobilità venendo incontro alle esigenze di un’ampia popolazione anziana.
Il progetto, potenzialmente estendibile ad altri territori, dove poter creare una rete di trasporto flessibile badata sull’integrazione del trasporto pubblico e privato, ispirata ai valori dell’aiuto reciproco e alle relazioni sociali , per ora non entusiasma i giovani. Cresciuti con smartphone, Uber e localizzazione in tempo reale i ragazzi sono più sospettosi e non si fidano a salire in auto con uno sconosciuto. Chissà che nei piccoli comuni o nelle aree periferiche la panchina autostop non diventi, prima o poi ,una tendenza…

Stradenuove è anche App!
Gratis, senza registrazione. Notizie, podcast, Web TV sempre con te.
iPhone: Safari → Condividi → Aggiungi a schermata Home
Android: Chrome → Installa app

