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	<title>Turismo Archivi -</title>
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	<title>Turismo Archivi -</title>
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		<title>Vacanze di lusso, Versilia regina delle locazioni stagionali più care d’Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Forte dei Marmi si conferma la destinazione più esclusiva d’Italia per gli affitti stagionali di lusso. Secondo un report di idealista/data, ben 16 dei 31 immobili presenti sul mercato con un canone mensile superiore ai 50.000 euro si trovano nella celebre località della Versilia. Tra questi, tre ville raggiungono la cifra record...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – Forte dei Marmi si conferma la destinazione più esclusiva d’Italia per gli affitti stagionali di lusso. Secondo un report di idealista/data, ben 16 dei 31 immobili presenti sul mercato con un canone mensile superiore ai 50.000 euro si trovano nella celebre località della Versilia. Tra questi, tre ville raggiungono la cifra record di 150.000 euro al mese, il prezzo più elevato registrato a livello nazionale.<br />Non è solo Forte dei Marmi a trainare il segmento ultra-premium: l’intera area compresa tra Forte dei Marmi e Pietrasanta concentra infatti il 61% dell’offerta italiana di affitti stagionali di fascia altissima, con 19 annunci su un totale di 31.<br />Sul gradino più alto della classifica si trovano tre proprietà situate a Forte dei Marmi, tutte proposte con un canone mensile di 150.000 euro. Si tratta di residenze esclusive che rappresentano il modello della villeggiatura d’èlite in Versilia: ville di grande prestigio architettonico, caratterizzate da finiture ricercate, ampi spazi verdi privati, piscine e una posizione privilegiata vicino al mare.<br />Subito dopo, sempre a Forte dei Marmi, compare un’altra villa con un canone di 115.000 euro al mese. Nella fascia compresa tra 50.000 e 90.000 euro mensili si trovano poi altri undici immobili situati nello stesso comune, confermando il primato della località nel mercato delle residenze vacanza di lusso.<br />L’unica eccezione toscana al di fuori della Versilia è rappresentata da una prestigiosa proprietà a San Casciano in Val di Pesa, sulle colline fiorentine, proposta a 120.000 euro al mese. L’immobile, secondo la tipologia e la collocazione, potrebbe essere una grande tenuta immersa nel paesaggio del Chianti.<br />Alle spalle della Versilia si posiziona la Maremma Toscana, altro territorio storico del turismo di fascia alta. In particolare, Castiglione della Pescaia registra quattro annunci con canoni compresi tra 50.000 e 90.000 euro mensili, con una villa che raggiunge i 90.000 euro al mese.<br />Sempre in provincia di Grosseto, anche Orbetello entra nella classifica con una proprietà sull’Argentario proposta a 65.000 euro mensili, confermando il ruolo della costa maremmana tra le mete preferite dalla clientela internazionale più facoltosa.<br />Fuori dalla Toscana, il mercato degli affitti stagionali ultra-lusso vede protagoniste alcune delle località italiane più iconiche.<br />In Sardegna, Arzachena, nel cuore della Costa Smeralda, conta due immobili nella fascia più alta del mercato, con canoni di 50.000 e 60.000 euro al mese. Un risultato che conferma il prestigio internazionale della Gallura come destinazione per vacanze di lusso.<br />Sulla Riviera Ligure di Levante spicca invece Santa Margherita Ligure, con due proprietà offerte a 50.000 euro mensili. Sul Lago di Como entra in classifica Cernobbio, con una villa dal canone di 55.000 euro al mese.<br />Chiude la graduatoria una presenza meno tradizionale: una villa a Vibonati, nel Cilento, proposta a 58.000 euro mensili. Un dato che evidenzia come il segmento dell’ultra-lusso stia progressivamente interessando anche località emergenti, oltre alle mete storicamente associate all’èlite internazionale.<br />-foto idealista –<br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>Turismo, Mazzi “Italia da record, in estate regina Europa”</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/turismo-mazzi-italia-da-record-in-estate-regina-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – “I dati confermano che la macro-industria del Turismo, motore del terziario e dell’economia dei servizi, è in pieno fermento e continua a crescere”. Così il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi in audizione a Commissioni riunite Attività produttive Camera e Industria presso l’Aula della Commissione Politiche Ue del Senato. “Nel 2025 – aggiunge...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) –<em> “I dati confermano che la macro-industria del Turismo, motore del terziario e dell’economia dei servizi, è in pieno fermento e continua a crescere”.</em> Così il <strong>ministro del Turismo Gianmarco Mazzi</strong> in audizione a Commissioni riunite Attività produttive Camera e Industria presso l’Aula della Commissione Politiche Ue del Senato.</p>
<p><em>“Nel 2025</em> – aggiunge –<em> il turismo italiano ha registrato nuovi record: 477 milioni di presenze e oltre 185 milioni di arrivi, come attestato rispettivamente da ISTAT e dal Ministero dell’Interno.</em></p>
<p><strong>Anche per l’estate del 2026 l’Italia si conferma regina europea del turismo</strong>, registrando un tasso di saturazione OTA (online travel agency) (51,2%), che è superiore a quello di competitor come Spagna e Francia, ferme rispettivamente al 42,8% e 32,9%, e una tariffa media (153 euro) più bassa rispetto a Spagna (170) e Grecia (195), stando alle elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero”.</p>
<p><em>“In base all’analisi dei dati della piattaforma alloggiati web del Viminale</em> – prosegue -, <em><strong>nel primo semestre del 2026 si registra un notevole incremento del turismo in Italia,</strong> con una crescita complessiva degli arrivi pari al 4,43% rispetto allo stesso periodo del 2025 sull’intero territorio nazionale. </em><em>Per quanto riguarda specificatamente la componente domestica, si è registrato un aumento degli arrivi del 1,97%. Invece, per gli arrivi dall’estero l’incremento è stato del 6,45% rispetto al 2025. </em><em>Si attende una crescita della componente domestica e un ulteriore incremento degli arrivi dall’estero, in particolare dagli altri Paesi europei, anche quale possibile conseguenza della crisi mediorientale. Del resto, il 54% degli europei indica l’Italia come destinazione preferita per le vacanze estive 2026: davanti alla Spagna, ferma al 51%, e con un vantaggio ancora più marcato su Grecia e Francia, rispettivamente al 46% e al 41%”.</em></p>
