La serie originale degli anni ’90 censurò pesantemente gli elementi LGBTQ+ per adattarsi a mercati occidentali conservatori. Sailor Moon Crystal preserva fedelmente il manga di Naoko Takeuchi
In questa rubrica vi abbiamo presentato parte dei grandi miti animati giapponesi degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage-approfondimenti come questi sui titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come i loro autori.
Sailor Moon Approfondimento – Capitolo 6: Elementi di Inclusività Queer
Naoko Takeuchi (intervista generica su manga): “Le Outer Senshi simboleggiano amore oltre genere e confini.”
Toei/Viz (annuncio dub 2015): “Preservati elementi queer espliciti da Infinity, senza censure DiC.”
Chiaki Kon: “Relazioni Haruka/Michiru esplicite fin dall’introduzione, fedeli al manga.”
La serie originale degli anni ’90 censurò pesantemente gli elementi LGBTQ+ per adattarsi a mercati occidentali conservatori: Sailor Uranus (Haruka) e Sailor Neptune (Michiru) furono ritratte come “cugine” con dialoghi ambiguati, eliminando baci e tenerezze esplicite, mentre Sailor Star Fighter appariva come maschio in Sailor Stars per evitare controversie.
Sailor Moon Crystal preserva fedelmente il manga di Naoko Takeuchi: la relazione romantica tra Haruka Tenoh e Michiru Kaioh è esplicita fin dall’introduzione nell’arco Infinity, con sguardi intensi, tenerezze fisiche e partnership protettiva intatte, inclusi momenti di intimità come il valzer nel manga ripreso direttamente. Sailor Star Fighter emerge come donna reincarnata di Sailor Star Healer nel finale Stars/Cosmos, mantenendo il tema di amore queer tra Sailor Guardians senza alterazioni di genere, come esplicitato nei film 2021-2023.
Questo approccio celebra la diversità originale concepita da Takeuchi negli anni ’90, dove le Outer Senshi simboleggiano amore oltre genere e confini, attraendo la Generazione Z sensibile a rappresentazioni autentiche e non tokenistiche. L’assenza di filler evita subplot che diluivano queste dinamiche nell’originale – es. gelosie etero forzate – enfatizzando invece il loro ruolo come protettrici cosmiche in triangoli poliamorosi sottili con Pluto (Hotaru).
La supervisione diretta della mangaka ha impedito compromessi commerciali come nelle versioni DiC/Cloverway, rendendo Crystal progressista e fedele al testo originale: “Their love is pure” come descritto nei capitoli Infinity. Viz Media nei doppiaggi inglesi ha mantenuto questi elementi incensurati, contribuendo al revival queer-positive del franchise su piattaforme streaming. Come passa Crystal allo stile visivo che supporta questa fedeltà?
(continua nella prossima uscita – Per leggere tutto il reportage/approfondimento clicca sugli autori che hanno firmato questo articolo: ti appariranno tutti i loro contributi)
L’ANIMAZIONE COME CULTURA MULTIMEDIALE: COMPLESSITÀ, FILOLOGIA E MERCATO GLOBALE NEL PROGETTO “I GRANDI MITI ANIMATI DI STRADE NUOVE”
L’analisi dei flussi culturali transnazionali e dei modelli di consumo mediale ha evidenziato, negli ultimi decenni, una radicale transizione dell’animazione giapponese (anime) da prodotto di nicchia o di mero intrattenimento infantile a pilastro dell’industria globale dell’entertainment. In questo contesto di ridefinizione critica si inserisce il lancio ufficiale de “I Grandi Miti Animati di Strade Nuove”. Il progetto non si configura come l’ennesima testata verticale di taglio nostalgico o amatoriale dedicata ai cartoni animati, ma si impone nel panorama editoriale con il rigore metodologico, la terzietà e l’autorevolezza scientifica di Strade Nuove, testata giornalistica nazionale diretta da Francesco Carrassi e prodotta dalla factory multimediale Phacelia.
La transizione del format — nato come rubrica d’approfondimento analitico e consolidatosi come un hub capace di registrare la quota industriale di un milione di visualizzazioni al mese — verso un ecosistema multimediale totale (comprendente un inserto cartaceo dedicato, un portale web, un canale televisivo verticale e piattaforme social integrate) risponde a una precisa esigenza del mercato: l’applicazione della critica filologica ed economica alle opere grafiche seriali.
1. IL VETTORE METODOLOGICO: UN’ESPERIENZA TRENTENNALE SU SCALA TRANSOCEANICA
Il fondamento scientifico e la legittimità industriale del progetto poggiano sulla traiettoria trentennale di Nicola Bartolini Carrassi (noto nei mercati internazionali con lo pseudonimo operativo di Ryan Carrassi), figura che da tre decenni opera come manager, consulente strategico e creatore di formati nei principali nodi dell’audiovisivo globale.
Il raggio d’azione del suo operato definisce la natura transnazionale del progetto: Giappone ed Estremo Oriente, Stati Uniti, Europa Meridionale e Continentale.
2. DECOSTRUZIONE DEL TESTO: IL MANIFESTO FILOLOGICO DELLA NUOVA SIGLA
A fare da traino acustico e programmatico all’espansione della piattaforma è il lancio del brano ufficiale “I Grandi Miti Animati di Strade Nuove”, interpretato da Jordi Delar feat. Amanda Irameki, con testi di Nicola Carrassi e musiche di J. Dealer.
«Non chiamateli solo disegni o finzioni: sono sogni, cultura, pure emozioni.»
«Ma quando il Sol Levante è arrivato in Italia, qualcosa è cambiato in quella battaglia. Tra tagli, censure e dialoghi invertiti, abbiamo guardato universi feriti.»
3. LA MATRICE SONORA: DALLA SIGLA TV ALLA GRANDE PRODUZIONE EDITORIALE
Il lancio di un progetto editoriale così fortemente caratterizzato dalla componente acustica si connette simmetricamente con la vasta produzione musicale e discografica che ha contrassegnato il percorso di Carrassi.
Il vertice di questo connubio tra industria multimediale e alta cultura è rappresentato dal legame storico con l’opera del Premio Oscar Ennio Morricone.
4. CONCLUSIONI E ARCHITETTURA DEL PROGETTO
“I Grandi Miti Animati di Strade Nuove” si posiziona sul mercato globale del 2026 non come un’operazione nostalgia, ma come un’infrastruttura scientifica di analisi dei media.