L’Uomo Tigre, il campione
Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…
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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI
Titolo Originale: Tiger Mask
Anno di Produzione: 1969
Episodi: 141
Prima trasmissione in Italia: 1982, Rete 4
Edizione italiana a cura di: Play World Film in collaborazione con: CRC Cooperativa Rinascita Cinematografica
Sigla: I cavalieri del re

Allevato dalla Tana delle Tigri; l’Uomo Tigre è un lottatore di catch crudele e sleale. Dietro la maschera, si nasconde Naoto Date, cresciuto in orfanotrofio insieme a Ruriko e suo fratello Bazuki, attuali direttori dell’istituto.
Il piccolo Kenta è un fan di Uomo Tigre, tanto da crescere violento come lui. Ruriko, che riconosce subito il suo vecchio compagno, prega Naoto di cambiare così da rappresentare un idolo positivo per i bambini. E il ragazzo cambia davvero: si ribella all’organizzazione che lo ha addestrato e comincia a frequentare l’orfanotrofio, mantenendo in segreto i piccoli ospiti con i guadagni degli incontri. Diventa un lottatore leale e conquista la fiducia di Inoki e Baba, campioni di catch, ma deve affrontare la vendetta della Tana delle Tigri che non perdona i traditori.
Nove anni dopo, Antonio Inoki, diventato nel frattempo l’unico campione della lotta giapponese, riceve una sfida da parte della Federazione di Lotta Spaziale, una nuova organizzazione che si distingue subito per i metodi violenti e scorretti, nello stile della scomparsa Tana delle Tigri. Con grande sorpresa di tutti, ad aiutare Inoki a raccogliere la sfida è l’Uomo Tigre! Il telecronista ricorda al pubblico che Naoto Date è morto investito da un’automobile mentre cercava di salvare la vita a una bambina. Allora chi è il nuovo Uomo Tigre? Il mistero ricomincia! In realtà, sotto la maschera si nasconde Tetsuo Aku (Tommy), uno degli orfanelli dell’orfanotrofio di Ruriko, fan del primo Uomo Tigre, formatosi poi alla Tana delle Tigri prima della chiusura di questa.

Io c’ero*:
Sia “Tiger Mask” (nome inglese di “Uomo Tigre”) sia Inoki e Baba sono campioni di catch realmente esistiti.
Il video che accompagna la sigla di apertura del cartone animato è l’originale giapponese, anche se privo dei secondi iniziali in cui il telecronista presenta al pubblico il più forte campione di catch di tutti i tempi: L’Uomo Tigre!
E’ una delle serie che hanno accompagnato le generazioni degli anni ‘70 e ‘80, rimaste indimenticabili, pietre miliari di un made in Japan irresistibile, a dispetto della messa in onda non sempre continua.
*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer
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