Gravidanza e caldo estremo
I rischi per mamma e bebè e il decalogo del ginecologo per proteggersi
L’estate mediterranea, ormai sempre più “tropicalizzata”, porta con sé ondate di calore che non sono solo un fattore di disagio, ma un vero e proprio rischio per la salute delle donne in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche della gestazione, come l’aumento del volume del sangue e le alterazioni della termoregolazione, rendono il corpo materno vulnerabile alle alte temperature.
Numerosi studi scientifici sottolineano come l’esposizione al caldo estremo sia associata a un aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e complicanze ostetriche. A fare chiarezza su come difendersi, ci ha aiutato il professor Tullio Ghi, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore (Campus di Roma) e Direttore della UOC Ostetrica e Patologia Ostetrica presso la Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS.
I momenti più delicati
Il pericolo non è lo stesso durante i nove mesi. Secondo il professor Ghi, le finestre temporali più a rischio sono due:
- All’inizio della gravidanza, la nausea e il vomito (iperemesi) portano spesso le donne a bere meno. Se a questo si sommano il caldo e la sudorazione, il rischio di disidratazione diventa altissimo, esponendo la donna a pericolosi squilibri idro-elettrolitici che colpiscono cuore e cervello. “Insieme a bambini e anziani, le donne incinte sono i soggetti più a rischio disidratazione”, spiega il professore.
- Negli ultimi mesi, il corpo della donna abbassa fisiologicamente la pressione per garantire il flusso di sangue alla placenta. L’effetto “vasodilatatore” del caldo estivo può esasperare questa condizione, causando svenimenti e pericolose cadute. Il caldo fa dilatare le vene delle gambe, provocando ristagni di sangue ed edemi (gonfiori). Questa stasi venosa, unita alla sedentarietà, aumenta il rischio di trombosi venose profonde, una delle complicanze più temute in gravidanza poiché può evolvere in embolia polmonare. Il campanello d’allarme? Gonfiore, rossore e dolore a una gamba. In questi casi è fondamentale eseguire un eco-doppler e, se necessario, avviare una terapia medica con eparina sotto stretto controllo. Occorre controllare anche la disidratazione della madre. Nel terzo trimestre, a causa dell’equilibrio osmotico tra i tessuti materni e l’;utero, una scarsa idratazione può causare la riduzione del liquido amniotico. Pur non essendo un motivo di allarme rosso, richiede un monitoraggio stretto: meno liquido indica meno protezione meccanica per il feto contro i traumi addominali e il rischio di compressione del cordone ombelicale.
Il decalogo del Prof. Tullio Ghi per un’estate sicura
Per proteggere mamma e bambino, il professor Ghi ha stilato dieci regole d’oro da seguire durante i mesi caldi:
- Acqua a volontà: Bere almeno 2,5 litri di liquidi (preferibilmente acqua) al giorno.
- Movimento intelligente: Non stop all’attività fisica. Sì a passeggiate di 30 minuti a giorni alterni, ma solo all’alba o dopo il tramonto per aiutare la circolazione ed evitare colpi di calore.
- Sole con cautela: Evitare l’esposizione nelle ore centrali e usare una protezione solare molto alta per prevenire il melasma gravidico (le macchie scure sulla pelle causate dall’ormone MSH).
- Postura e frescura: Evitare di stare in piedi o sedute troppo a lungo (nel caso, tenere le gambe sollevate) e preferire ambienti climatizzati.
- Viaggi sicuri: In aereo (se sopra le 3 ore) o in auto, fare soste frequenti per muovere le gambe. In caso di fattori di rischio (peso o varici), valutare l’eparina profilattica con il medico.
- Calze e docce tiepide: Indossare calze elastiche specifiche per la gravidanza e fare pediluvi o docce tiepido-fresche (mai gelate, per evitare brusche vasocostrizioni). Scegliere abiti chiari e in fibre naturali (cotone, lino).
- Massaggi mirati: I trattamenti drenanti sono utili, ma vanno limitati esclusivamente alle gambe (dalla caviglia alla coscia). Mai toccare addome e schiena per non stimolare contrazioni uterine.
- No a piccante e sbalzi termici: Evitare cibi piccanti (aumentano il sudore) e limitare la caffeina (favorisce la diuresi). No a bevande ghiacciate che possono causare congestioni gastrointestinali.
- Dieta mediterranea e piccoli pasti: Privilegiare frutta, verdura, pesce, carni bianche e olio d’oliva. Limitare i carboidrati complessi e frazionare l’alimentazione in piccoli spuntini leggeri durante il giorno.
- Tolleranza zero per l’alcol: Divieto assoluto in qualsiasi momento della gestazione. L’alcol attraversa rapidamente la placenta, raggiungendo direttamente il feto e danneggiandolo.

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