<p>-foto Ipa Agency-<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Tala Beach, Santanchè e Kunz “Un progetto comune, non una rivincita”</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/tala-beach-santanche-e-kunz-un-progetto-comune-non-una-rivincita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Tala Beach, il nuovo progetto balneare e di ospitalità ideato da Dimitri Kunz D’Asburgo Lorena e Daniela Santanchè a Marina Di Pietrasanta, è al centro della nuova puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, condotto da Jessica Nicolini. L’idea del Tala...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – Tala Beach, il nuovo progetto balneare e di ospitalità ideato da Dimitri Kunz D’Asburgo Lorena e Daniela Santanchè a Marina Di Pietrasanta, è al centro della nuova puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, condotto da Jessica Nicolini.<br />
L’idea del Tala Beach è nata “insieme – spiega la senatrice e imprenditrice -. Dopo che abbiamo venduto il Twiga, abbiamo detto: “Faremo un’altra cosa”. E’ un progetto proprio nostro. “Il nome l’ha scelto Daniela”, rivela Kunz D’Asburgo. “Non ci veniva mai in mente nessun nome – spiega Santanchè -. Poi ho fatto uno studio e ho scoperto che “palma” in aramaico si dice “tala”. Pensavo che Dimitri e mio figlio me l’avrebbero bocciato, sono i giudici peggiori in assoluto, e invece hanno detto che non era male”.<br />
Sul fronte della comunicazione, i due co-fondatori del Tala Beach, coppia non solo nell’imprenditoria ma anche nella vita, hanno uno stile diverso: Kunz D’Asburgo non ha alcun profilo social, mentre per Santanchè si tratta di uno strumento imprescindibile per chi fa il suo mestiere, pur ammettendo di non leggere mai i commenti.<br />
Quanto alla differenza tra la comunicazione negli affari e quella in politica, per Santanchè “nel business è importantissima per far crescere un marchio. E’ un lavoro difficile, ma abbiamo dei grandissimi esperti da questo punto di vista. In politica è altrettanto difficile, non puoi sbagliare. Certe volte io sono un pò impulsiva, mi verrebbe da dire delle cose ma poi mi mordo la lingua e lascio passare il tempo”. Per Kunz D’Asburgo “la comunicazione politica ha una difficoltà enormemente più alta rispetto a quella del business. Perchè nel business ci sono dei criteri guida e poi molto dipende dalla creatività e dalla forza del progetto. Invece in politica è più complicato trovare un punto di equilibrio”.<br />
Alla domanda se le manchi il ruolo di ministra del Turismo, Santanchè risponde così: “Per la verità no. c’è un pò di dispiacere perchè volevo portare a compimento dei progetti, ma adesso c’è un bravo ministro, per cui li porterà avanti lui. Io non guardo mai indietro, quello che è stato ieri, guardo quello che sarà domani”.<br />
Sicuramente per Daniela Santanchè Tala Beach “non è una rivincita. Faceva parte dei nostri progetti, e sono molto felice di avere avuto la possibilità di occuparmene di più”.<br />
“E’ già un’estate ottima, fantastica – sottolinea Kunz D’Asburgo -. Abbiamo portato avanti questo progetto in pochissimo tempo, con una squadra fantastica. Abbiamo realizzato tutto questo in pochissimo tempo”.<br />
Infine, i due co-fondatori del Tala Beach rispondono a una domanda sul cuore del format di Power Talks, il “potere della comunicazione”. “Un potere enorme. Tutto è comunicazione. Senza comunicazione non esisterebbero i brand e non esisterebbe il successo”, spiega Santanchè, e per Kunz D’Asburgo “la comunicazione deve essere sostanziale, non deve mai ingannare, ma deve portare l’interlocutore al punto giusto con grande lealtà. Noi vogliamo fare una comunicazione di sostanza e di trasparenza”, conclude.</p>
<p>– Foto Italpress –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Capitale Europea Cultura, Viterbo e Tuscia lanciano sfida al Teatro dell’Unione</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/capitale-europea-cultura-viterbo-e-tuscia-lanciano-sfida-al-teatro-dellunione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 13:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VITERBO (ITALPRESS) – La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 prende il volo all’insegna della partecipazione e della produzione culturale viva e concreta. Un pomeriggio ricco di eventi e performance.Una comunità che si riconosce nella cultura, un territorio capace di fare rete e un progetto che continua a raccogliere competenze,...</p>
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<p>VITERBO (ITALPRESS) – La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 prende il volo all’insegna della partecipazione e della produzione culturale viva e concreta. Un pomeriggio ricco di eventi e performance.<br />Una comunità che si riconosce nella cultura, un territorio capace di fare rete e un progetto che continua a raccogliere competenze, nel segno di una più ampia visione comune. Viterbo e Tuscia fanno la differenza con una kermesse che nel pomeriggio ha trasformato il Teatro dell’Unione e alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico in un laboratorio aperto di idee, spettacoli e incontri.<br />Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti dell’Amministrazione, cui è seguito un percorso costruito come un racconto corale della vivacità culturale della Tuscia. Per tutta la durata dell’evento, il vicesindaco e assessore alla candidatura Alfonso Antoniozzi, affiancato da Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group, ha accompagnato il pubblico sul palco e negli spazi del teatro, introducendo gli artisti e dialogando con loro tra una performance e l’altra, creando un filo narrativo capace di mettere in relazione esperienze, linguaggi e progettualità diverse.<br />Il programma ha preso il via con la Compagnia Teatrale Tetraedro, che ha presentato un estratto della nuova produzione Parenti Serpenti. A seguire, l’Associazione XXI Secolo ha proposto alcune arie tratte da Suor Angelica di Giacomo Puccini, interpretate dal soprano Khatia Jikidze, anticipando la prossima edizione del Premio Fausto Ricci.<br />Il viaggio tra i linguaggi della cultura è proseguito con il Festival Barocco Alessandro Stradella, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle sonorità della Scuola Romana tra Rinascimento e Barocco. Grande interesse ha suscitato anche il talk dedicato all’offerta teatrale della città, con la partecipazione di Consorzio Teatro Tuscia, Camponeschi Production e Teatro San Leonardo, momento di confronto sul ruolo dello spettacolo dal vivo nella crescita culturale del territorio.<br />Contemporaneamente, gli spazi del Teatro dell’Unione si sono trasformati in una vera cittadella della cultura. Immagini dal Sud del Mondo ha proiettato il documentario La Vasca del Capitone di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon; nel foyer Archeoares ha ospitato l’incontro col divulgatore Fulvio Ricci sul racconto dell’arte e della cultura nella Tuscia; mentre TWAIN Centro Produzione Danza, con la direzione artistica di Loredana Parrella e Yoris Petrillo, ha proposto un percorso coreografico tra jazz, blues e musica classica. Per tutto il pomeriggio, il ridotto del teatro ha ospitato l’esposizione fotografica “Beyond the frame” della fotoreporter di Gaza Fatena Mohanna (Immagini dal Sud del Mondo) e l’installazione di Quartieri dell’Arte “da Viterbo al mondo”: un racconto fatto di immagini per dimostrare l’impatto su scala internazionale del festival nella valorizzazione della memoria della Tuscia e nel dialogo con il panorama teatrale del mondo. <br />Nel frattempo, nei resti del Palazzo di Federico II, Medioera Visioni Future, in collaborazione con Archeoares, ha presentato SEGNI, performance site-specific con la danzatrice Diletta Bindi e il musicista Andrea Benedetti, capace di intrecciare danza contemporanea, suono elettronico e patrimonio archeologico in un dialogo tra passato e contemporaneità.