PIETRAPERTOSA, IL CUORE DELLE DOLOMITI LUCANE

Un borgo tra i più belli d’Italia posto su una rupe di pietra forata domina la Valle del Basento. La forma delle sue montagne rimanda a quella delle dolomiti, i tramonti si colorano di rosa e la spettacolare natura si sorvola a “Volo d’angelo”.

TURISMO
Monica Riccio
PIETRAPERTOSA, IL CUORE DELLE DOLOMITI LUCANE

Un borgo tra i più belli d’Italia posto su una rupe di pietra forata domina la Valle del Basento. La forma delle sue montagne rimanda a quella delle dolomiti, i tramonti si colorano di rosa e la spettacolare natura si sorvola a “Volo d’angelo”.

Pietrapertosa è un borgo medievale in provincia di Potenza posto a 1088 metri di altitudine è il comune più alto della Basilicata. Una posizione strategica la sua, perché tra le rocce nei secoli è sempre risultato ben protetto dalle incursioni che potevano arrivare dalla valle. Ecco perché anticamente da questo borgo vari popoli sono riusciti a dominare la valle del Basento per poi sceglierlo per abitarlo costruendo case e un castello la cui una torretta si erge a difesa dell’intera valle. Inserito nel cuore del Parco delle Dolomiti Lucane, chiamate così grazie alla loro forma che richiama quelle delle vere dolomiti e per il fatto che al tramonto assumono spesso il colore rossastro tipico delle Dolomiti vere e proprie, è immerso nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Preservando la sua natura di roccaforte, Pietrapertosa si snoda fino ai piedi dell’antico e suggestivo castello saraceno anch’esso scavato nella roccia. Proprio qui, nella parte più alta del paese, ci si ritrova all’interno di un mondo magico: l’Arabata, il quartiere più antico che svela le origini arabe del paese e si mostra in tutta la sua bellezza con le piccole case contadine, incastrate l’una nell’altra e quasi poggiate alla roccia scoscesa. Un labirinto di stradine e scalette tutte in salita, costituiscono invece il quartiere rimasto invariato nel tempo. E più ci si addentra nel borgo, più ci si accorge di come Pietrapertosa sia circondata da dirupi scoscesi e un paesaggio mozzafiato. Qui è possibile sorvolare le Piccole Dolomiti Lucane, con il cosiddetto  “Volo dell’Angelo” e si assiste a quello che gli abitanti chiamano il misterioso “matrimonio” tra gli alberi.

Storia
L’antico nome della città deriva da un foro naturale che si trova in una rupe nei dintorni del paese e che in antichità veniva chiamata “Pietraperciata” ovvero “pietra forata”. Rimane ancora oscure l’origine della costruzione della città, ma la tesi storica più acclarata indica l’VIII secolo a.C. come data della sua fondazione ad opera dei Pelasgi durante il loro passaggio nell’Italia meridionale. Qui costruirono le abitazioni nelle zone più basse per poi erigere le fortificazioni nella zona superiore, più protette dalle rocce.

Nel periodo delle invasioni barbariche, il paese è invece occupato da Goti e Longobardi per poi passare sotto la dominazione bizantina, periodo in cui fioriscono le architetture che oggi la rendono particolarmente caratteristica. Nel tempo si sono succedute le invasioni da parte degli Aragonesi e diverse famiglie hanno avuto un ruolo determinante nella storia e nello sviluppo del paese. Pietrapertosa partecipa anche ai moti antiborbonici del 1820 e del 1848, e nel 1860 parte della popolazione si unisce alla spedizione dei mille, mentre, qualche anno dopo, il paese viene coinvolto nel fenomeno del brigantaggio. Storia e cultura qui convivono in un legame indissolubile che è testimoniato dalle architetture dal fascino unico.

Una pesante epidemia di malaria, tra la fine dell’Ottocento e primi del Novecento, unita all’emigrazioni di molti abitanti verso l’America causò lo spopolamento del borgo. Oggi però grazie alla sua storia, al paesaggio naturale e alla rivalutazione delle antiche tradizioni sta conoscendo un nuovo periodo di crescita turistica e culturale. Durante la visita al paese poi si impongono all’attenzione del visitatore i numerosi palazzi signorili dai portali in pietra decorati con fiori, quadrati, iscrizioni.

Cosa vedere

Le Chiese di Pietrapertosa
Nonostante le piccole dimensioni del borgo, Pietrapertosa custodisce edifici storici di una certa rilevanza come le numerose chiese tra cui spicca la Chiesa di San Giacomo Maggiore (Matrice) o Chiesa Madre, edificata nel 1400. Il Convento di San Francesco realizzato nel 1474, custodisce al suo interno il dipinto “Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova” realizzato da Giovanni De Gregorio nel 1631 e numerosi affreschi di Giovanni Luce.

L’Arabata
La zona più caratteristica di Pietrapertosa che merita una visita è il quartiere chiamato l’Arabata, il più antico di Pietrapertosa. Il suo nome trae origine dagli arabi che qui abitarono per quasi 50 anni. È situato nella parte sommitale del paese e la sua struttura è rimasta praticamente immutata nei decenni. Strade strette e vicoli ciechi, casette affilate dall’alto verso il basso, protette dalla roccia in cui sembrano quasi incastonate, una “scultura” dalla bellezza unica.

Qui è ancora possibile vedere le piccole case contadine, tutte arroccate sulla roccia. Insieme alla piccole stradine e alle numerose scalette concorrono a formare un vero e proprio labirinto dove si alternano anche stalle e piccoli orti. In agosto, danze arabe e profumi esotici pervadono il rione in occasione dell’evento “Sulle tracce degli arabi”, in un clima sensuale e festoso.

