Prendi il mondo e vai

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
Prendi il mondo e vai

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Touch

Anno di produzione: 1985

Episodi: 101

Prima trasmissione in Italia: 1988, Italia 1

Edizione italiana a cura di: Merak Film

Direzione del doppiaggio: Maurizio Torresan

Sigla: Cristina D’Avena

Prendi il mondo e vai

Tom e Kim sono due gemelli dai gusti differenti, ma dal grande affiatamento. Sono amici d’infanzia di Minami, una ragazza che abita nella casa accanto alla loro.

Kim è un atleta, studente modello; Tom è svogliato, superficiale. Già alle scuole medie, Kim si distingue come lanciatore nel gioco del baseball, e non appena iscritto alle superiori entra a far parte della squadra del Meisei. Qui ritrova, che accetta di fare da manager al club di baseball. Tom sceglie invece di iscriversi nella squadra di boxe.

I mesi passano e il Meisei si qualifica per l’ultima partita del girone eliminatorio che, in caso di vittoria, aprirebbe le porte al campionato nazionale. La sera prima Kim confessa a Minami che, se avrà successo durante l’incontro, chiederà a suo padre il permesso di fidanzarsi con lei. Purtroppo il giorno successivo, nel raggiungere lo stadio, il ragazzo muore in un incidente automobilistico. Tocca ora a Tom sostituire il fratello nella squadra di baseball e nel cuore di Minami…

Prendi il mondo e vai

Io c’ero*:

Sigla stupenda di Massimiliano Pani, edizione italiana carente per i ruoli di contorno. Bravi Donatella Fanfani, Gabriele Calindri e Gigi Rosa, scarsini gli altri. A distanza di quasi dieci anni mi sono trovato a dirigere la versione cinematografica della serie e a distribuire personaggi minori a voci migliori, e il pubblico sembra aver gradito.

Le serie come questa, compresa “Questa allegra gioventù”, hanno avuto una sorte migliore in televisione, mentre in edicola sono stati elegantemente ignorati dal grande pubblico.

 

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

 

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