<br />Il sipario del Teatro dell’Unione si è chiuso con la performance di JazzUp: un repertorio di Jazz Manouche per chitarra, contrabbasso e violino.<br />Per tutta la durata dell’evento, ad animare i palchetti del primo ordine sono stati anche Italian Human Connections ETS e Associazione Culturale Argot (La Notte di Mezzo).<br />La Festa della Candidatura ha marcato l’identità del percorso verso il 2033, confermando come il progetto Viterbo e Tuscia Capitale Europea della Cultura sia un processo collettivo fondato sulla collaborazione e sulla pratica concreta della produzione e valorizzazione del patrimonio culturale.<br />«La risposta delle nostre realtà culturali, presenti quasi nella totalità, conferma che la candidatura a Capitale Europea della Cultura è un progetto che appartiene all’intero territorio – ha commentato Chiara Frontini, sindaca di Viterbo – Una partecipazione che dimostra quanto sia forte la volontà di costruire insieme una visione condivisa del futuro, nella quale cultura, istituzioni, imprese e cittadini siano protagonisti dello sviluppo della Tuscia».<br />Alfonso Antoniozzi, vicesindaco e assessore alla candidatura, ideatore e coordinatore artistico della manifestazione: «La Festa ha restituito un’immagine autentica della nostra comunità culturale: realtà diverse che dialogano, si contaminano e costruiscono insieme una visione basata su una grande energia creativa. Vedere il Teatro dell’Unione animarsi di spettacoli, incontri e confronti, dimostra che il percorso verso il 2033 già iniziato e in continua crescita».<br />Il percorso di candidatura prosegue ora con le prossime tappe verso il 2033, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali, università, imprese e comunità locali in un progetto di governance condivisa e innovativa che punta a fare di Viterbo e Tuscia un riferimento nel panorama culturale e istituzionale europeo.<br />-foto ufficio stampa evento –<br />(ITALPRESS).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Turismo italiano ok, ma ci sono anche i cafoni</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/turismo-italiano-ok-ma-ci-sono-anche-i-cafoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pamela Preschern]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[#badtourism]]></category>
		<category><![CDATA[#cafoni]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Nord a Sud Italia i turisti maleducati non mancano. E allora al via le contromisure delle autorità locali</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Elicotteri di primo soccorso ostacolato dai &#8220;selfiesti&#8221;, uso di infradito, organizzazione di feste in vetta accompagnate da musica ad alto volume, trasporto su strada e in acqua abusivo, cumuli di rifiuti in spiaggia. Sono alcuni delle dimostrazioni di inciviltà verificatisi In diverse parti del Belpaese e responsabili, oltre che del danno di immagine, anche del degrado di aree turistiche prestigiose e anche fonti di pericolo.</p>
<p>Di recente a Belluno dove un elicottero del soccorso alpino non ha potuto atterrare nei pressi di un rifugio a causa della presenza di turisti che prendevano il sole sulla piazzola di sosta del 118. Inoltre si sono viste file di vacanzieri con scarpe infradito sul sentiero verso il lago di Sorapis e sentita musica a tutto volume ad alta quota e accampamenti abusivi tra i boschi.</p>
<p>Con la stagione turistica estiva, questi fenomeni frutto dell’<em>overtourism</em>, come pensano in molti, certamente esempi di mancanza di rispetto e maleducazione per il prossimo e l&#8217;ambiente, stanno spingendo le istituzioni locali a correre ai ripari con pattugliamenti straordinari e misure di contenimento.</p>
<p>Ad Auronzo di Cadore è stato attivato un contingentamento rigido degli accessi alle Tre Cime di Lavaredo, a Cortina nelle aree extraurbane e sui tracciati escursionistici maggiormente frequentati sono schierati agenti della Polizia provinciale. Il programma operativo, in fase sperimentale, prevede servizi mirati fino a settembre supportati da uno stanziamento di 20 mila euro da parte della giunta al fine di preservare alcune aree critiche dalla maleducazione dei turisti, incoraggiandoli al rispetto dell’ambiente montano.</p>
<p>I comportamenti attenzionati e sanzionati sono quelli che comportano rischi all&#8217;ecosistema e/o all&#8217;incolumità personale pertanto tra gli interventi sono inclusi: la <strong>verifica dell’attrezzatura</strong> di chi affronta i sentieri montani, richiamando l&#8217;attenzione su un abbigliamento adeguato; il <strong>contrasto al campeggio abusivo</strong> indirizzando verso strutture e rifugi autorizzati; gestione dei rifiuti prevenendo l&#8217;abbandono di questi nei boschi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63097" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/foto-di-d-ng-nhan-su-pexels.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p>
<p>Anche il comune di Funes, in Alto Adige, si sta impegnando per contrastare il turismo selvaggi sbarrando le strade ai turisti , aumentando le tariffe del parcheggio e controllo dei vigili., con il coinvolgimento anche ei comuni limitrofi.</p>
<p>Restando al Nord anche Como soffre per la presenza di turisti cafoni. il Comune di Varenna dal 2024 sta combattendo aspramente sia le imbarcazioni abusive, prive delle necessarie autorizzazioni, che i noleggi con conducente (cosiddetti NCC) extra provinciali e taxi extra comunali che operano sul territorio del Lago di Como, con sequestro del veicolo dei trasgressori. Dal 2024 ad oggi si nota un intensificarsi del fenomeno abusivo ma anche il crescente impegno dei controlli e dell&#8217;attività sanzionatoria.</p>
<p>Scendendo a sud in Salento, il quadro non è migliore. Nei pressi di Porto Cesareo, sul lato ionico, si incontrano su spiagge conosciute per la loro bellezza e sabbia caraibica, i rifiuti più vari, mozziconi di sigarette sulla sabbia, auto parcheggiate in mezzo alla macchia mediterranea, ombrelloni lasciati il giorno precedente come segnaposti Al punto che il giovane sindaco di Porto Cesareo, Francesco Schito, è sceso in spiaggia con un megafono, promettendo di farlo ogni fine settimana e di non risparmiare multe a chi trasgredisce le regole. Nei pressi di Torre dell&#8217;orso, sul versante adriatico, le dune sono calpestate dai bagnati e spianate dalle auto.</p>