Il Castello Normanno – Svevo
La visita a Pietrapertosa regala un altro importante tesoro artistico e architettonico: il Castello Normanno-Svevo. Un complesso fortificato risalente al IX secolo, costruito sulla cima della roccia cui si estende la parte alta dell’abitato. Il Castello di Pietrapertosa ha assunto un’importanza strategica grazie alla sua posizione elevata sulla Valle del Basento. Così la funzione militare e di avvistamento diventò quella fondamentale.

Nel XVII secolo fu abbandonato e nel corso del tempo si trasformò in un rudere. Negli ultimi tempi  il Castello venne restaurato e alcuni scavi archeologici hanno riportato alla luce locali di servizio ed importanti reperti che i detriti hanno occultato per lungo tempo.

L’Orologio Solare o Meridiana
L’Orologio Solare o Meridiana di Pietrapertosa è un altro piccolo gioiello del borgo. È collocata sulla facciata di un edificio scolastico in Piazza Plebiscito. Sul quadrante è riportato, in forma stilizzata, uno scorcio del vecchio panorama di Pietrapertosa, dominato al tempo dal caratteristico picco roccioso chiamato “Becco della Civetta” in virtù della sua caratteristica forma. Ora non è più visibile poiché fu abbattuto negli anni ’60 per motivi di sicurezza.

Il percorso delle sette pietre
Un antico tratturo contadino congiunge i comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano da percorrere in circa novanta minuti. Il Percorso è un viaggio nella fantasia e nella tradizione, che si snoda in sette tappe recuperando una storia tratta dal testo “Vito ballava con le streghe” del giornalista lucano Mimmo Sammartino e traducendo in forme visive, sonore ed evocative i temi e le immagini della narrazione. Ogni tappa prevede uno spazio allestito e propone una parola chiave che restituisce il senso del racconto: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio. Nella tappa centrale, quella delle “streghe”, il visitatore apprende l’intera storia, attraverso elementi di suggestione scenografica e sonora.

Natura e parchi
Pietrapertosa rientra nell’area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. Tra incontaminate bellezze paesaggistiche e tracce di una storia millenaria, il Parco è uno degli spazi verdi più belli della regione, in cui è possibile scoprire e conoscere, per l’importante valore naturalistico, storico ed etno-antropologico, tutti segreti che la natura può preservare. Con un’estensione di oltre 27 mila ettari l’area verde comprende la foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, formato da imponenti esemplari di cerro, odorosi tigli, peri e meli selvatici, aceri, ontani e il raro agrifoglio. Qui vivono lupi, tassi, istrici e gatti selvaggi e tra gli uccelli si possono avvistare falchi pellegrini, poiane e picchi muratori.

In questi boschi ogni anno vengono prescelti il tronco e la cima, lo “sposo” e la “sposa”, protagonisti de “La sagra du’ Masc” uno dei numerosi riti arborei celebrati in Basilicata e noti come “Matrimoni tra gli alberi”. Nell’insolito paesaggio del parco si ergono, poi, le maestose rocce di arenaria, che formano le Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa che possono essere sorvolate grazie ad uno dei grandi attrattori lucani “Il volo dell’angelo”. Sulla sommità del Monte Croccia si trovano i resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV secolo a.C.

Il Volo d’Angelo
Il cosiddetto Volo d’Angelo è una delle attrazioni turistiche più conosciute del paese. Si tratta di un percorso adrenalinico, spettacolare ed indimenticabile che permette di passare da Pietrapertosa a Castelmezzano. Tramite un imbracatura con agganci di sicurezza ad un filo d’acciaio, si rimane sospesi a più di 800 metri d’altezza. Il tratto aereo si percorre in circa 90 secondi, sia da soli che in coppia. Si sorvola la valle sottostante e in poco tempo ci si ritrova al borgo di Castemezzano, altro caratteristico borgo della Basilicata, molto simile a Pietrapertosa.

Come arrivare
Si può raggiungere in automobile da Potenza: percorrere la SS 407 Basentana fino all’uscita Albano per Castelmezzano, oppure proseguire fino a Pietrapertosa. Da Melfi: seguire la SS 93 fino alla SS 407 Basentana, quindi andare in direzione Metaponto per 7 Km fino all’uscita Albano per Castelmezzano, oppure proseguire fino all’uscita Pietrapertosa. Da Napoli: Autostrada A3 SA-RC fino allo svincolo di Sicignano, quindi seguire il Raccordo Autostradale Potenza-Sicignano fino a Potenza. Una volta arrivati a Potenza continuare sulla SS 407 Basentana fino all’uscita Albano per Castelmezzano oppure proseguire fino all’uscita Pietrapertosa. Da Bari: seguire le indicazioni per Matera e quindi la SS7 fino all’imbocco della SS 407 Basentana. Andare in direzione Potenza fino all’uscita Pietrapertosa, oppure proseguire fino all’uscita Albano per Castelmezzano. In treno: si arriva a Potenza via Foggia o via Taranto oppure con treni delle Ferrovie Appulo Lucane e poi si  prosegue in autobus o auto. In aereo gli aeroporti più vicini osono quello di Napoli e di Bari da cui bisogna proseguire in autobus o in macchina.

Riferimenti
www.comune.pietrapertosa.pz.it
www.prolocopietrapertosa.it
www.parcogallipolicognato.it
www.volodellangelo.com