Insospettabili emergenze sanitarie associate al caldo estremo
Un nuovo studio ha rilevato 33 diagnosi da associare all’ondata di calore: da eruzioni cutanee a incidenti e aggressioni
L’ estate come quella che stiamo affrontando, non sarà più un’eccezione nel panorama stagionale, a parere dei meteorologi, a causa del cambiamento climatico, il termometro raggiungerà temperature elevatissime da valori record e con parziale distinzione tra il giorno e la notte, ogni anno da giugno a ottobre.
E’ quanto stiamo affrontando e affronteremo non solo in Italia ma in tutta Europa. Disidratazione, cali di pressione, malori, cadute, patologie cutanee addirittura lesioni da incidenti stradali, sono solo alcune delle conseguenze del caldo che ha investito il nostro pianeta.
E’ quanto rileva un nuovo studio della Northwestern University, pubblicato sulla rivista Science Advances, che ha suggerito oltre 30 diagnosi da annoverare tra i disturbi da cure d’emergenza, determinati dal calore estremo. La ricerca ha rilevato forti legami con problemi poco riconosciuti, come ad esempio una riacutizzazione della sclerosi multipla e alcuni tipi di traumi fisici, diagnosi non annoverate come derivate dal caldo, nelle strutture sanitarie d’emergenza.

Intanto il caldo torrido ha provocato migliaia di morti e contribuito a stressare ulteriormente i Pronto Soccorso e ha evidenziato come sia ormai improcrastinabile la necessità di attrezzare e migliorare la preparazione per affrontare al meglio le ondate di calore.
Lo studio ha analizzato 1803 diagnosi registrate in circa un milione di accessi al Pronto Soccorso di Chicago, tra maggio e settembre, dal 2011 al 2023.
Delle 33 malattie associate all’esposizione a temperature estreme, alcune si sono rivelate sorprendenti.
Tra le diagnosi correlate emergono eruzioni cutanee e gonfiori, insufficienza renale acuta, sclerosi multipla, disturbi mentali e comportamentali, punture e morsi di insetti, ma anche incidenti stradali, aggressioni e lesioni d’arma da fuoco.

“Studi precedenti hanno mostrato che, quando le persone sono esposte a caldo estremo, tendono ad agire in modo più aggressivo, e questo potrebbe avere un ruolo. Quando fuori fa molto caldo, il corpo è stressato e anche la mente lo è. Questo può distrarre o irritare e favorire un maggior numero di incidenti” ha spiegato Daniel Horton professore associato alla Northwestern University.
Sebbene lo studio, il primo ad adottare un approccio basato sui dati, mutuando metodi dagli studi di associazione a livello genomico, è stato concentrato solo su Chicago, i ricercatori affermano che il modello può essere esteso e utilizzato per qualsiasi centro urbano.

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