<p>Insomma, l&#8217;Italia vittima dell&#8217;<em>overtourism</em> e anche del <em>bad tourism</em>.</p>
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		<item>
		<title>A Napoli, Ischia e Procida per una mini-vacanza</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/a-napoli-ischia-e-procida-per-una-mini-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gloria Ciabattoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[#Ischia]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai misteri di Spaccanapoli al mare e ai panorami delle isole. I nostri consigli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche pochi giorni possono bastare per una vacanza a Napoli, Ischia e Procida. A Napoli la meta è il cuore pulsante della città, Spaccanapoli, che insieme al centro storico è Patrimonio Unesco. E’ un lungo asse viario che attraversa il centro storico della città da ovest a est, dividendo simbolicamente in due l&#8217;antico impianto urbano di origine greco-romana: è una sorta di &#8220;spaccatura&#8221;, da cui deriva il nome di Spaccanapoli, un percorso con diversi tratti che cambiano denominazione, tra cui Via Benedetto Croce e Via San Biagio dei Librai. Lungo questo itinerario si concentra una straordinaria ricchezza di monumenti, edifici storici, chiese, palazzi nobiliari, botteghe artigiane, librerie, caffè e attività commerciali che raccontano oltre duemila anni di storia, e di misteri. In via dei Tribunali vi sono circa 20 edifici di culto, tra cui la Basilica di San Paolo Maggiore (con le colonne del tempio dei Dioscuri), la Basilica di San Lorenzo Maggiore e il Pio Monte della Misericordia che custodisce la celebre opera di Caravaggio &#8220;Le sette opere di Misericordia&#8221;.</p>
<h4><em><strong>Adotta un teschio</strong></em></h4>
<p>Ma è proprio qui, nella strada che è il trionfo della tifoseria e tutto è un inno al calcio e a Maradona, che abbiamo un esempio dello stretto rapporto che lega la città all’aldilà, fra scaramanzia e fede. In via dei Tribunali si trova la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, nota come la chiesa &#8220;delle cape &#8216;e morte&#8221;, e l’ipogeo sotterraneo è il cuore dell&#8217;antico culto delle &#8220;anime pezzentelle&#8221;. In passato (e si dice ancora oggi), le donne “adottavano” un teschio, lo pulivano, lo accudivano e in cambio chiedevano all’anima del defunto protezione e&#8230; i numeri al lotto.. Il teschio qui più famoso è quello di Lucia, coperto da un piccolo velo da sposa.</p>
<p>Al civico 316 di via dei Tribunali c’è l’ingresso della Napoli sotterranea, proprio vicino a via San Gregorio Armeno, la strada famosa per i presepi ma non solo: fra le statuine di politici e calciatori si trovano anche quelle degli attori della serie tv ”Mare fuori”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-63114" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/Maradona-via-Tribunali-scaled-e1783786194465-1024x855.jpg" alt="" width="640" height="534" /></p>
<h4><em><strong>Santa Chiara, un mondo in una piastrella</strong></em></h4>
<p>Assolutamente da vedere la Basilica di Santa Chiara fondata nel 1310 per volontà di Roberto d&#8217;Angiò e della regina Sancia di Maiorca come parte di un grande complesso francescano per monache clarisse e frati minori. Il Chiostro, uno dei simboli di Napoli, fu rinnovato nel 1739 dall&#8217;architetto Domenico Antonio Vaccaro, che aggiunse un bel giardino con viali, panchine e 64 pilastri rivestiti con maioliche realizzate da Donato e Giuseppe Massa. Le decorazioni raffigurano scene di vita quotidiana, paesaggi, motivi floreali e allegorie, e non ci si stanca di guardarle, cercando di scoprire nelle minime figurine i piccoli mondi che racchiudono una vita bucolica e idilliaca forse per far sognare quelle suore qui rinchiuse, che non avevano contati con l’esterno.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-63110" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/Piasterella-S.-Chiara-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<h4><em><strong>Il Cristo Velato</strong></em></h4>
<p>Vicina è anche la Cappella Sansevero, famosa per il Cristo Velato, una straordinaria scultura in marmo realizzata nel 1753 da Giuseppe Sanmartino che raffigura il corpo di Gesù Cristo appena deposto dalla croce, disteso su un materasso e coperto da un sottilissimo velo scolpito nello stesso blocco di marmo. La trasparenza del velo, che lascia intravedere con incredibile realismo i lineamenti del volto, le ferite e le forme del corpo, ha reso quest&#8217;opera famosissima. Fu commissionata da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, misterioso personaggio di grande cultura, inventore e scienziato, che trasformò la cappella di famiglia in un luogo ricco di simboli religiosi, filosofici, massonici ed esoterici. La visita termina nel Duomo di Napoli, dedicato all’Assunta ma celebre per la Cappella del Tesoro di San Gennaro.</p>
<h4><strong><em>Aliscafo per Ischia e Procida</em></strong></h4>
<p>Ischia si raggiunge con gli aliscafi che partono dal Molo Beverello o i traghetti che salpano da Calata Porta di Massa. Ischia è famosa per il Castello Aragonese, e si possono visitare antiche chiese, i resti della Cattedrale dell&#8217;Assunta, conventi, il Monastero delle Clarisse, prigioni, giardini panoramici e terrazze con una splendida vista sul Golfo di Napoli. Un quarto d’ora di Aliscafo e si è a Procida, isola più piccola ma ricca di bellezze, dominata dall’imponente Palazzo d’Avalos, costruito a Terra Murata, il punto più alto dell’isola, nel ‘500 insieme alle mura dalla famiglia D’Avalos, governatori di Procida fino al ‘700. Nel 1830 l’edificio fu trasformato in carcere e fu chiuso solo nel 1988. Le casette colorate sono il leitmotiv dell’isola, suggestive sia che le si ammiri passeggiando sul lungomare, che viste dall’alto, come dal Belvedere dei Cannoni, da dove si gode una delle viste più spettacolari su Marina Corricella. Prima di lasciare l’isola è d’obbligo una sosta in pasticceria per gustare la Lingua di Procida, uno scrigno di pasta sfoglia che racchiude una crema aromatizzata al limone: un piccolo dolce per ricordarci di quest’isola.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-63113" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/Procida-scaled-e1783786223927-1024x983.jpg" alt="" width="640" height="614" /></p>
<h4><em><strong>Dove alloggiare</strong></em></h4>
