Il 5X1000 fotografa un paese che vuole difendere la natura

La dichiarazione dei redditi ci mostra le scelte dei contribuenti che consapevolmente vogliono la salvaguardia dell’ambiente

I numeri parlano chiaro: la scelta del 5×1000 racconta un Paese che cresce nell’impegno civico e sociale nella difesa dell’ambiente, e lo dimostra una semplice firma apposta sulla dichiarazione dei redditi.

Istituito nel 2006 nella legge di Bilancio dell’allora ministro Tremonti, il 5×1000 si è radicato nella cultura degli italiani e circa 18 milioni di persone destinano parte delle loro tasse a enti o associazioni che hanno a cuore. I destinatari ‘green’ crescono ogni anno, mentre diminuiscono quelli alle associazioni venatorie.

Le grandi sigle dell’ambientalismo la fanno da protagonisti nel ricevere risorse a cominciare dal WWF che incassa 1.091.682 euro con oltre 31.000 firme. Grean Peace aumenta i suoi contribuenti e ricava 789.000 euro con quasi 20.000 preferenze, la Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu) arriva a 526.000 euro e oltre 13.000 firme. Legambiente nazionale si afferma a 6000 firme e oltre 217.000 euro, mentre la Lega Antivivisezione (LAV) supera i 2,24 milioni di euro e circa 66.000 firme. Bene anche il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano che riceve 2.316.835 sottoscritti da 38.160 sostenitori.

Gli analisti finanziari ci rivelano che la comunicazione è il punto di forza soprattutto delle grandi organizzazioni, che infatti sono quelle a cui è destinato più denaro, tutto è più complicato per le piccole associazioni, che spesso non hanno figure professionali e risorse dedicate. Perciò stupisce come nel 2025, piccole realtà specializzate come Salviamo gli Orsi dalla Luna, raccolga 24.713 euro con 432 firme, oppure Salviamo l’Orso con 12.887 euro destinati da 334 contribuenti.

Certo sono introiti simbolici, lontani dalle cifre incassate dai ‘colossi green’, ma certo non può passare inosservato come la difesa degli orsi neri asiatici o la tutela dell’orso marsicano, interessino complessivamente circa 1000 persone fino a spingerle a designare queste specializzatissime associazioni come destinatarie delle proprie risorse.

Appassionano meno i contribuenti le Associazioni venatorie, che in verità dal 5×1000 non ottengono quasi neanche le briciole, superate anche da queste piccole realtà di tutela, ecco perché questo quadro ci restituisce un Paese che sempre più prende coscienza dell’importanza della salvaguardia del pianeta e della tutela della fauna. Sono i numeri a fotografare come la difesa ambientale ormai sia divenuta una causa capace di mobilitare coscienze fino ad usare una semplice dichiarazione dei redditi per manifestare da che parte si sta: da quella della natura.

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