Turismo italiano ok, ma ci sono anche i cafoni

Da Nord a Sud Italia i turisti maleducati non mancano. E allora al via le contromisure delle autorità locali

Elicotteri di primo soccorso ostacolato dai “selfiesti”, uso di infradito, organizzazione di feste in vetta accompagnate da musica ad alto volume, trasporto su strada e in acqua abusivo, cumuli di rifiuti in spiaggia. Sono alcuni delle dimostrazioni di inciviltà verificatisi In diverse parti del Belpaese e responsabili, oltre che del danno di immagine, anche del degrado di aree turistiche prestigiose e anche fonti di pericolo.

Di recente a Belluno dove un elicottero del soccorso alpino non ha potuto atterrare nei pressi di un rifugio a causa della presenza di turisti che prendevano il sole sulla piazzola di sosta del 118. Inoltre si sono viste file di vacanzieri con scarpe infradito sul sentiero verso il lago di Sorapis e sentita musica a tutto volume ad alta quota e accampamenti abusivi tra i boschi.

Con la stagione turistica estiva, questi fenomeni frutto dell’overtourism, come pensano in molti, certamente esempi di mancanza di rispetto e maleducazione per il prossimo e l’ambiente, stanno spingendo le istituzioni locali a correre ai ripari con pattugliamenti straordinari e misure di contenimento.

Ad Auronzo di Cadore è stato attivato un contingentamento rigido degli accessi alle Tre Cime di Lavaredo, a Cortina nelle aree extraurbane e sui tracciati escursionistici maggiormente frequentati sono schierati agenti della Polizia provinciale. Il programma operativo, in fase sperimentale, prevede servizi mirati fino a settembre supportati da uno stanziamento di 20 mila euro da parte della giunta al fine di preservare alcune aree critiche dalla maleducazione dei turisti, incoraggiandoli al rispetto dell’ambiente montano.

I comportamenti attenzionati e sanzionati sono quelli che comportano rischi all’ecosistema e/o all’incolumità personale pertanto tra gli interventi sono inclusi: la verifica dell’attrezzatura di chi affronta i sentieri montani, richiamando l’attenzione su un abbigliamento adeguato; il contrasto al campeggio abusivo indirizzando verso strutture e rifugi autorizzati; gestione dei rifiuti prevenendo l’abbandono di questi nei boschi.

Anche il comune di Funes, in Alto Adige, si sta impegnando per contrastare il turismo selvaggi sbarrando le strade ai turisti , aumentando le tariffe del parcheggio e controllo dei vigili., con il coinvolgimento anche ei comuni limitrofi.

Restando al Nord anche Como soffre per la presenza di turisti cafoni. il Comune di Varenna dal 2024 sta combattendo aspramente sia le imbarcazioni abusive, prive delle necessarie autorizzazioni, che i noleggi con conducente (cosiddetti NCC) extra provinciali e taxi extra comunali che operano sul territorio del Lago di Como, con sequestro del veicolo dei trasgressori. Dal 2024 ad oggi si nota un intensificarsi del fenomeno abusivo ma anche il crescente impegno dei controlli e dell’attività sanzionatoria.

Scendendo a sud in Salento, il quadro non è migliore. Nei pressi di Porto Cesareo, sul lato ionico, si incontrano su spiagge conosciute per la loro bellezza e sabbia caraibica, i rifiuti più vari, mozziconi di sigarette sulla sabbia, auto parcheggiate in mezzo alla macchia mediterranea, ombrelloni lasciati il giorno precedente come segnaposti Al punto che il giovane sindaco di Porto Cesareo, Francesco Schito, è sceso in spiaggia con un megafono, promettendo di farlo ogni fine settimana e di non risparmiare multe a chi trasgredisce le regole. Nei pressi di Torre dell’orso, sul versante adriatico, le dune sono calpestate dai bagnati e spianate dalle auto.

Insomma, l’Italia vittima dell’overtourism e anche del bad tourism.

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