<p>Il B&amp;B Hotel Napoli, in piazza Garibaldi, è a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale, non è lontano dalle principali attrazioni della città, da Piazza del Plebiscito a Castel dell’Ovo, dal Maschio Angioino al Molo Beverello, da cui partono le imbarcazioni per Capri, Ischia, Procida e Costiera Amalfitana. Dispone di B&amp;B Shop (24 ore su 24) per snack, bevande, gelati, piatti pronti da scaldare e di un Corner Beauty con prodotti per il viso, make-up, solari e pratici set da viaggio. Vicino alla struttura, aperta anche agli amici a quattrozampe pagando un piccolo supplemento, c’è un parcheggio convenzionato, Il B&amp;B Hotel Ischia San Nicola, 3 stelle, è quasi nascosto da rigogliosi giardini, ideale per chi cerca una pausa rigenerante: è in collina, nel versante meridionale dell’isola, a circa 10 minuti d’auto dal porto di Forio e non lontano dalla famosa spiaggia di Citara, collegata da una navetta. L’ hotel ha una bella piscina fra i fiori, e un ristorante dove la cena – a base di specialità locali come il coniglio all’ischitana &#8211; diventa spettacolo quando intervengono artisti locali a suonare canzoni.</p>
<p>Info: https://www.hotel-bb.com/it</p>
<h4><em><strong>Le guide</strong></em></h4>
<p>Civitatis, che ha fornito le ottime guide di Napoli e Procida, è un’azienda leader nella distribuzione online di attività, escursioni e visite guidate nelle principali destinazioni turistiche del mondo, valorizzando cultura, territorio e tradizioni locali. Per maggiori informazioni: civitatis.com</p>
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		<title>Intesa Sanpaolo, la mostra &#8220;Bellezza e Bruttezza&#8221;</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/intesa-sanpaolo-la-mostra-bellezza-e-bruttezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[#bellezzaebruttezza]]></category>
		<category><![CDATA[#gallerieditalia]]></category>
		<category><![CDATA[intesasanpaolo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle Gallerie d'Italia - Milano. Uno dei temi più affascinanti della storia dell’arte occidentale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Milano, 9 luglio 2026</em> – Intesa Sanpaolo apre al pubblico alle Gallerie d’Italia – Milano, <strong>dal 10 luglio al 18 ottobre 2026</strong>, la mostra <strong><em>“Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento”</em></strong>: un percorso espositivo dedicato a uno dei temi più affascinanti della storia dell’arte occidentale, la dialettica tra bellezza e bruttezza, paradigma indissolubile fin dall’antichità classica. Un viaggio nel cuore del Rinascimento per esplorare il sottile confine tra bello e brutto, tra armonia ideale e deformazione grottesca, tra natura e artificio.</p>
<p>L’esposizione, curata da Chiara Rabbi Bernard con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli e realizzata in partnership con il <strong>Bozar – Centro per le Belle Arti di Bruxelles</strong>, è stata presentata per la prima volta nel febbraio 2026 al Bozar – Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e giunge ora a Milano con nuovi importanti prestiti. La mostra riunisce infatti <strong>oltre 100 opere tra sculture, dipinti, disegni, manoscritti e arti decorative</strong>, provenienti da <strong>prestigiosi musei internazionali</strong>, tra cui i Musei Vaticani, il Musée du Louvre, il British Museum, il Museo Nacional del Prado, il Kunsthistorisches Museum di Vienna e la National Gallery of Art di Washington. Tra gli artisti presenti figurano Ludovico Carracci, Bernardino Luini, Paolo Veronese, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Sandro Botticelli, Tintoretto e Michelangelo Buonarroti.</p>
<p><strong>Giovanni Bazoli, </strong>Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: “<em>Dopo il successo riscosso al Bozar di Bruxelles, la mostra “Bellezza e Bruttezza” approda alle Gallerie d’Italia di Milano. Frutto dei prestiti concessi da autorevoli musei nazionali ed esteri, l’esposizione presenta oltre cento opere del Rinascimento italiano e nord-europeo, che trattano uno dei temi più suggestivi e universali della cultura occidentale. Grazie all’impegno profuso da Intesa Sanpaolo a favore dell’arte e della cultura risulta confermato anche da questa iniziativa il ruolo di rilievo ormai acquisito dalle Gallerie d’Italia nel panorama museale nazionale e mondiale.</em>”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-62990" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/DSC8538-1024x683.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p>
<p>Attraverso una selezione di opere provenienti dal panorama italiano e nord-europeo, in particolare fiammingo, la mostra indaga l’evoluzione del concetto del bello e del suo opposto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, mettendo in luce continuità, differenze e trasformazioni culturali.</p>
<p>Il percorso espositivo, progettato dallo Studio Lucchi &amp; Biserni, si apre con una sezione dedicata all’<strong>eredità dell’antichità classica nel Rinascimento</strong>, fondamentale per la definizione dei concetti di bellezza e bruttezza. Nel XV secolo gli artisti seguono il modello dell’antichità, vedendo la bellezza come armonia tra le parti, basata su proporzioni precise. La bruttezza, invece, è ciò che si allontana da queste regole e si avvicina alla realtà naturale. Con la scoperta della Domus Aurea si diffonde anche un’idea diversa di bruttezza, più fantastica e legata al grottesco.</p>
<p>La mostra prosegue con un approfondimento sul tema della <strong>bellezza femminile e del ritratto realistico</strong> nel Rinascimento. Il ritratto riflette il rapporto tra ideale e naturale: i profili ispirati all’antico sono realistici, mentre le “Belle” incarnano un ideale perfetto e, con l’influenza fiamminga e la posa a tre quarti, le figure diventano più dinamiche ed espressive.</p>
<p>Un’ulteriore sezione è dedicata a <strong>Muse</strong>,<strong> Mostri</strong> e<strong> Prodigi</strong>, ovvero figure reali o leggendarie dal carattere eccezionale, che diventano modelli iconografici. Personaggi come Simonetta Vespucci, celebrata per la sua bellezza, o il nano Morgante, percepiti come “mostruosi”, si trasformano in veri archetipi della cultura figurativa rinascimentale. Nel XVI secolo il concetto di artificio diventa sempre più importante: l’arte può non solo correggere la natura, ma anche trasformarla fino a renderla mostruosa. A questo si affianca l’idea di grazia, una qualità che supera i rigidi canoni della proporzione e coinvolge anche l’interiorità e il comportamento, aprendo a una forma di bellezza alternativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-62989" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/DSC8590-1024x683.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p>
<p>Ampio spazio è dedicato al tema del <strong>“farsi bella”</strong>, con la diffusione di trattati e ricettari cosmetici che definiscono e perseguono un ideale estetico preciso. In mostra pettini, specchi e pomandri evidenziano come il trucco, così come l’arte, intervenga sul corpo per perfezionarlo. Tuttavia, l’uso di sostanze nocive poteva produrre effetti paradossali, trasformando i volti e mettendo in discussione il confine tra perfezione e deformità.</p>
