Dormire poco e male può far ingrassare

Uno studio della Columbus University dimostra che la riduzione del sonno notturno può portare alla lunga a significativi aumenti di peso

L’estate sempre più calda spesso mette in crisi il sonno, ma il riposo notturno ridotto modifica il metabolismo e aumenta la stanchezza e quindi la sedentarietà. E se per dimagrire pensiamo sempre alla riduzione di calorie, a diete severe e magari a continui esercizi fisici, ora sappiamo che non basta, gli scienziati ci invitano a non sottovalutare un importante alleato: il sonno.

Per mantenere la linea è necessario dormire e bene: infatti se si dorme poco e male si accumula grasso, lo rileva uno studio della Columbia University, pubblicato dai ricercatori del Vagelos College of Physicians. Non si ‘dimagrisce’ dormendo, ma un sonno di qualità di 7-8 ore è un alleato fondamentale.

Secondo la ricerca dormire circa 80 minuti in meno a notte per sei settimane può determinare un aumento medio di peso di circa mezzo chilo, aumento apparentemente insignificante ma relazionato al tempo impiegato diventa invece ragguardevole. Infatti è un dato che se estrapolato su scala annuale, assume un peso significativo e illumina sul rapporto tra sonno e obesità. Secondo gli autori dello studio mantenere nel tempo in modo continuativo tale riduzione notturna può portare a un aumento di peso clinicamente rilevante.

Per la gran parte della letteratura scientifica precedente il rapporto sonno-obesità era legato ad esperimenti brevi e non troppo collegati alla realtà delle persone come ad esempio una fortissima restrizione delle ore trascorse a dormire, magari solo 4 a notte.

La novità della ricerca della Columbia University riproduce la quantità reale di sonno del circa 30% degli americani e non solo, se pensiamo a quanto ci raccontano amici e parenti, basandosi sulle 5 o 6 ore di sonno a notte. Su questo dato gli scienziati hanno misurato variazioni di peso, circonferenza vita, composizione corporea e livelli ormonali a digiuno.

Sono state coinvolte 95 persone che normalmente dormivano 7 o 8 ore a notte ed è stato chiesto loro di ridurre almeno di 90 minuti rispetto ai loro standard. Durante la fase di restrizione del sonno si è notato anche l’aumento della posizione sedentaria con un picco di circa 30 minuti per gli uomini e per le donne in postmenopausa. I partecipanti hanno ridotto le ore di attività fisica pur avendo a disposizione più tempo attivo, un comportamento che alla lunga grava anche sul rischio di malattie croniche. La ricerca ha anche valutato e dimostrato i rischi che si moltiplicano per il metabolismo.

Questo studio non dimostra che chi dorme meno automaticamente ingrassa, ma certo indica che una costante restrizione delle ore di sonno porta l’organismo a essere meno efficiente nel mantenimento del peso. Secondo la responsabile della ricerca Marie-Pierre St-Onge il sonno è una fase in cui il corpo regola processi fondamentali, dal metabolismo all’equilibrio energetico.

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