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Marsili: il vulcano che potrebbe fornire energia a tutta Europa

Posto nel profondo delle acque delle isole Eolie il vulcano è oggetto di studi recenti ma rilevanti. Potrebbe diventare una preziosa fonte di energia rinnovabile nel Mediterraneo.

Il mare, il cibo, i resti delle antiche civiltà rendono la Sicilia una delle regioni più famose al mondo. Terra da sempre considerata ricca di energia, basti pensare alla mitologia greca che ne esaltava i venti e il sole, è attualmente oggetto di studio per il Marsili, vulcano sottomarino in prossimità delle Eolie. La Sicilia di oggi, così hanno scoperto gli scienziati, potrebbe fornire energia a tutta Europa.

Infatti il Marsili, che gli esperti hanno iniziato a studiare in anni recenti, potrebbe diventare una preziosa fonte di energia rinnovabile nel Mediterraneo. Il vulcano è tra i più estesi d’Europa, lungo 70 Km e largo 30 Km. Si innalza per circa 3000 metri dal fondo marino, e raggiunge con la sommità circa 450 metri di quota al di sotto della superficie del mar Tirreno, di cui è ritenuto tra i vulcani più pericolosi.

Potrebbe, però, diventare la prima fonte di approvvigionamento di energia geotermica off-shore della storia, facendo da apripista a una fonte energetica nuova, pulita e inesauribile, nel nostro Paese. Il Marsili Project Eurobuilding si propone di  apportare grandi benefici in Italia, inoltre  l’industria legata all’estrapolazione di questa forma di energia è tra le più affidabili e sicure.

Attualmente in Italia le sorgenti geotermiche coprono meno del 3% del fabbisogno energetico, mentre come in Islanda, si potrebbe sfruttare il calore che risale naturalmente verso la crosta. L’acqua surriscaldata detiene un potenziale di calore che può essere trasformato in energia elettrica paragonata a quella generata dalle grandi centrali geotermiche del mondo, secondo i geologi marini.

In sostanza succede che il vulcano si comporta come un grande bollitore, la sua camera magmatica si trova a circa 10 Km di profondità, da dove risale lentamente ma sempre internamente. All’interno il suo corpo ha delle fratture da cui l’acqua si infiltra. Questo speciale ‘bollitore’ ha un coperchio formato dai sedimenti, e quindi l’acqua dentro è sotto pressione, una pressione che supera i 200 bar. Si ipotizza che ci siano 400-500 gradi di temperatura.

Il suo magma ha quindi alta capacità di generare elettricità. Se si considera che l’intera area delle Eolie, fra le più “energetiche” di tutto il Mediterraneo, potrebbe fornire allo Stato, con gli impianti di geotermia, 30 MWE di energia per km quadrato, si rileva che  sfruttare queste fonti al posto di quelle fossili è non solo utile ma necessario. Utilizzando con le moderne tecnologie tutte le fonti presenti sui fondali, si potrebbe attivare una grande produzione annua tale da soddisfare il fabbisogno della quasi totalità della popolazione europea.

Proprio a favore di questo potenziale inespresso lo scorso giugno si sono riunite varie associazioni: da Enea a Marevivo, da Ati Messina a Athanor Geotech, all’International Geothermal Association , all’Unione Germanica italiana, alla Rete geotermica Italian, all’Istituto di Vulcanologia (INGV) per rivendicare studi più approfonditi che portino alla realizzazione del progetto di sfruttamento di questa energia geotermica.

Alcune perplessità provengono anche da alcuni ambientalisti, dubbiosi sulla fattibilità e sicurezza dell’opera, che potrebbe mettere a rischio uno dei massimi esempi di aree naturali del continente.

Ma sono solo perplessità e non contrarietà.