<p>Nel clima manierista, la crisi dei modelli assoluti favorisce una maggiore libertà creativa: l’arte abbandona l’imitazione della realtà e mette in discussione i canoni tradizionali. Artisti come Leonardo e Dürer aprono la strada a una nuova attenzione per il deforme e il caricaturale, facendo della bruttezza un soggetto autonomo. Nasce così il concetto di “<strong>bella bruttezza</strong>”, in cui anche il mostruoso, se ben rappresentato, può avere valore estetico.</p>
<p>Il percorso si conclude con il tema delle <strong>coppie mal assortite</strong>, in cui bellezza e bruttezza sono rappresentate insieme nello stesso spazio visivo. In questo genere, affrontato già da Leonardo, il contrasto tra gli opposti diventa elemento espressivo fondamentale, rafforzando l’idea che bello e brutto si esaltino reciprocamente.</p>
<p>La mostra invita così il pubblico a riflettere sul potere dell’arte di reinventare la realtà e mettere in discussione i canoni estetici tradizionali, celebrando la libertà creativa dell’artificio come una delle conquiste più significative del Rinascimento.</p>
<p>Il catalogo della mostra, con un ricco apparato di immagini e testi di approfondimento, è realizzato da <strong>Società Editrice Allemandi.</strong></p>
<p>La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia.</p>
<p>Immagini di allestimento a cura di Maurizio Tosto</p>
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		<item>
		<title>Confturismo, il turismo dei piccoli comuni vale 1,6 miliardi</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/confturismo-il-turismo-dei-piccoli-comuni-vale-16-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – In Italia sono 2.137 i comuni delle aree interne con una vocazione turistica, ma soltanto il 16%, circa 350, riesce attualmente a esprimere in modo efficace il proprio potenziale. Queste destinazioni producono oltre 128 milioni di pernottamenti all’anno e una spesa turistica che vale 25 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalla...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – In Italia sono 2.137 i comuni delle aree interne con una vocazione turistica, ma soltanto il 16%, circa 350, riesce attualmente a esprimere in modo efficace il proprio potenziale. Queste destinazioni producono oltre 128 milioni di pernottamenti all’anno e una spesa turistica che vale 25 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalla ricerca sul turismo nei centri minori di Confturismo – Confcommercio, in collaborazione con Isfort presentata oggi in occasione del convegno “Turismo è Territorio”. Tra gli esempi più significativi figurano alcuni Comuni del Veneto (Caorle, Jesolo e Cavallino Treporti in provincia di Venezia; San Michele al Tagliamento e Lazise, in provincia di Verona) che pur non essendo poli urbani si collocano ai vertici del ranking nazionale delle presenze turistiche. Gli altri 1.787 Comuni, pari a oltre l’80% del totale, registrano livelli di attrattività ancora limitati. Complessivamente generano circa 33 milioni di pernottamenti e una spesa turistica annua di 6 miliardi di euro, evidenziando ampi margini di sviluppo e miglioramento. Una crescita sostenibile dei flussi turistici, in questi territori, potrebbe generare, nei prossimi 5 anni, un incremento di circa 1,6 miliardi di euro di Pil e 14mila nuovi occupati.<br />Il rafforzamento del turismo nelle aree interne potrebbe inoltre contribuire a contrastare lo spopolamento e a distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici sul territorio nazionale. Una sfida che si intreccia però con alcune criticità strutturali: l’84% dei Comuni interessati è classificato come periferico e il 91% come ultraperiferico, con evidenti difficoltà di accesso ai servizi essenziali. Per questo motivo, è prioritario e strategico investire nel miglioramento delle infrastrutture e dei collegamenti di trasporto. In tale prospettiva le risorse del Pnrr e del Fondo complementare sembrano aver prodotto impatti positivi solo nei grandi poli urbani (che assorbono solo il 22% delle presenze turistiche nazionali) senza aver ancora sostanzialmente inciso sulla marginalità (che riguarda buona parte del rimanente 78%). Allo stesso modo il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 che aveva indicato l’accessibilità e la mobilità turistica come due asset strategici per la crescita dell’attrattività del Paese non sembra aver ancora prodotto effetti significativi in proposito. Accanto agli investimenti infrastrutturali, gli esperti individuano nella transizione digitale e nella collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità locali altri fattori chiave per la crescita. “Il turismo è molto più di un settore economico: è uno dei principali interpreti del Sense of Italy, quel patrimonio di cultura, stile di vita, accoglienza e identità che rende il nostro Paese unico nel mondo” ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli “E’ un valore che va oltre il Made in Italy, perchè non si può replicare nè delocalizzare. Le nostre imprese della filiera turistica sono le protagoniste di questa esperienza autentica, alimentano l’attrattività dell’Italia e trasformano ogni viaggio in un legame duraturo con il nostro Paese. Come evidenzia l’analisi presentata oggi, esiste ancora un ampio potenziale turistico da valorizzare, soprattutto dei centri minori che possono e devono svilupparsi, migliorare e diventare più attrattivi. Questa prospettiva si raccorda perfettamente con l’obiettivo della destagionalità e con il nostro progetto Cities che punta sulla rigenerazione urbana anche attraverso il rilancio delle attività commerciali”. L’obiettivo è superare la frammentazione dell’offerta turistica e aumentare la capacità dei territori di attrarre visitatori e investimenti. Le analisi evidenziano infine come i modelli di successo possano rappresentare un riferimento per i territori meno attrattivi. Tra i casi più significativi ci sono il sistema turistico del Trentino, con particolare riferimento alla Val di Fassa, e il modello interregionale del Lago di Garda, fondato su una governance integrata e su un forte coordinamento tra enti locali e regioni. Per Manfred Pinzger, presidente di Confturismo: “i risultati della ricerca dimostrano che i centri minori possono diventare uno dei principali motori di sviluppo del turismo italiano. Investire nella loro valorizzazione significa creare nuove opportunità di crescita economica e occupazionale, ma anche favorire una più equilibrata distribuzione dei flussi turistici, riducendo la pressione sulle destinazioni più affollate e promuovendo un modello di sviluppo più sostenibile. Perchè questo potenziale si traduca in risultati concreti è necessario rafforzare infrastrutture, accessibilità, innovazione e la collaborazione tra istituzioni, imprese e territori. Solo così potremo costruire un turismo capace di generare valore diffuso e duraturo per l’intero Paese”. Per Confturismo è necessario indicare in modo chiaro ed inequivocabile come il contrasto alla concorrenza sleale e all’abusivismo debba rappresentare una priorità assoluta sia per Confturismo che per il ministero. Tale orientamento strategico e operativo si riassume nella richiesta di applicazione rigorosa del principio “stesso mercato, stesse regole”, da sempre alla base delle linee politiche di Confturismo. In particolare viene chiesto al governo la ricalibrazione dei bandi di investimento (Small-Scale), semplificazione ed agevolazione in materia giuslavorista per i contratti stagionali e le prestazioni occasionali, incentivi per la resilienza al cambiamento climatico, incentivi per la diversificazione e l’innovazione dell’offerta turistica, semplificazione dell’autorizzazione agli investimenti per interventi strutturali per favorire la destagionalizzazione,  divieto di addebito di commissioni bancarie sulle transazioni Pos riguardanti le mance elettroniche destinate ai dipendenti e azzeramento dei costi bancari sulla riscossione dell’Imposta di Soggiorno, trattandosi di meri fondi di passaggio riscossi per conto degli enti pubblici.