Poste aumenta l’offerta su TIM e rinuncia alla soglia del 66,67%

Poste aggiunge 30 centesimi per azione TIM, porta la componente cash a 1,97 euro e rinuncia alla soglia minima del 66,67% dei diritti di voto.

STRADENUIVE-Poste Italiane rilancia l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Telecom Italia (TIM). Il Consiglio di amministrazione ha deliberato un aumento di 0,30 euro della componente in denaro riconosciuta per ciascuna azione TIM portata in adesione e ha rinunciato alla condizione legata al raggiungimento del 66,67% dei diritti di voto.

La decisione è contenuta nel comunicato ufficiale diffuso il 7 settembre 2026. Il nuovo corrispettivo viene indicato come definitivo: Poste precisa che non procederà a ulteriori incrementi.

Il nuovo corrispettivo dell’Opas

Per ogni azione TIM conferita all’offerta, gli azionisti riceveranno 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione e 1,97 euro in denaro. La componente azionaria resta invariata, mentre quella cash sale dagli iniziali 1,67 euro grazie all’aggiunta di 0,30 euro per azione.

Il corrispettivo maggiorato sarà riconosciuto anche a chi ha già aderito: per beneficiare dell’incremento non è richiesta alcuna nuova azione da parte degli aderenti. La stessa struttura sarà applicata alle adesioni raccolte durante l’eventuale riapertura dei termini.

Valore implicito e dimensione dell’operazione

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste del 20 marzo 2026, pari a 21,46 euro, il nuovo corrispettivo esprime una valorizzazione implicita di 6,65 euro per ciascuna azione TIM. Il dato corrisponde, secondo Poste, a un premio del 14,16% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni TIM nella stessa data di riferimento.

Considerando invece il prezzo ufficiale di Poste alla chiusura del 4 settembre 2026, pari a 26,90 euro, la valorizzazione implicita sale a 7,83 euro per azione TIM. Si tratta di valori che dipendono dalla quotazione della componente azionaria e possono quindi variare con l’andamento del titolo Poste.

Nell’ipotesi di adesione totalitaria, il controvalore monetario implicito complessivo dell’offerta sarebbe pari a circa 11,345 miliardi di euro. L’esborso massimo in denaro ammonterebbe a circa 3,362 miliardi. Per sostenere l’incremento della componente cash, Poste ha sottoscritto un finanziamento aggiuntivo fino a 512 milioni di euro con BNP Paribas – Succursale Italia e Mediobanca – Banca di Credito Finanziario.

Rinuncia alla soglia minima

Poste ha inoltre rinunciato alla condizione che subordinava l’efficacia dell’operazione al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di TIM. Di conseguenza, ferme restando le altre condizioni previste dal documento d’offerta, Poste acquisterà le azioni portate in adesione anche se la soglia non sarà raggiunta.

La rinuncia determina la riapertura del periodo di adesione dal 21 al 25 settembre 2026. Il periodo ordinario si conclude alle 17:30 dell’11 settembre; i risultati provvisori sono attesi entro il 14 settembre e quelli definitivi entro il 17 settembre.

Impatto atteso e dividendo Poste

La società stima che l’operazione possa avere un effetto positivo sull’utile per azione dal 2027 e un impatto percentuale a doppia cifra nel 2028. Il rapporto di leva finanziaria pro forma è previsto a circa 1,5 volte alla fine del 2026. Poste ha dichiarato che l’operazione non modifica la propria politica dei dividendi.

Gli azionisti TIM che aderiranno riceveranno inoltre l’acconto sul dividendo Poste relativo all’esercizio 2026, previsto in pagamento il 25 novembre 2026 con stacco della cedola il 23 novembre.

Fonti

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