Boom di trattamenti estetici facciali in Italia

I rimedi estetici iniettabili destinati a viso e collo stanno diventando sempre più popolari nel nostro paese; spesso nascondono insoddisfazioni e ansie

Un aumento di oltre il 125% per i filler di acido ialuronico e oltre il 62% per le iniezioni di tossina botulinica, il cosiddetto “botox”, trattamenti che distendono le rughe e riducono segni dell’invecchiamento e cicatrici rendendo il viso più disteso, sereno e giovane.

La Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast) ha rilevato che nel solo 2024 le iniezioni a scopo estetico sono state più di 760.00, con una crescita annua di quasi il 100%. Altro dato è l’interesse anche nel genere maschile, con una predilezione per i ritocchi sull’area dello sguardo

I motivi dell’uso e i rischi della chirurgia estetica

Il ricorso alla chirurgia estetica, finalizzato al miglioramento dell’aspetto fisico, spesso riflette un disagio interiore, una mancanza o comunque carenza di autostima, che alcuni credono di trovare in questi interventi frutto di innovazione e tecnologie recenti. Cercano di avvicinarsi a modelli ritenuti socialmente accettabili consapevoli che le persone con un’autostima e sicurezza di sé elevate sanno gestire meglio rapporti interpersonali e difficoltà quotidiane.

Psicologia e chirurgia estetica rappresentano un binomio inseparabile: gli specialisti evidenziano un maggior utilizzo degli interventi tra le persone dipendenti dai social media, tendenti alla depressione e/o all’ansia o particolarmente preoccupati di difetti corporei (reali o immaginari che siano).

Individui che puntano a standard spesso irraggiungibili, cercando a tutti i costi l’omologazione per poi restare delusi o insoddisfatti dei risultati in termini di miglioramento dei rapporti sociali. L’esito è quindi una crescente frustrazione, il desiderio di ripetere i ritocchi e spesso anche effetti estetici controproducenti che non fanno altro che ridurre ancor di più l’autostima.

Il lifting facciale è una procedura complessa, dicono gli esperti, per la presenza nel viso di nervi responsabili del movimento dei muscoli mimici la cui lesione può determinare paralisi e altri danni anche permanenti.

Inoltre a seconda dell’età l’intervento può comportare dei gonfiori che possono durare qualche settimana. I rischi sono anche quelli rappresentati da paesi che offrono trattamenti a prezzi competitivi invogliando a finire sotto i ferri di praticanti privi di comprovata esperienza in chirurgia del volto, con conseguenti negative sul proprio aspetto.

Gli esperti consigliano quindi di informarsi accuratamente prima di sottoporsi a un trattamento estetico, soprattutto a un lifting, che va eseguito in una struttura idonea e autorizzata, dotata di sala operatoria attrezzata. Così come di tener conto del decorso post-operatorio, che richiede l’attenzione del personale specializzato tenuto a seguire e monitorare il paziente.

La scelta dello specialista deve basarsi sule competenze, i titoli accademici l’appartenenza a società scientifiche riconosciute dal Ministero della Salute e altri dati che per i medici italiani sono reperibili nella sezione “Anagrafica” del sito FNOMCeO.

Il fenomeno sempre più presente tra i giovani

Non sono solo quanti cominciano a notare i segni dell’età che avanza a cercare nei trattamenti estetici la soluzione alle loro ansie e disagi. I ritocchi spopolano anche tra i più giovani, complici i social media: è qui che molti under 40, cercano l’approvazione altrui tramite la costruzione di un’immagine di sé perfetta (o quasi) sia con filtri digitali messi a disposizione dalle piattaforme che con ritocchi fisici e reali.  Per farsi piacere sia online che offline.

Eloquente è il seguente dato fornito dalla Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica: oltre il 40% degli interventi estetici riguarda la fascia di età compresa tra i 19 e i 35 anni.

Mentre i più “anziani”, dopo aver effettuato per anni trattamenti di medicina estetica con filler di acido ialuronico chiedono i lifting per sistemare i tessuti in modo naturale, puntando in particolare su mandibole e collo, i giovani preferiscono lifting temporale o del terzo medio del volto, interventi mirati a riposizionare i tessuti di guance e regione perioculare.

Considerati i rischi, gli effetti potenzialmente e talvolta realmente nocivi della chirurgia estetica, occorre convincersi che l’accettazione di sé e le buone relazioni con gli altri non sono raggiungibili con rimedi effimeri e puramente fisici. Occorre lavorare a livello psicologico, per ritrovare il benessere e l’accettazione degli altri e, ancor prima, di sé stessi.

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