<br />-foto xc3/Italpress-<br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>La grande fuga in montagna</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/la-grande-fuga-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[caro-ombrellone]]></category>
		<category><![CDATA[caro-prezzi vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione turismo]]></category>
		<category><![CDATA[report Touring Club Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze viaggi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino-Alto Adige estate]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo di prossimità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo montagna 2026]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze low cost montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report del Touring Club Italiano per l'estate 2026: l'inflazione spinge i viaggiatori verso le vette e accorcia i soggiorni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’estate 2026 segna una svolta profonda nelle abitudini di viaggio degli italiani. Di fronte a un costo della vita che continua a erodere il potere d&#8217;acquisto, le vacanze non si cancellano, ma si reinventano radicalmente. A fotografare questo netto cambio di rotta sono i <a href="https://www.touringclub.it/notizie/centro-studi/vacanze-estate-2026-gli-italiani-scelgono-italia-montagna-e-viaggi-piu-sostenibili">dati </a>dell&#8217;<strong>Osservatorio </strong><strong>Vacanze del Touring Club Italiano</strong> (condotto su una community di oltre 320 mila persone), che rivelano come la ricerca di sostenibilità economica e il benessere psicologico stiano ridisegnando la mappa del turismo nazionale.</p>
<p>Mentre i rincari colpiscono duro la filiera dei trasporti e dei servizi, i viaggiatori rispondono d&#8217;astuzia, trasformando la necessità in una nuova filosofia di scoperta.</p>
<h4><em><strong>Il sorpasso storico</strong></em></h4>
<p>Il dato più clamoroso del report è il sorpasso della montagna ai danni delle città d&#8217;arte, da sempre pilastri del turismo estivo. A spingere i viaggiatori verso le alte quote è soprattutto la fuga dal &#8220;<strong>caro-ombrellone</strong>&#8221; e dall&#8217;inflazione costiera. Con stabilimenti balneari sempre più proibitivi e il termometro cittadino in costante ascesa, le vette alpine e appenniniche non offrono solo un rifugio rinfrescante, ma una reale alternativa di risparmio e vivibilità.</p>
<p>In questo scenario di &#8220;fuga in quota&#8221;, il <strong>Trentino-Alto Adige</strong> si attesta come la meta italiana in assoluto più gettonata del 2026. La regione si conferma regina grazie a un’offerta strutturata in grado di soddisfare la crescente domanda di turismo <em>open air</em>: ben il <strong>74% degli intervistati </strong>dichiara infatti che dedicherà il proprio tempo a escursioni a piedi o in bicicletta e a visite naturalistiche.</p>
<p>Oggi il vero lusso è il benessere mentale. Il 51% degli italiani dichiara di partire per interrompere i ritmi frenetici quotidiani, e la quiete dei rifugi alpini risponde perfettamente a questo bisogno di decompressione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-62463" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/07/trentino1.jpg" alt="" width="600" height="429" /></p>
<h4><em><strong>La strategia del risparmio</strong></em></h4>
<p>La parola d’ordine per l&#8217;estate 2026 è ottimizzazione del budget. L&#8217;inflazione e le tensioni geopolitiche internazionali condizionano molto i piani del <strong>66% degli italiani</strong>, che ha deciso di blindare i propri consumi rimanendo <strong>entro i confini nazionali</strong>.</p>
<p>Per evitare di rinunciare del tutto alle ferie, i viaggiatori hanno adottato soluzioni strategiche precise per ammortizzare i costi di hotel e carburante:</p>
<ul>
<li><strong>Vacanze &#8220;accorciate&#8221; e frazionate</strong>: Si riduce la durata media del singolo soggiorno. Al posto delle canoniche e costose due settimane consecutive, si preferiscono &#8220;moduli&#8221; più brevi (3-5 giorni), spesso sfruttando i <em>long weekend</em>.</li>
<li><strong>Destinazioni smart</strong>: Accanto alle località montane più blasonate (e inevitabilmente più<br />
care, come Ortisei), cresce l&#8217;interesse per i borghi d&#8217;alta quota meno noti e per il turismo di prossimità (scelto dal 31% della community), dove i costi di ricettività e ristorazione rimangono accessibili.</li>
<li><strong>Bassa stagione e destagionalizzazione</strong>: giugno e settembre registrano un forte incremento di richieste, scelti appositamente per evitare i picchi tariffari di agosto e l&#8217;eccessivo affollamento.</li>
</ul>
<h4><em><strong>Il ritorno dell&#8217;hotel</strong></em></h4>
<p>Una altra tendenza interessante emersa dall&#8217;Osservatorio riguarda le preferenze sugli alloggi. Dopo anni di forte crescita degli appartamenti in affitto, l&#8217;estate 2026 vede il <strong>ritorno in auge di </strong><strong>hotel e villaggi</strong> <strong>(scelti dal 48% del campione)</strong>, che tornano ai livelli pre-pandemici. Al contrario, le case in affitto registrano una leggera flessione (23%), segno che chi decide di investire il proprio budget in una vacanza preferisce la certezza dei servizi inclusi e delle formule &#8220;tutto compreso&#8221; (come la mezza pensione) per evitare le sorprese del caro-carrello nei supermercati delle località turistiche.</p>
<p>La fotografia scattata dal Touring Club Italiano ci mostra un viaggiatore resiliente, informato e fortemente strategico. La grande fuga in montagna non è una rinuncia, ma una risposta matura per difendere il diritto al riposo senza mettere a rischio il bilancio familiare.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Alfredo Staglianò</em></strong></p>
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		<title>In traghetto la vacanza comincia dal viaggio</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/in-traghetto-la-vacanza-comincia-dal-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gloria Ciabattoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[#tipicitàfestival]]></category>
