“Capture Tumor”, la tecnologia che trova i tumori oculari

Trovare i tumori dell’occhio non è mai stato così veloce. In Cina si dimezzano le visite diagnostiche

Una squadra di ricercatori cinesi guidato dalla Sun Yat-sen University ha sviluppato “CaptureTumor”, un’applicazione medica basata sull’intelligenza artificiale in grado di individuare i tumori maligni della superficie oculare tramite una semplice foto scattata con lo smartphone. L’efficacia di questa tecnologia è stata recentemente dimostrata in uno studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica JAMA Ophthalmology.

L’applicazione è stata integrata all’interno di “WeChat”, la piattaforma social e di messaggistica più diffusa in Cina. Questo ecosistema digitale permette agli utenti di effettuare un auto-screening direttamente da casa seguendo pochi passaggi: Ad esempio l’applicazione funziona come le cabine per le fototessere, mostra un riquadro sullo schermo per aiutare l’utente a centrare l’occhio e regolare la messa a fuoco. Poi il sistema scarta in immediato le immagini sfocate. Dopo questi primi passaggi, i casi sospetti, dove l’algoritmo di intelligenza artificiale rileva l’eventuale lesione sospetta, alla fine vengono indirizzati a centri specializzati. Sei mesi di prova nazionale, 614 partecipanti reclutati tra televisione, social e ospedali online, età dai quattro agli ottantasette anni. Analisi finale su 805 immagini di 535 persone.

Soltanto alla fine un oculista specializzato prende in carico la fotografia segnalata dall’intelligenza artificiale entro 24 ore e la revisiona.

Come è evidente, il grosso del lavoro (quello di scrematura) è svolto dall’algoritmo, e per raggiungere un livello di accuratezza paragonabile a quello di uno specialista in carne e ossa, l’algoritmo è stato addestrato utilizzando un archivio medico immenso: ben 12 anni di immagini cliniche ottenute tramite lampada a fessura in diversi centri ospedalieri cinesi. Il modello è stato poi ottimizzato e calibrato per riconoscere i dettagli patologici anche dalle lenti meno stabili delle fotocamere degli smartphone.

Durante la sperimentazione clinica effettuata su scala nazionale in Cina, l’applicazione ha dimostrato dati di efficacia straordinari: come l’89% di sensibilità nell’individuare le neoplasie della superficie oculare. Lo screening ha esaminato centinaia di pazienti portando all’identificazione di 20 tumori maligni confermati dal punto di vista istologico.

Alcuni dei partecipanti esaminati non sapevano assolutamente di essere malati.

Inoltre prima dell’introduzione dell’applicazione, un paziente necessitava in media di 3,69 visite di controllo prima di ottenere la diagnosi corretta; con “CaptureTumor” il dato è sceso a 1,02 rinvii, accelerando drasticamente l’accesso alle terapie.

Ciò che rende CaptureTumor un passo avanti fondamentale nell’applicazione dell’IA alla medicina è la sua struttura definita dagli esperti a “circuito chiuso“. L’applicazione non si limita a generare un responso automatico (che rischierebbe di creare falsi allarmismi o scetticismo), ma unisce l’educazione sanitaria della popolazione, il triage digitale e un canale di reindirizzamento immediato verso i centri oncologici oculari specializzati.

Questo approccio decentralizzato si sta dimostrando una delle armi più efficaci per superare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e decongestionare fisicamente le strutture ospedaliere, portando la medicina preventiva di alta specializzazione direttamente nelle mani delle comunità più isolate o prive di specialisti sul territorio.

Una rivoluzione di questo tipo porta con sé anche non poche questioni etiche, come ad esempio la gestione dello stress sia qualora la diagnosi sia corretta, che altrettanto o ancor peggio nel caso in cui si abbia a che fare con un falso positivo o un falso negativo. In quest’ultimo caso una tale condizione potrebbe portare un paziente a ritardare le cure o a ignorarle completamente non essendoci al contempo la mediazione di un medico. Ma tolto questo c’è anche la questione che i dati biometrici possano finire in mani sbagliate, e per noi europei oltre a questo c’è anche la tutela della privacy che fortunatamente è ancora uno dei fattori che sta a cuore alla popolazione europea ed è regolamentata da norme molto rigide in merito.

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