		<category><![CDATA[#traghetto]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Minicrociera in Grecia con Anek Lines Italia. Una vera nave da crociera</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il traghetto Superfast III della Anek Lines (anekitalia.com) parte di sera da Ancona verso la Grecia per una mini- crociera di 5 giorni, e la vacanza comincia dal viaggio. Il traghetto, che nel suo ventre ospita auto, caravan, moto, camion, nei ponti superiori ha spazi ampi ed eleganti, saloni, due bar, due ristoranti. Una vera nave da crociera. Si può scegliere fra cabine (interne o esterne), poltrone, passaggi ponte, e un occhio di riguardo è per i pet, infatti ci sono cabine apposite per viaggiare con loro in condizioni di comfort e sicurezza. Già a bordo si respira atmosfera greca (anche nel menù del ristorante), di mattina si arriva al porto di Igoumenitsa e da qui in bus privato si raggiunge Parga, il gioiello dell’Epiro.</p>
<h4><em><strong>Verso Parga e Perdika</strong></em></h4>
<p>E’ un paese delizioso adagiato in un anfiteatro naturale, con case colorate, viuzze e negozi di souvenir, numerosi locali e spiagge meravigliose, quella di Valtos è tra le più apprezzate. Un’agevole salita verso i resti del castello veneziano consente di ammirare panorami da cartolina con l’isolotto e la chiesetta della Vergine Maria, gli scogli affioranti dal mare e lunghe spiagge, tra il profumo degli alti pini e dei fiori. Poi in bus si arriva a Perdika, al Perdika Resort, un aparthotel a soli 600 metri dalla suggestiva spiaggia di Karavostassi. L’hotel ha ampie camere con angolo cottura, una bella piscina, area giochi e un ottimo ristorante che serve piatti locali: insalata greca, tzaziki, spiedini (souvlaki), moussaka. Il giorno dopo partenza da Parga per la Minicrociera alla scoperta delle isole Ionie di Antipaxos e Paxos, a bordo di una bella imbarcazione che alterna il motore alle vele.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-61594" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/panorama-di-Parga-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<h4><strong><em>Le Grotte Blu di Antipaxos e Paxos</em></strong></h4>
<p>Le Grotte Blu di Antipaxos e Paxos sembrano irreali, circondate dal verde-azzurro del mare, e invitano al bagno al largo, infatti le imbarcazioni non si possono avvicinare alla spiaggia. A Paxos è d’obbligo una sosta a Gaios, villaggio di pescatori con belle case, negozi, locali, spiagge, una chiesetta in centro e un grande lungomare. All’ ingresso del porto turistico si trova la fotografatissima statua di Georgios Anemogiannis, un eroe locale che perse la vita combattendo contro le forze ottomane nel 1821. Si rientra a Parga quindi a Perdika. Da qui si riparte alla mattina dopo in bus verso Kalambaka, in Tessaglia, per visitare le Meteore, i pinnacoli che s’innalzano verso il cielo, il cui nome significa “sospesi nell&#8217;aria”, sui quali sorgono numerosi monasteri bizantini, patrimonio UNESCO.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-61596" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/Blue-caves-jpg-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<h4><em><strong>I Monasteri delle Meteore</strong></em></h4>
<p>Un paesaggio surreale, ed è quasi impossibile immaginare come doveva essere quando le grotte nelle montagne vennero abitate dai monaci anacoreti ortodossi, a partire dai sec. XI-XIII, poi nel 1343 il monaco Atanasio fondò il primo monastero. Oggi ne restano attivi 6, 4 abitati da monaci e 2 da monache. Si visitano quelli di Varlaam (abitato da monaci) e di Santo Stefano (dove vivono le monache), un’esperienza speciale. A Varlaam si può vedere l’antico sistema di carrucole che trasportavano i monaci dentro ceste fino a terra. Scomodo certo, ma sempre meglio delle scale di corda che venivano usate all’inizio per arrivare in pianura, con un dislivello di 4-500 metri! Purtroppo molti affreschi non si possono fotografare: sono un tripudio di oro, in stile bizantino, e narrano la vita di Cristo. Nel pomeriggio trasferimento ad Igoumenitsa per l’imbarco. Siccome si parte di notte, è consigliabile una sosta al Panificio del Porto, O Fournos sto Limani (Agion Apostolon 160), aperto h 24, per uno spuntino fra un tripudio di squisitezze dolci e salate. Dopo la notte e il pranzo al ristorante di bordo, si arriva nel pomeriggio ad Ancona.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-61595" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/06/Verso-ie-Meteoreeg-scaled-e1781683552168-1024x715.jpg" alt="" width="640" height="447" /></p>
<h4><em><strong>Le proposte di Anek Lines Italia</strong></em></h4>
<p>Questa Minicrociera, nata in collaborazione con “Tipicità in Blu” svoltasi ad Ancona, ha saputo unire turismo, formazione, imprenditorialità (durante il viaggio vi sono stati momenti di “pillole di impresa”, ovvero di confronto fra i partecipanti) ed è un esempio di quanto propone Anek Lines Italia, che è anche tour operator. Anek Lines è entrata a far parte di Attica Group, il più grande gruppo greco nel settore del trasporto marittimo passeggeri &#8211; quotato alla Borsa di Atene e considerato a livello internazionale tra i principali operatori nell’ambito dei traghetti- unendosi a Superfast, Blue Star Ferries, Hellenic Seaways. Gli operativi includono sia la Linea Italia-Grecia da Ancona, Venezia e Bari per i porti di Igoumenitsa, Cefalonia (Sami), Corfù e Patrasso, sia le tratte interne della Grecia per raggiungere Creta, il Dodecaneso e le Cicladi.</p>
<p>“<em>Ancona è, per i collegamenti, fra i porti preferiti dagli italiani e anche da chi arriva dal Nord Europa, ma anche Venezia e Bari sono molto gettonati</em>” afferma Massimo Di Giacomo, amministratore unico, che pone l’accento anche sulla duplice “veste” del traghetto, che se da un lato offre una sorta di crociera, dall’altro è importantissimo per il segmento cargo. “<em>Trasportando camion e autotreni alleggeriamo il traffico su gomma, con beneficio per l’ambiente</em>” precisa Di Giacomo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-61593" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/sala-e-bar-nel-traghetto-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<h4><strong><em>Le proposte per vacanze tailor-made</em></strong></h4>
<p>Ma al turista che s’imbarca per la Grecia, cosa offre di più questa compagnia di traghetti? Spiega Ilaria Volpini, Direttore Tecnico di Anek Lines Italia: “ <em>La compagnia svolge anche un ruolo di tour operator, come si può vedere sul sito anekitalia.com, dove oltre a prenotare i traghetti si possono scegliere varie opportunità di tour e di vacanze, di soggiorni, di viaggi di maturità, di viaggi- eventi, e si possono personalizzare le esperienze come nel caso della Minicrociera</em>”. Insomma una vacanza tailor-made con la comodità di un traghetto.</p>
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